Petrolio Wti resterà in trading range nel 2013

di Redazione Commenta

Secondo la maggior parte degli analisti tecnici il mercato del petrolio resterà volatile anche nel corso del 2013, ma dovrebbe continuare a evidenziare un movimento dei prezzi in trading range, ovvero mostrare un andamento laterale delle quotazioni. E’ ciò che prevede Credit Suisse, ma anche Banca Imi e diversi trader indipendenti specializzati proprio sull’oro nero. Secondo gli esperti di Credit Suisse, il petrolio Wti si muoverà in un range compreso tra 75 dollari e 105 dollari al barile; il petrolio Brent, invece, dovrebbe muoversi tra 85 dollari e 125 dollari al barile.

Secondo Banca Imi, merchant bank del gruppo Intesa SanPaolo, il Brent evidenzierà un movimento laterale compreso tra 90 dollari e 120 dollari al barile. Insomma, secondo gli esperti il mercato del greggio non dovrebbe evidenziare un movimento direzionale né al rialzo né al ribasso, sebbene ci siano molte incognite legate soprattutto al contesto geo-politico relativo all’area mediorientale, dove resta alta la tensione tra Israele e Iran, mentre in Siria imperversa la guerra civile e prosegue l’instabilità politica in Egitto.

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Da Credit Suisse fanno notare che l’andamento del petrolio ha un forte impatto sul ciclo economico. Secondo gli analisti della banca d’affari svizzera “il ritorno a una crescita stabile ci sarà solo se le economie più avanzate saranno in grado di ridurre la propria dipendenza energetica dal petrolio”. I rischi geo-politici, abbinati agli shock sull’economia reale, dovuti ad un possibile aumento delle aspettative di inflazione a causa delle continue iniezioni di liquidità delle banche centrali mondiali, sono le variabili-chiave in grado di determinare una brusca impennata delle quotazioni petrolifere.

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Tuttavia, ci sono anche diversi fattori negativi per i prezzi del petrolio, ovvero la debolezza dell’economia globale e l’eventuale riversamento delle riserve energetiche. E’ per questo che molti analisti ritengono che alla fine il petrolio si muoverà in trading range, in quanto manca un driver preciso in grado di assicurare la direzionalità al mercato.

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