Egp, si indaga su una possibile truffa ai risparmiatori

Le truffe finanziarie sono spesso dietro l’angolo, ma quando il risparmiatore si accorge che gli attori coinvolti sono dei nomi importanti del settore, rimane inevitabilmente spiazzato: deve essere questa la sensazione provata dagli investitori che avevano affidato i loro soldi a Egp (sigla che identifica l’Européenne de Gestion Privée), la sim transalpina che vanta succursali anche nel nostro paese. Che cosa è successo con esattezza? Questo stesso denaro sembra essere bloccato nelle casse della società francese, impresa regolarmente iscritta alla Consob e con ben seicento clienti in gestione; la faccenda ha cominciato ad assumere i contorni della truffa quando ci si è accorti che i capitali erano stati utilizzati in titoli obbligazionari emessi dalla Dharma Holding, la quale controlla la stessa Egp. In pratica, l’investimento in denaro sarebbe avvenuto facendo cassa, come se la sim in questione operasse come un istituto di credito.


La Procura di Roma ha già aperto un fascicolo in proposito e si prospetta il reato di esercizio abusivo di attività finanziaria; la Consob e Bankitalia sono al fianco dei risparmiatori, mentre già si conoscono, attraverso la documentazione accumulata, gli indagati, vale a dire Gianfranco Lande, numero uno di Egp Italia e il direttore Raffaella Raspi. Tutto è partito da una denuncia di tre clienti: in questo caso, vi è stata la sottoscrizione di contratti per gestire dei portafogli individuali, ma senza alcun obbligo al disinvestimento per un certo lasso di tempo, dunque i soggetti coinvolti avevano richiesto il trasferimento dei capitali presso un altro intermediario.

A questo punto, però, i prodotti finanziari non sono più stati trasferiti in tempo, ma una volta completata l’operazione, gran parte dei soldi erano praticamente spariti. Le rassicurazioni di Egp e Dharma Holding sono state numerose, anche da parte dei vertici societari, ma per il momento non esistono riscontri effettivi: i clienti truffati si sono rivolti alla magistratura, anche se il gruppo francese ha fatto sapere che ancora non ci sono avvisi di garanzia.