Quali rischi per il rally delle borse nel 2013

di Redazione Commenta

Il 2013 ha sorriso finora all’investimento in borsa. I gestori di fondi hanno da tempo inaugurato una rotazione settoriale a favore dell’equity, dopo che lo scorso anno il rally dei bond aveva spinto i money manager a preferire l’investimento in titoli di stato, corporate bond e high-yield bond grazie al più che favorevole rapporto rischio/rendimento. La costante compressione dei rendimenti obbligazionari ha poi spinto i gestori di fondi a tornare a comprare azioni, ma nella magggior parte dei casi con un sovrappeso sull’azionario di qualità (Stati Uniti, Regno Unito, Germania).

Del resto Wall Street aggiorna record storici giorno dopo giorno e l’indice Dow Jones è riuscito a chiudere il suo migliore trimestre dal 1998. Tuttavia, considerando anche i malanni dell’economia – sostenuta ancora artificiosamente dalle politiche monetarie ultra-espansive delle banche centrali – e altre variabili-chiave di natura politica e finanziaria, esistono molte insidie nel percorso rialzista delle borse.

Un primo fattore di rischio è l’incertezza politica in Italia. Dopo le ultime travagliate elezioni, il paese ha bisogno di un governo stabile altrimenti c’è il rischio che i mercati possano perdere fiducia nella sostenibilità dell’enorme debito pubblico italiano. Lo spread Btp-Bund è volato a 360. La borsa italiana continua a perdere terreno, con dividendi sempre più magri a Piazza Affari. Inoltre, incombe il rischio di un nuovo taglio del rating di Moody’s (ora il giudizio è Baa2). Un tracollo dell’Italia avrebbe forti ripercussioni su scala globale. C’è poi da risolvere ancora la crisi di Cipro, con i suoi potenziali strascichi e il rischio-contagio in Europa. Inoltre, c’è anche la Slovenia a rischio default.

Un’altra mina vagante è la Francia, che presenta conti in disordine e un’economia in contrazione. Secondo l’ex presidente della Banca Mondiale, Robert Zoellick, “il prossimo malato d’Europa potrebbe essere la Francia”. Dall’altra parte dell’oceano c’è sempre la questione irrisolta del tetto al debito USA, dopo che il 23 gennaio scorso è stato approvata una proroga di tre mesi per la scadenza dei limiti al tetto del debito americano. Insomma, finora le borse – soprattutto americane – hanno viaggiato col vento in poppa, ma ci sono molte insidie nascoste dietro l’angolo.

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