In vista della messa a punto del nuovo Piano triennale, a valere sugli anni dal 2011 al 2013, giovedì scorso, 14 ottobre 2010, si è riunito il Consiglio di Amministrazione di Pirelli & C. SpA, nel corso del quale sono stati esaminati i dati preliminari dei primi nove mesi del 2010, ovverosia quelli fino al 30 settembre scorso. Ebbene, in accordo con una nota ufficiale emessa da Pirelli & C. SpA, i dati esaminati sono positivi al punto che la società ha ufficialmente rivisto al rialzo i target sia di Gruppo, sia quelli di Pirelli Tyre. Nel dettaglio, ora il Gruppo Pirelli & C. stima ricavi sopra il livello dei 4,9 miliardi di euro a fronte di un Ebit sopra il 7,5% rispetto al valore del 7% precedentemente stimato, mentre l’indebitamento finanziario è atteso sotto i 700 milioni di euro a fronte di un Ebit pari a 380 milioni di euro circa. Per Pirelli Tyre l’Ebit 2010 è atteso a 420 milioni di euro circa rispetto ai 360 milioni di euro stimati in precedenza, mentre i ricavi sono attesi oltre i 4,7 miliardi di euro.
Italian Certificate Awards, ecco i riconoscimenti del 2010
Palazzo Mezzanotte, l’altro nome con cui è noto il Palazzo delle Borse di Milano, è stato la cornice ideale per la quarta edizione degli Italian Certificate Awards, la manifestazione che premia annualmente i migliori certificati di investimento del nostro paese: la serata a cui ci stiamo riferendo è quella di due giorni fa e ha messo in luce dei riconoscimenti davvero interessanti, delle vere e proprie indicazioni utili per i risparmiatori italiani. Le categorie in questione erano ben sette, vale a dire il certificato dell’anno, l’emittente dell’anno, il miglior prodotto a capitale garantito, il premio speciale “Certificate Journal”, il miglior certificato a capitale protetto, il miglior certificato a leva e il miglior strumento a capitale non protetto, un novero davvero esauriente, nonostante nel 2009 le categorie fossero addirittura nove.
Da Blair una proposta per nuovi servizi dedicati ai fondi sovrani
Era noto da qualche tempo l’interessamento dell’ex premier britannico Tony Blair al mondo degli investimenti finanziari: ora arriva una conferma importante in questo senso, visto che l’attuale inviato dell’Onu per la pace ha deciso di allargare i propri interessi, ampliando questa specifica attività di consulenza ai servizi di tipo finanziario. Di cosa si tratta per la precisione? Ci sono alcune imprese che sono collegate allo stesso Blair (più propriamente alla Tony Blair Associates) e che hanno ottenuto le autorizzazioni necessarie da parte della Fsa (si tratta della Financial Services Authority, l’ente che si occupa dei servizi finanziari in territorio britannico), così che ci si può attendere, a ragione, una operatività immediata.
Olidata: il CdA convoca Assemblea straordinaria
Il Consiglio di Amministrazione di Olidata ha convocato per il prossimo 26 novembre 2010, in prima convocazione, ed eventualmente il 29 novembre 2010 in seconda convocazione, l’Assemblea straordinaria dei Soci. A darne notizia con un comunicato ufficiale è stata la stessa società dopo che il CdA stesso ha rilevato come l’adeguamento del valore di magazzino legato all’aggiudicazione di una gara in Uruguay vada a generare perdite tali da ridurre il capitale sociale al di sotto del minimo previsto dalla Legge. Nel dettaglio, per il tramite del proprio partner commerciale Cileno, Olidata s’è aggiudicata in via indiretta una gara in Uruguay avente in oggetto 40.000 unità di Jumpc ad un prezzo inferiore a quello con cui le rimanenze risultano essere contabilizzate.
Intesa Sanpaolo compra il 51% di Banca Monte Parma
A fronte di un prezzo pari a 159 milioni di euro, il Gruppo bancario Intesa Sanpaolo ha reso noto nella giornata di ieri, venerdì 15 ottobre 2010, d’aver siglato con la Fondazione Monte di Parma un accordo finalizzato all’acquisizione del controllo di Banca Monte Parma attraverso una quota pari al 51% del capitale sociale; contestualmente, per la stessa quota di possesso, Intesa Sanpaolo andrà a sottoscrivere in Banca Monte Parma un aumento di capitale, riservato in sottoscrizione ai soci, per un importo pari a 75 milioni di euro attraverso l’emissione di azioni ordinarie in base al valore del patrimonio netto contabile.
