Piazza Affari quali rischi e opportunità per il 2013

di ND82 Commenta

 La borsa di Milano è stata una delle piazze finanziarie dei paesi sviluppati che ha avuto la migliore partenza nel 2013. A gennaio l’indice FTSE MIB ha messo a segno un rialzo superiore al 7%, grazie al processo di riallocazione delle risorse dei gestori mondiali che hanno puntanto con maggiore decisione sul recupero di Piazza Affari dopo un 2012 in chiaroscuro ed eccessivamente penalizzante a causa della crisi dello spread. Secondo molti analisti finanziari il recupero della borsa milanese potrebbe proseguire, ma ci sono molte insidie da affrontare lungo il percorso.

Innanzitutto c’è l’incertezza delle elezioni del 24 e 25 febbraio. Secondo Gabriele Zaninetti, responsabile degli investimenti per Jp Morgan Private Bank in Italia, la principale incognita resta l’evoluzione politica interna, ma anche quella delle finanze pubbliche della Spagna, che comunque ha un impatto notevole sull’intera area euro. Secondo l’esperto, se ci sarà una certa stabilità politica con un governo orientato a continuare il percorso delle riforme, la borsa di Milano ha un “significativo potenziale di apprezzamento, ampiamente in doppia cifra, non esauribile in poche settimane”.

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Secondo Jp Morgan Private Bank le prospettive per il mercato azionario italiano, come del resto per gli altri paesi del Sud Europa, dipendono in linea generale da tre dinamiche: riduzione del rischio sistemico di rottura dell’area euro; ricerca del rendimento in un contesto di mercato caratterizzato da tassi sempre più compressi; crescita economica superiore alle attese. Oltre a quello politico, il rischio più tangibile invece è quello di un euro troppo forte, che andrebbe a minare le già fragili speranze di crescita per i prossimi mesi.

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Jp Morgan Private Bank ritiene che la valutazione attuale della borsa italiana, che è di 10 volte gli utili rispetto alle 11 volte della borsa tedesca, non evidenzia il vero potenziale di recupero del mercato azionario italiano. Il problema di oggi sono gli utili depressi, che sono diminuiti del 50% rispetto al picco del 2000, con la capitalizzazione di mercato che si è ridotta del 60%. In base ai valori di libro, la capitalizzazione di Piazza Affari è pari a 0,8 volte per cui le potenzialità di recupero non mancano. Ora, però, è necessario che dalle urne venga fuori un governo stabile.

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