Autogrill conferma previsioni esercizio 2010

Il Gruppo Autogrill ha confermato i target per l’intero anno 2010 alla luce dei dati al 30 settembre 2010. Questo è quanto ha fatto presente il leader della ristorazione autostradale e aeroportuale dopo aver riportato nel periodo gennaio-settembre 2010 una crescita sia dei ricavi, sia dell’Ebitda unitamente alla generazione di cassa. Nel dettaglio, a fronte del deconsolidamento delle attività Flight, la cui cessione è stata annunciata al mercato lo scorso 8 ottobre, il Gruppo Autogrill ha chiuso i primi nove mesi del 2010 con una crescita dei ricavi consolidati del 6,3% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, mentre l’Ebita consolidato è allo stesso modo cresciuto del 6,7%. Spicca il volo l’utile netto di competenza del Gruppo con un +40,9% a 116,8 milioni di euro nei primi nove mesi del 2010 rispetto agli 83 milioni di euro di profitti conseguiti nel periodo gennaio-settembre 2009. Forte, con un +38,6%, è stata nel periodo anche la crescita degli investimenti e della generazione di cassa con un +23,8% a 391,8 milioni di euro rispetto ai 316,6 milioni di euro dei primi nove mesi del 2009.

Monte dei Paschi, emessi i nuovi titoli targati Casaforte

Sono ormai passati due giorni da quando Monte dei Paschi di Siena, il celebre istituto di credito toscano, ha provveduto ad arricchire le proprie soluzioni di investimento: la nuova emissione del gruppo sorto nel 1472 si riferisce al comparto obbligazionario, con un titolo di debito targato Casaforte srl, società a responsabilità limitata attiva in ambito immobiliare. L’intera operazione è frutto di una cartolarizzazione posta in essere dalle parti, grazie anche al contributo essenziale di Biverbanca e Antonveneta. Le caratteristiche di questo nuovo bond sono piuttosto interessanti: si va da una cedola fissa del 3% lordo e che viene garantita ogni sei mesi, fino ai diversi tipi di rimborso.

Egp, si indaga su una possibile truffa ai risparmiatori

Le truffe finanziarie sono spesso dietro l’angolo, ma quando il risparmiatore si accorge che gli attori coinvolti sono dei nomi importanti del settore, rimane inevitabilmente spiazzato: deve essere questa la sensazione provata dagli investitori che avevano affidato i loro soldi a Egp (sigla che identifica l’Européenne de Gestion Privée), la sim transalpina che vanta succursali anche nel nostro paese. Che cosa è successo con esattezza? Questo stesso denaro sembra essere bloccato nelle casse della società francese, impresa regolarmente iscritta alla Consob e con ben seicento clienti in gestione; la faccenda ha cominciato ad assumere i contorni della truffa quando ci si è accorti che i capitali erano stati utilizzati in titoli obbligazionari emessi dalla Dharma Holding, la quale controlla la stessa Egp. In pratica, l’investimento in denaro sarebbe avvenuto facendo cassa, come se la sim in questione operasse come un istituto di credito.

Fotovoltaico: TerniEnergia avvia nuovi cantieri

Per il corrente trimestre fiscale, il quarto del 2010, la società TerniEnergia, quotata in Borsa a Piazza Affari, ed attiva nel settore delle fonti rinnovabili, ha avviato la costruzione di nuovi impianti fotovoltaici per una potenza complessiva cumulata pari a 32 MW. A darne notizia è stata la stessa società con un comunicato ufficiale nel precisare che una quota di questi impianti, pari a 25 MW, sarà realizzata entro l’anno, e che impianti per 5 MW risultano essere destinati alle joint venture paritetiche. Trattasi, nello specifico, di impianti fotovoltaici che, aventi una taglia industriale, si trovano nelle Regioni di Toscana, Sardegna, Lazio, Emilia-Romagna, Umbria, ma anche Abruzzo, Veneto e Piemonte. TerniEnergia, che ha come obiettivo quello di andare a rafforzare l’attività inerente la vendita dell’energia elettrica prodotta da fonte solare, opera in qualità di system integrator sia conto terzi, sia in proprio attraverso delle joint venture paritetiche costituite con primari operatori di settore e con la società EDF EN Italia S.p.A..

