Pirelli approva un bond non convertibile da 800 milioni di euro

di Redazione Commenta

Gli investimenti finanziari e Pirelli beneficiano finalmente di un’importante novità per quel che concerne l’ambito obbligazionario: in effetti, la notissima società per azioni milanese, attive nel campo della produzione dei pneumatici e del real estate, ha deciso di approvare l’emissione di alcuni bond non convertibili per un valore pari, in relazione all’ammontare nominale massimo, a 800 milioni di euro. L’iniziativa è da ascriversi in modo totale alle ultime deliberazioni del consiglio di amministrazione del gruppo di cui è leader Marco Tronchetti Provera; tra l’altro, dettaglio ovviamente da non trascurare, il prodotto in questione potrà essere collocato anche in un numero più alto di tranche sul mercato europeo delle obbligazioni, mentre la quotazione avverrà o sulla Borsa del Lussemburgo o, in alternativa, su un altro mercato regolamentato.


Entrando nello specifico di questa emissione, bisogna sottolineare come l’obiettivo principale, in tal senso, sia quello di rendere l’indebitamento della stessa Pirelli il più ottimizzato possibile, e ciò potrà essere conseguito mediante una adeguata diversificazione delle fonti da cui derivano i finanziamenti, oltre che del prolungamento della durata media del debito. Inoltre, l’emissione del bond potrà essere posta in essere entro e non oltre i dodici mesi dalla delibera del consiglio di amministrazione, mentre il collocamento di tali strumenti, la cui durata non oltrepasserà in nessun caso i dieci anni, si verificherà soltanto nei riguardi degli investitori più qualificati, siano essi italiani che stranieri.

Nell’ipotesi in cui l’investitore sia invece statunitense, canadese o anche giapponese, i limiti potranno essere rivisitati in relazione alle necessità finanziarie. Le maggiori preoccupazioni all’interno di casa Pirelli sono destate soprattutto dal settore immobiliare: il real estate, infatti, vantava, ancora pochi mesi fa, un debito superiore agli undici miliardi di euro, a fronte di una gestione patrimoniale di poco superiore, una situazione che si può risolvere con il consolidamento o con operazioni finanziarie come quella appena descritta.

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