Egp, si indaga su una possibile truffa ai risparmiatori

di Redazione 1

Le truffe finanziarie sono spesso dietro l’angolo, ma quando il risparmiatore si accorge che gli attori coinvolti sono dei nomi importanti del settore, rimane inevitabilmente spiazzato: deve essere questa la sensazione provata dagli investitori che avevano affidato i loro soldi a Egp (sigla che identifica l’Européenne de Gestion Privée), la sim transalpina che vanta succursali anche nel nostro paese. Che cosa è successo con esattezza? Questo stesso denaro sembra essere bloccato nelle casse della società francese, impresa regolarmente iscritta alla Consob e con ben seicento clienti in gestione; la faccenda ha cominciato ad assumere i contorni della truffa quando ci si è accorti che i capitali erano stati utilizzati in titoli obbligazionari emessi dalla Dharma Holding, la quale controlla la stessa Egp. In pratica, l’investimento in denaro sarebbe avvenuto facendo cassa, come se la sim in questione operasse come un istituto di credito.


La Procura di Roma ha già aperto un fascicolo in proposito e si prospetta il reato di esercizio abusivo di attività finanziaria; la Consob e Bankitalia sono al fianco dei risparmiatori, mentre già si conoscono, attraverso la documentazione accumulata, gli indagati, vale a dire Gianfranco Lande, numero uno di Egp Italia e il direttore Raffaella Raspi. Tutto è partito da una denuncia di tre clienti: in questo caso, vi è stata la sottoscrizione di contratti per gestire dei portafogli individuali, ma senza alcun obbligo al disinvestimento per un certo lasso di tempo, dunque i soggetti coinvolti avevano richiesto il trasferimento dei capitali presso un altro intermediario.

A questo punto, però, i prodotti finanziari non sono più stati trasferiti in tempo, ma una volta completata l’operazione, gran parte dei soldi erano praticamente spariti. Le rassicurazioni di Egp e Dharma Holding sono state numerose, anche da parte dei vertici societari, ma per il momento non esistono riscontri effettivi: i clienti truffati si sono rivolti alla magistratura, anche se il gruppo francese ha fatto sapere che ancora non ci sono avvisi di garanzia.

Commenti (1)

  1. sono una vittima non molto esperta di EGP che ha analizzato ex post la situazione . Mi domando :possibile che le Autorità italiane non hanno tenuto conto nell’ autorizzare EGP in Italia di un richiamo (avertissement) di ottobre 2008 della CONSOB francese 8AMF) che comminava anche una sanzione pecuniaria di centomila euro a EGP france di cui i suddetti Gianfranco Lande e Raffaella Raspi figuravano rispettivamente Presidente e Direttore Generale . Va rilevato altresì che da tale documento GF Lande risulta proprietario del 66,07% della Dharma holding che possiede la EGP . Mentre da parte dei consulenti EGP italiani i certificati venivano presentati quasi esenti da rischio (cfr prosetto sintetico )in quanto il collaterale era rappresentato da titoli di stato tedeschi e italiani la lettura ex post dei T&C complete di cui non fu fatti cenno mostra un quadro molto preoccupante e il ricorso per i fiduciari alla legislazione della isola di Jersey ( fattualmente paradiso fiscale )

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