Intesa Sanpaolo stima utile netto 2010 in crescita

Il Gruppo Intesa Sanpaolo stima di conseguire per l’intero 2010 un utile netto in crescita rispetto all’anno precedente. A farlo presente è stato proprio il Gruppo bancario tenendo conto dei dati dei primi nove mesi del 2010 che sono stati esaminati ed approvati da parte del Consiglio di Gestione di Intesa Sanpaolo. In particolare, il Gruppo bancario stima di riportare profitti 2010 in crescita anno su anno tenendo conto sia dell’apporto delle componenti non ricorrenti, sia della riduzione e della diminuzione dei costi del cattivo credito, degli oneri di integrazione e degli oneri operativi. Per quel che riguarda il trimestre in corso, il quarto del 2010, il Gruppo Intesa Sanpaolo con un comunicato ufficiale ha fatto presente che continuerà a perseguire la propria politica di garantire una redditività sostenibile nel medio periodo attraverso un calibrato controllo dei costi, fidelizzazione della clientela, ma anche presidio della qualità del credito, della patrimonializzazione e della liquidità.

Citigroup: indagine della Sec sui fondi obbligazionari

Non c’è ancora pace per la finanza statunitense: l’ultima indagine della Sec (Securities and Exchange Commission, la Consob a stelle e strisce) ha messo in luce, secondo una indiscrezione del Wall Street Journal, una situazione piuttosto ambigua che riguarda Citigroup. La celebre compagnia newyorkese, tra le maggior aziende per quel che riguarda la capitalizzazione di mercato, è illuminata da questi riflettori per verificare se sono state fornite agli investitori le informazioni necessarie in relazione al rischio che veniva corso con i fondi obbligazionari della propria gamma. L’attenzione maggiore, poi, è stata rivolta al fondo Falcon, il cui livello di rischiosità era tra i più alti in assoluto: la scala in questione prevede un livello 5 per indicare un rischio altissimo e questo prodotto era stato valutato con un 4.

Record dei bond colombiani dopo il calo dei prezzi al consumo

I cosiddetti “peso bond”, i titoli obbligazionari che fanno riferimento alla Repubblica di Colombia, hanno beneficiato in questi ultimi tempi di una buona crescita, tanto che i rendimenti sono giunti al loro minimo storico da cinque anni a questa parte: questa situazione si è venuta a creare, in particolare, a causa di un inatteso calo dei prezzi al consumo nazionale, i quali hanno letteralmente tenuto a galla la domanda di azioni a tasso fisso. Entrando maggiormente nel dettaglio statistico, c’è da dire che i bond con scadenza decennale (2020) hanno ceduto due punti base (-0,02%), attestandosi al 6,97% alla Bolsa de Valores de Colombia, la piazza finanziaria della nazione sudamericana. Si tratta, nello specifico, del livello più basso per quell che riguarda la chiusura da luglio 2005.

Russell Investments autorizza tre segmenti diversificati per strategie

Russell Investments, una delle principali sussidiarie di Northwestern Mutual, ha deciso di diversificare in maniera strategica i propri segmenti finanziari, in modo da offrire servizi e soluzioni sempre più ampi: in particolare, la compagnia di Seattle si è segnalata in questi ultimi giorni per aver fornito la propria autorizzazione a tre nuovi comparti. Come sono strutturati questi prodotti? Si tratta, anzitutto, di Open World Global High Dividend Equity; in questo caso, la strategia è focalizzata sull’investimento a livello globale in prodotti come titoli azionari, in particolare quelli delle compagnie che possono vantare le prospettive migliori di crescita in relazione ai dividendi.

Gabetti Property Solutions: aumento di capitale, via libera dall’Assemblea

L’Assemblea degli Azionisti della società Gabetti Property Solutions, riunitasi in sede straordinaria, ha deliberato per attribuire al Consiglio di Amministrazione la delega inerente un’operazione di aumento di capitale per un importo massimo pari a 25 milioni di euro. Trattasi, nello specifico, di un’operazione di ricapitalizzazione a pagamento, ed in via scindibile, il cui controvalore massimo sopra indicato risulta essere comprensivo anche del relativo sovrapprezzo. A seguito della messa a punto dell’aumento di capitale, le azioni Gabetti Property Solutions di nuova emissione avranno le stesse caratteristiche di quelle che sono attualmente in circolazione e negoziate in Borsa a Piazza Affari. L’aumento prevede in particolare l’offerta in opzione agli azionisti a fronte di un prezzo di emissione dei nuovi titoli che sarà definito in una fase successiva; l’operazione, in accordo con quanto recita una nota ufficiale emessa da Gabetti Property Solutions, risulta essere interamente garantita anche nel caso in cui una porzione dell’aumento di capitale dovesse risultare a conclusione dell’aumento inoptata.

