Shrinkflation, meno prodotto allo stesso prezzo

di Valentina Cervelli Commenta

Shrinkflation è un termine molto interessante. Esso racconta come vengano messi in vendita dei prodotti in quantità minore ma allo stesso prezzo, causando un danno ai consumatori. È inutile girarci intorno: loro pagando lo stesso costo si trovano a poter sfruttare una quantità minore del bene.

Shrinkflation, un vero e proprio fenomeno

Un fenomeno, quello della Shrinkflation su quale l’Antitrust ha deciso di concentrare le sue attenzioni. Le segnalazioni da parte dei consumatori sono crescenti e in un momento storico come quello attuale questo “gioco” delle quantità fa sentire il suo peso sulle tasche delle persone.  Una tecnica di marketing molto particolare che vede le aziende diminuire il prodotto nelle confezioni lasciando i prezzi invariati.

Dal punto di vista di un consumatore dovrebbe essere definita truffa dato che si richiede un pagamento pari a quello che si richiedeva per una maggiore quantità del bene.  Di certo non è una pratica che avvicina la clientela ai brand che la applicano, una volta che questa si rende conto dell’inganno. Sarebbe di certo più corretto far pagare di meno, in modo corrispondente alla quantità.

La pratica della Shrinkflation purtroppo si sta diffondendo a macchia d’olio anche nel nostro paese, complice forse il contesto e gli aumenti che hanno colpito anche le aziende oltre che i privati.

Diverse segnalazioni dai consumatori

Le diverse denunce alle associazioni dei consumatori e all’Antitrust stesso hanno portato quest’ultimo a decidere di fare qualcosa. Il direttore generale per la tutela del consumatore, Giovanni Calabrò, è intervenuto in un’audizione alla Commissione d’inchiesta sulla tutela dei consumatori e degli utenti. Ed ha spiegato che l’Autorità “sta monitorando il fenomeno al fine di verificare se possa avere rilevanza ai fini dell’applicazione del Codice del Consumo“. Con un “particolare riferimento alla disciplina in materia di pratiche commerciali scorrette“.

Il presidente ha sottolineato come l’Antitrust sia bene al corrente del fenomeno della Shrinkflation, anche grazie all’attenzione crescente dei media sui casi. E che ha più volte lanciato l’allarme su come lo stesso riguardi in particolare gli alimenti e i prodotti per l’igiene della casa. Il responsabile ha evidenziato che sotto analisi non è “la riduzione in sé della quantità di prodotto contenuta nella confezione” qualcosa che le aziende possono decidere senza che vi siano accuse d’illegittimità, ma la “trasparenza di tale modifica nei confronti del consumatore“. Cosa significa? Semplice: sono da tenere sotto controllo e bisogna indagare sulla dimensione della quantità del prodotto a parità di grandezza della confezione. Affinché questa presenti un’adeguata avvertenza sull’etichetta frontale.

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