Commodity migliori e peggiori del 2012

di ND82 Commenta

 Nel 2012 le principali commodity hanno evidenziato rialzi modesti. Tuttavia, se si osserva l’andamento della media annuale della principale materia prima energetica mondiale e delle più importanti materie prime agricole ci troviamo dinanzi a rincari record. Il petrolio Brent ha chiuso il 2012 con un rialzo molto contenuto del 2,8%. Tuttavia, la quotazione del greggio del Mar del Nord ha mostrato una chiusura d’anno sopra 111 dollari al barile, ovvero la media annuale più alta di tutti i tempi. Inoltre, per il greggio europeo si tratta del quarto anno consecutivo di rincari.

I rialzi maggiori delle commodity arrivano dal settore agricolo, nonostante negli ultimi mesi sia avvenuto un ridimensionamento delle quotazioni dai top dell’estate quando i prezzi si erano ormai avvicinati ai livelli più alti di sempre. Alla fine il frumento ha chiuso con un incremento del 19,2%, mentre i semi di soia hanno evidenziato un rincaro del 16,7%. I raccolti agricoli continuano a risentire delle tensioni sull’offerta causate dalle difficili condizioni climatiche, che nel 2012 hanno messo in difficoltà sia gli Stati Uniti che altri grandi paesi esportatori, come la Russia e l’Argentina.

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In particolare, negli States è avvenuta la peggiore siccità degli ultimi cinquant’anni. Secondo le stime degli analisti finanziari, anche nel 2013 il trend positivo delle quotazioni delle materie prime agricole dovrebbe restare intatto. Per quanto riguarda il greggio, si è allargato il differenziale tra la quotazione del Brent e quella del Wti, che nel 2012 ha perso il 7,1%. Le previsioni sull’andamento dei prezzi del petrolio restano molto difficili e ancora legate ad alcune incognite geo-politiche (crisi in Medio Oriente tra Iran e Israele, la guerra civile in Siria, etc.).

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In linea generale l’indice delle commodity Thomson Reuters-Jefferies Crb è sceso del 3% nel 2012, nonostante 13 delle 19 commodity più trattate siano rincarate. Il peggior risultato è arrivato dai coloniali: zucchero -16,3%, cotone -18,1%, caffè -36,6%. Tra i migliori troviamo, invece, anche il piombo (+14,6%), zinco (+12,6%) e gas naturale (+12,1%). Tra i preziosi bene platino (+9,8%), argento (+8,3%) e oro (+7%). La quotazione del rame è aumentata del 4,3%.

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