Investire in Oro 2012

di Redazione 1

Dopo l’investimento nel “mattone”, che nonostante tutti i problemi del caso viene sempre considerato “sicuro“, nella classifica delle preferenze degli investitori Italiani abbiamo l’Oro; il bene di rifugio per eccellenza è sempre più richiesto vista l’incertezza dei mercati ed i canali per investire nel prezioso metallo raro si moltiplicano ogni giorno.

Innanzitutto abbiamo il future sul Gold, che definisce il prezzo sulle varie Piazze ed ha una mole di volumi di contrattazione tale per cui in qualsiasi momento possiamo comprare qualsiasi quantità di contratti. A seguire ci sono tutti gli altri prodotti finanziari meno “speculativi” ed adatti a tutte le tasche, che prendendo il valore direttamente dal future di riferimento diventano oggetto di scambio sotto forma di ETF o CFD tramite gli operatori specializzati.

Previsione prezzo Oro

L’ultima “moda” a metà tra l’oro “finanziario” e quello “fisico” sono i caveau che stanno nascendo per venire incontro alla domanda crescente; si tratta di contratti che attestano la proprietà di una certa quantità dei famosi lingotti d’oro, che includono anche i costi di deposito nel caveau dedicato. Una volta acquistati i contratti di possesso, questi possono naturalmente essere rivenduti come beni “finanziari” ed il prezzo segue sempre il sottostante.

Per chi invece vuole vendere beni materiali d’Oro  la soluzione per liquidare è presto detta; negli ultimi anni si sono moltiplicati nelle varie città d’Italia negozi che comprano oro pagando in contanti. Dopo aver dato un occhiata al prezzo ufficiale, ci si può recare in questi esercizi (magari pesando prima i propri beni per evitare fregature) e incassare direttamente il contante.

Nel 2012 è previsto comunque un rallentamento del prezzo, anche se l’insistente domanda dei privati potrebbe far riaccendere l’uptrend che sembrava svanito sul top di poco superiore a quota 1900 sul future. L’uscita dei fondi dal mercato poi ha orientato i più verso le aspettative ribassiste, anche se in realtà viste le performance avute proprio dai fondi nell’anno precedente non stentiamo a credere che la mossa potrà rivelarsi del tutto errata.

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