Obbligazioni Dexia Crediop Serie: investire sullo sviluppo italiano

Lo sviluppo del nostro paese è un tema che dovrebbe stare a cuore a ogni buon cittadino italiano: questo “attaccamento nazionale” può diventare più forte anche grazie agli investimenti finanziari, non ultimi quelli che vengono proposti da Dexia Crediop, la banca franco-belga che ha accorpato l’antico Consorzio di Credito per le Opere Pubbliche. In particolare, il comparto che interessa maggiormente in questo caso è quello obbligazionario. I bond “Serie” del gruppo creditizio sono infatti tra i più interessanti per quel che concerne gli investimenti semplici e sicuri, uniti, fattore che non guasta mai, alla crescita del paese. I riflettori con luce più potente sono puntati nell’attuale periodo storico su tre prodotti, i quali devono essere analizzati nel dettaglio per comprenderne pregi e difetti.

Amplifon: aumento capitale riservato completato con successo

Si è chiusa con successo l’operazione di aumento di capitale riservato da parte del Gruppo Amplifon. La società, infatti, giovedì scorso con un comunicato ufficiale ha reso noto che è stato completato il collocamento privato di complessive 19.841.950 azioni ordinarie di nuova emissione presso investitori istituzionali esteri ed investitori qualificati del nostro Paese; trattasi, nello specifico, di azioni ordinarie di nuova emissione pari al 9,99997% del capitale sociale, aventi un valore nominale pari a 0,02 per titolo, godimento regolare, e prezzo di sottoscrizione per singola azione pari a 3,65 euro. In particolare, facendo seguito a quanto comunicato dalla società lo scorso 3 novembre, l’operazione di aumento di capitale riservato completato con successo ha complessivamente un controvalore pari a 72.423.117,50 euro. Il pagamento del corrispettivo, nonché la consegna dei titoli ordinari Amplifon di nuova emissione, è fissato per la giornata di domani, martedì 9 novembre 2010.

Gruppo TAS: ricavi in moderata flessione nei primi nove mesi

Nei primi nove mesi del corrente anno il Gruppo TAS, quotato in Borsa a Piazza Affari, ha conseguito un volume di fatturato pari a 35,8 milioni di euro con una flessione del 4% circa rispetto ai 37,5 milioni di euro raggiunti nel periodo da gennaio a settembre del 2009. Questo è quanto emerso in particolare dai dati esaminati ed approvati dal Consiglio di Amministrazione della società che, lo ricordiamo, è un operatore primario di mercato per quel che riguarda il settore dei servizi e dei software per le applicazioni finanziarie e bancarie. Nei nove mesi l’Ebitda migliora a 2,1 milioni di euro rispetto ad un valore negativo per 3,2 milioni di euro dello stesso periodo dello scorso anno; contestualmente, i costi operativi nei nove mesi hanno fatto registrare una contrazione del 17% a 7 milioni di euro circa.

Vianini Industria: prospettive legate al mercato delle opere pubbliche

Per gli ultimi mesi dell’anno in corso le prospettive di sviluppo di Vianini Industria rimangono strettamente correlate al mercato delle opere pubbliche che allo stato attuale non registra ancora dei segnali di ripresa. A comunicarlo con una nota ufficiale è stata la società quotata in Borsa a Piazza Affari in concomitanza con l’esame e l’approvazione, da parte del Consiglio di Amministrazione di Vianini Industria, dei dati al 30 settembre scorso. In ogni caso, Vianini Industria ha nello stesso tempo posto l’accento sul fatto che il Gruppo dispone di un portafoglio ordini che garantisce comunque l‘operatività societaria; nel dettaglio, alla data dello scorso 30 settembre 2010 il portafoglio ordini di Vianini Industria ammonta a 14 milioni di euro circa che sono potenzialmente espandibili per un controvalore aggiuntivo pari a 11 milioni di euro nel caso in cui i committenti eserciteranno le relative opzioni. Nello stesso tempo, Vianini Industria valuterà nel breve termine ogni ulteriore opportunità di impegno che si presenterà sul mercato.

Idea Capital Funds, il nuovo fondo punta sulle energie rinnovabili

Idea Capital Funds ha calato un poker davvero vincente sul tavolo: il quarto fondo comune che beneficia della denominazione di uno dei principali rami del progetto Idea (il gruppo di private equity lanciato quattro anni fa da De Agostini) si vuole infatti proporre come uno strumento innovativo e tematico, ma il tema prescelto non è casuale. In effetti, lo strumento finanziario in questione andrà a investire in maniere consistente sul capitale di quelle aziende che sono attive nel campo delle tecnologie verdi e pulite (il cosiddetto “cleantech”), approfittando dunque dell’ottimo andamento attuale delle energie rinnovabili. Si tratta, nello specifico, del fondo Idea Efficienza Energetica e Sviluppo, un nome piuttosto lungo che vuole però sottintendere la focalizzazione nei confronti di imprese specializzate in prodotti tecnologici, i quali rappresentano un contributo fondamentale per migliorare l’energia e ridurre le emissioni di anidride carbonica.