Trust nel mirino della Consob

di robertor Commenta

consobSi stringe il cerchio intorno ai trust, le fiduciarie che spesso contribuiscono – rigorosamente offshore – a celare la vera natura degli azionsiti societari. Ebbene, la Consob, la commissione che vigila sui mercati azionari, sembra aver rotto gli indugi ed essere pronto a domandare maggiore trasparenza nei confronti di quegli azionisti che detengono partecipazioni rilevanti, ma dietro la schermatura dei trust.

In particolare, la Consob ha intenzione di introdurre nuovi obblighi informativi con l’obiettivo – si legge sul sito della Commissione – di “migliorare la trasparenza degli assetti proprietari al fine di tutelare al meglio gli investitori e garantire il regolare funzionamento del mercato”.

Ma cosa cambierà? In sintesi, sulla base delle nuove disposizioni, i trust che detengono una partecipazione “rilevante” nel capitale di una società quotata in Borsa, o che comunque partecipano a un patto parasociale, contestualmente alla notifica relativa al superamento delle soglie di rilevanza dovranno comunicare alla Consob anche l’identità dei soggetti che risultano essere coinvolti nel trust, i poteri eventuali di intervento nella gestione delle partecipazione, le eventuali sovrapposizioni fra i soggetti coinvolti e i soggetti che fanno parte della catena partecipativa in capo al trust.

Successivamente a tale comunicazione, la Consob provvederà a pubblicare sul proprio sito web gli elementi informativi ritenuti necessari per una corretta trasparenza di tutti gli assetti proprietari, a beneficio del mercato.

È ad ogni modo ben presto per capire se le intenzioni e le intuizioni della Consob porteranno o meno alla rivoluzione attesa. Ciò che sembra invece certo è che la commissione è intenzionata a passare ai fatti, dando così seguito a una svolta definita “storica”. E c’è già chi attribuisce questo cambiamento di tendenza alla recente vicenda che ha riguardato la famiglia Ligresti, che proprio grazie alla schermatura dei trust era riuscita a tenere nascosto al mercato di avere una ulteriore quota nel capitale dell Fonsai pari al 20 per cento.

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