Citi vede nuovi rischi per le banche italiane

di ND82 Commenta

Quando manca poco più di un’ora all’inizio dei primi exit-pool della tornata elettorale italiana, Piazza Affari sta evidenziando un andamento molto positivo trainata soprattutto dai titoli del comparto finanziario. L’indice azionario FTSE MIB sale dell’1,93% a 16.547 punti. Fanno bene i titoli bancari, nonostante l’incertezza sullo spread Btp-Bund che comunque è tornato momentaneamente sotto 280 punti base. A guidare il listino azionario milanese è Banca Popolare di Milano, che sale del 5,67% a 0,5685 euro. Il titolo ha già toccato un top intraday a 0,5755 euro.

Secondo gli analisti di Equita Sim, ai valori correnti il titolo Bpm non sta scontando alcuna possibilità di successo dell’operazione di trasformazione della governace con il passaggio dello status da “banca poolare” a “Spa”. Intanto, oggi Citigroup è tornata ad occuparsi del settore bancario italiano, rivedendo le stime per tener conto del recente trend dei volumi – in termini di contrazione del portfolio crediti e per la ripresa della crescita dei depositi – e dell’evoluzione dei tassi di mercato.

BANCA POP MILANO SI TRASFORMA IN SPA

Gli analisti del conglomerato finanziario statunitense si sono detti “preoccupati per la qualità del credito delle banche italiane, visto l’aumento delle sofferenze a livello di settore”. Secondo Citi, ciò si riflette sulle stime relative agli accantonamenti. In particolare, Citi stima nel bilancio 2012 di Unicredit accantonamenti per perdite su crediti in crescita del 20% rispetto al bilancio 2011 a 7,2 miliardi di euro. Per quanto riguarda, invece, Intesa Sanpaolo, la stima di Citi è di un aumento del 16% degli oneri per svalutazioni dei crediti pari a 4,9 miliardi di euro. Nel caso di Mps, il bilancio peggiora del 50% a 1,9 miliardi di euro.

UNICREDIT E’ TRA LE 10 BANCHE EUROPEE PREFERITE DA MORGAN STANLEY

Citi ha abbassato le stime di utile per azione sulle banche italiane per il periodo 2013-2015 mediamente del 3%. L’eps 2013 di Unicredit è previsto a 0,29 euro, mentre per Intesa Sanpaolo 0,11 euro. Non sono stati rivisti, invece, né i target price né i rating. Il titolo Unicredit viene valutato 3,7 euro con giudizio “neutral”, Intesa Sanpaolo 1,1 euro con giudizio “sell”. Per Citi sono da vendere anche i titoli Mps con target price a 0,17 euro.

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