Investire in Pirelli 2012

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Pirelli ha recentemente rivisto al ribasso le previsioni sui ricavi e sul debito, nonostante un rendiconto gestionale dei primi nove mesi in linea con le attese, con un utile di 308,3 milioni di euro (251,3 milioni di euro nello stesso periodo del 2011, +22,7 per cento su base annua). L’ebit, comprensivo degli oneri di ristrutturazione (a loro volta pari a 18,2 milioni di euro contro i 9,9 milioni di euro al 30 settembre 2011) si è invece fermato a 592,8 milioni di euro (+31,4 per cento), il margine ebit del 13 per cento (ex 10,6 per cento), i ricavi di 4.574,1 milioni di euro (+7,2 per cento).

Sul fronte degli investimenti, gli impieghi sono stati pari a 327,4 milioni di euro, mentre gli investimenti finanziari sono ammontati a 277,1 milioni di euro, destinati all’acquisizione degli stabilimenti russi di Kirov e Voronezh e di due catene di distribuzione in Brasile e Svezia.

Elementi, quelli di cui sopra, che oltre ai dividendi agli azionisti per 132,3 milioni di euro e all’andamento del circolante, hanno influenzato una posizione finanziaria netta negativa per 1.868,8 milioni di euro (-1.702,7.

Ma quali sono le prospettive di investimento in Pirelli per queste ultime settimane del 2012? Sostanzialmente, il gruppo ha ritenuto doveroso rivedere al ribasso gli obiettivi del 2012 sui ricavi sul debito, confermando però le stime sulla  redditività con l’ebit previsto a circa 800 milioni. Il fatturato a fine anno dovrebbe assestarsi intorno ai 6,15 miliardi di euro (contro i 6,4 miliardi di euro del precedente obiettivo).

Influenzano negativamente le prospettive a brevissimo termine (nonostante, ricordiamo a questo punto, la recente promozione avuta da HSBC, di cui avevamo parlato pochi mesi fa) anche le notizie intorno all’attuale presidente di Pirelli, Marco Tronchetti Provera, che sarà processato il 18 febbraio per ricettazione, in relazione ai presunti fatti di sottrazione illecita dei dati all’agenzia investigativa Kroll, ricevuti consapevolmente da Tronchetti Provera in seguito a accordo specifico con Giuliano Tavaroli, che all’epoca era responsabile della security di Telecom.

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