Rbs e inflazione, ceduti venti milioni di euro di structured notes
Il gruppo britannico Royal Bank of Scotland ha deciso di procedere alla cessione di oltre venti milioni di euro per quel che riguarda structured notes (si tratta di un tipo di azioni ibride che tendenzialmente cambiano la propria struttura a seconda delle condizioni) collegate al tasso di inflazione europea; si tratta di una operazione finanziaria piuttosto importante, ma che deve essere esaminata in tutti i suoi dettagli. Anzitutto, c’è da dire che questi titoli beneficeranno di una scadenza fissata a sei anni, mentre verrà pagato un coupon fisso pari a tre punti percentuali nel primo triennio, secondo quanto emerge dalla nota pubblicata dalla stessa Rbs. Immediatamente dopo questo periodo di tempo, lo strumento in questione passa poi a un coupon che invece paga l’indice armonizzato dei prezzi al consumo nel Vecchio Continente, con un versamento minimo che è stato fissato anch’esso al 3%.
Fondo Pmi di Vitale: ancora incertezza sui criteri di selezione
Si attendeva con una certa curiosità il lancio del Fondo Italiano di Investimento, lo strumento finanziario reclamato a gran voce dal ministro dell’Economia, Giulio Tremonti: l’iniziativa in questione, la quale altro non è che una stretta collaborazione tra Tesoro, sistema bancario e Confindustria, è presieduta dall’economista d’impresa Marco Vitale, ma è stato proprio l’ultimo consiglio di amministrazione a deludere le attese. Si tratta, per la precisione, del fondo d’investimento che focalizza le proprie attenzioni sulle piccole e medie imprese e la giornata di ieri doveva essere decisiva per la nomina del responsabile del private equity. Un altro tassello che manca per comporre questo intricato puzzle, inoltre, è quello relativo alla selezione degli stessi prodotti e al loro livello massimo di allocazione.
Poltrona Frau: alleanza con Da Vinci per il mercato asiatico
Poltrona Frau Group, società italiana quotata in Borsa a Piazza Affari, ha siglato per il mercato asiatico un’importante alleanza con Da Vinci che permetterà un rafforzamento ed un’accelerazione del business nell’area. Questo perché Da Vinci è proprio in Asia il primo gruppo riconosciuto nell’ambito delle soluzioni d’arredo di alta gamma con oltre venti showroom sparsi in Malesia, Cina, Singapore, Indonesia ed Hong Kong. Di conseguenza, il Gruppo Poltrona Frau sottolinea la crescente importanza del mercato asiatico sui propri livelli di ricavi, ed ha confermato con un comunicato ufficiale l’incremento del 30% per quest’anno e di oltre il 20% in media per i prossimi anni. La rete commerciale in Asia prosegue nel suo processo di espansione con Mumbai e Sidney, Seul per Cassina, ma anche con il quinto show room a Taiwan. Entro l’anno il Gruppo aprirà anche a Melbourne, così come Poltrona Frau, Cappellini e Cassina saranno presenti a Pechino ed a Shangai negli showroom di Da Vinci.
Enel Green Power: IPO, fissata la forchetta di prezzo
Da un minimo non vincolante di 1,80 euro per azione ad un massimo vincolante di 2,10 euro per azione, corrispondente al prezzo massimo del collocamento. E’ questo l’intervallo indicativo di prezzo per l’IPO di Enel Green Power al fine di permettere, nell’ambito dell’Offerta Globale di Vendita delle azioni, con conseguente quotazione e negoziazione delle stesse sul mercato azionario italiano e spagnolo, la raccolta delle manifestazioni di interesse da parte degli investitori istituzionali. In base ai valori del prezzo minimo e del prezzo massimo, la forchetta, in termini di controvalore complessivo, spazia da un minimo di 9 miliardi di euro ad un massimo di 10,5 miliardi di euro. A questo punto, per quel che riguarda il prezzo finale di collocamento sul mercato delle azioni Enel Green Power, comunque non superiore al prezzo massimo di collocamento pari a 2,10 euro, si terrà conto, tra l’altro, delle condizioni dei mercati finanziari.
