Piazza Affari: esordio per l’Etn iPath di Barclays

La storia degli Etn come investimento finanziario è relativamente breve: la prima quotazione risale infatti al 12 giugno di 2006 grazie a Barclays, vera e propria leader in tale comparto, che da quel momento sta cercando di espandersi in maniera progressiva. Il debutto di questi giorni presso Borsa Italiana di questo specifico strumento è una conferma importante dell’interesse crescente nei confronti degli Exchange Traded Notes: la firma è sempre la medesima e inconfondibile, quella della britannica Barclays, la quale ha deciso dunque di mettere a disposizione il suo secondo prodotto destinato al nostro paese. La struttura è quella tipica, visto che l’Etn altro non è che un titolo di debito non subordinato e quotato appunto da un istituto di credito; la sua caratteristica conformazione consente agli investitori di accedere ai rendimenti dei vari indici di mercato, usualmente collegati a una strategia benchmark.


Il nuovo esordio ha riguardato, per la precisione, l’Etn iPath VStoxx Mid-Term Futures Total Return, una denominazione piuttosto lunga ma che indica già molte caratteristiche finanziarie; anzitutto, la scadenza è stata fissata al 30 ottobre del 2020 (la durata è dunque decennale), ma si ricalcherà abbastanza fedelmente il modello dello strumento emesso giusto un mese fa sul Sedex. L’indice che verrà osservato da vicino sarà l’EuroStoxx 50 Volatility Mid-Term Futures Total Return, tenendo conto la commissione è pari allo 0,89% ogni anno. Tra l’altro, i risparmiatori interessati potranno beneficiare di una esposizione continua alle performance della cosiddetta volatilità implicita dell’indice europeo, prendendo come base una scadenza a cinque mesi.

L’obiettivo è quello di mantenere sostanzialmente costante la scadenza media ponderata dello strumento. Infine, bisogna ricordare che uno dei fattori da monitorare con maggiore attenzione è il rischio addizionale insito in ogni Etn (non presente invece negli Etf) e che si verifica in conseguenza delle riduzioni dei rating relativi alla banca emittente, un rischio in grado di erodere gran parte del valore.

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