Azioni italiane sottovalutate da comprare nel 2013

di Redazione Commenta

A Piazza Affari, nonostante il rally degli ultimi 5 mesi che ha portato l’indice FTSE MIB a guadagnare più del 32%, sembra che le occasioni d’acquisto a prezzi di saldo non manchino. La borsa italiana quota su livelli molto bassi, se confrontata con altre piazze finanziarie europee: molte azioni di borsa presentano livelli di p/e molto allettanti: Telecom Italia è la regina dello sconto, ma anche tra le banche ci sono opportunità a prezzi stracciati. Un altro indicatore utile per trovare titoli sottovalutati è il rapporto tra prezzo di borsa e patrimonio netto per azione.

Nonostante la crescita in doppia cifra per molte blue chip italiane, è possibile trovare rapporti prezzo/valore di libro (p/bv, price/book value) sotto il valore di uno in diverse circostanze: una vera e propria sirena per gli investitori a caccia di affari. A Piazza Affari ci sono molti titoli che hanno un rapporto p/bv inferiore a 0,5. Si tratta di un paradosso riscontrabile per lo più nel comparto bancario. Ciò vuol dire che la borsa non valuta la banca nemmeno la metà del proprio patrimonio.

AZIONI DI BORSA DA COMPRARE A PREZZI STRACCIATI NEL 2013

Secondo gli esperti l’eccessiva sottovalutazione della borsa italiana riflette il clima di cautela degli investitori che, nonostante siano tornati a comprare Italia negli ultimi mesi, restano in allerta per il rischio politico e il timore di una ricaduta sul fronte del bilancio pubblico. Tra le banche uno dei titoli più sottovalutati è Ubi Banca, che tratta a 0,3 volte il patrimonio a fine settembre scorso, quando aveva registrato profitti per 222,7 milioni di euro. Tra i titoli maggiormente a saldo, considerando il rapporto p/bv, troviamo anche Enel e Telecom Italia.

BORSE EUROPEE +18% NEL 2013 SECONDO GOLDMAN SACHS

Il colosso telefonico guidato da Franco Bernabè è molto sottovalutato anche considerando il rapporto p/e. Sul titolo il consenso degli analisti finanziari è positivo. In base alle valutazioni di 16 case d’affari raccolte da Bloomberg si arriva a un target price medio di 0,9 euro. Attualmente il titolo vale poco più di 0,68 euro alla borsa di Milano, per cui risulterebbe sottovalutato del 32% circa: un recupero del genere porterebbe il titolo a quotare ancora a poco meno di una volta il proprio patrimonio netto.

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