Uni Land acquista partecipazione in Immobiliare Gualtieri
Uni Land, società quotata in Borsa a Piazza Affari, ha reso noto d’aver acquisito una quota di maggioranza, pari al 55%, in Immobiliare Gualtieri S.r.l., una società di Italprogetti Costruzioni S.p.A., a sua volta controllata dalla Fimmco S.p.A., per un corrispettivo pari a 2,17 milioni di euro. In merito all’operazione è stato firmato l’atto notarile per una partecipazione di una società, la Immobiliare Gualtieri S.r.l. appunto, che risulta essere proprietaria a Gualtieri, in Provincia di Reggio Emilia, di un centro commerciale che, con una superficie lorda pari all’incirca a 11 mila metri quadrati, risulta essere in fase di costruzione. Il centro commerciale è composto da ben 36 negozi, unitamente ad una sala cinematografica, di cui la quasi totalità risulta essere già stata commercializzata a dei primari operatori retail.
Enel Green Power: Ipo, via libera al Prospetto Informativo
Procede a grandi passi l’operazione che porterà la controllata “verde” di Enel, Enel Green Power, allo sbarco in Borsa a Piazza Affari. Nella giornata di ieri, mercoledì 13 ottobre 2010, Enel Green Power S.p.A. ha infatti reso noto d’aver ricevuto dalla Commissione Nazionale per le Società e la Borsa (Consob) l’autorizzazione sia alla pubblicazione del Prospetto Informativo inerente l’Offerta Pubblica di Vendita delle azioni ordinarie Enel Green Power, sia alla quotazione delle azioni sul mercato. L’autorizzazione da parte della Consob segue quindi quella che, l’11 ottobre 2010, Enel Green Power ha a sua volta acquisito da Borsa Italiana S.p.A. per l’ammissione a quotazione delle azioni della società sull’MTA, il Mercato Telematico Azionario. Per Enel Green Power, inoltre, è prevista altresì un’Offerta Pubblica di Vendita anche in Spagna.
Deutsche Bank: debutto ufficiale nel mercato degli Etc
Deutsche Bank rappresenta da sempre uno dei principali riferimenti per molti tipi di investimento finanziario, ma fino a questo momento mancava ancora un segmento da “esplorare”, gli Exchange Traded Commodities: questa lacuna è stata prontamente colmata dal gruppo bancario di Francoforte, il quale si appresta a debuttare in maniera ufficiale sul mercato con ben sei Etf fisici che faranno riferimento ai principali metalli preziosi. L’istituto teutonico si tuffa dunque con entusiasmo nell’avventura degli Etc: come primo passo, è stato deciso di collegare i prodotti a metalli come l’oro (gli Exchange Traded Commodities in questione saranno due, con la possibilità di scegliere tra la copertura o meno sul rischio di cambio tra euro e dollaro), l’argento (altri due strumenti, con la medesima copertura degli Etc aurei), platino e palladio (in questo, si beneficerà invece della sopracitata copertura dai rischi).
Source propone un nuovo fondo: fari puntati sull’azionario europeo
Source, la società londinese attiva principalmente nell’emissione di Etf ed Etc, torna a far parlare di sé per un nuovo fondo che potrebbe interessare a molti investitori: nello specifico, il prodotto finanziario in questione, denominato Msci Emu Small Cap Etf, è stato ideato per quei soggetti che vogliono puntare le loro strategie di portafoglio sul continente europeo, in particolare, come suggerisce lo stesso nome, l’indice Msci Emu Small Cap Total Return. In pratica, questo specifico strumento si presenta come un fondo capace di garantire le migliori performance dell’indice, chiedendo in cambio una commissione di gestione pari allo 0,40% per ogni anno in cui si detiene il prodotto. L’Msci Emu è uno dei riferimenti più importanti per quel che concerne il Vecchio Continente, visto che si tratta in realtà di un paniere composto da ben 568 titoli diversi, i quali beneficiano di una capitalizzazione di mercato non altissima (fino a 3,5 miliardi di euro).
Bond argentini al loro livello minimo degli ultimi tre anni
I rendimenti dei bond del governo argentino non stanno certo vivendo uno dei loro momenti migliori, visto soprattutto che è stato raggiunto il più basso livello in termini quantitativi degli ultimi tre anni: il riferimento finanziario va in questo caso ai titoli obbligazionari del governo di Buenos Aires e che sono stati emessi in dollari. Uno dei fattori determinanti per una performance così positiva è stato senza dubbio l’incremento del debito valutario locale collegato al tasso di inflazione; la differenza di rendimento, calcolata in circa 153 punti base, non veniva registrata da agosto 2007, un risultato in controtendenza a quanto stimato sette mesi fa, periodo in cui i cosiddetti “peso bond” avevano guadagnato ben 5,6 punti percentuali.