Biotecnologie, gli Etf dovranno affrontare nuove sfide

La netta conquista della Camera da parte dei Repubblicani di questa settimana potrebbe avere un impatto negativo non solo sul mondo finanziario statunitense, ma anche e soprattutto sugli Exchange Traded Fund che sono collegati all’ambito delle biotecnologie; una recente ricerca del New York Times ha messo in luce, infatti, come la voce “ricerca e sviluppo” da parte delle agenzie con scopi non militari, includendo quindi anche la ricerca sanitaria e scientifica, corra il rischio di subire un calo di 12,3 punti percentuali, assestandosi a quota 57,8 miliardi di dollari, ben al di sotto degli auspicati 66 miliardi del presidente Obama. Cosa può succedere a questo punto? Tra gli enti maggiormente coinvolti figurano sicuramente i National Institutes for Health, visto che le stime parlano di una perdita molto vicina ai tre miliardi (-9% dei finanziamenti), la National Science Foundation (si rischia un vero e proprio crollo, 19 punti percentuali in meno di budget) e la National Oceanic and Atmospheric Administration (si prospetta addirittura un -34%).

Zucchero e caffè a livelli record, gli hedge fund in fase di attesa

Sarà uno scherzo della finanza, ma lo zucchero non è mai stato così salato come in questo momento: una delle accelerazioni più brusche del comparto delle materie prime è stata proprio quella del dolce alimento, la quale si è assestata su livelli davvero da record. L’ultima quotazione, infatti, parla di 772,7 dollari necessari per una tonnellata di zucchero, il che equivale a dire che vi è stato un aumento di 3,3 punti percentuali. Tra l’altro, questo rally positivo è stato accompagnato anche dal formidabile guadagno fatto registrare dallo zucchero grezzo (+5%). Come è stato possibile un rialzo simile e come devono comportarsi di conseguenza gli investitori? Il dollaro è sempre più debole nei confronti delle altre divise, ma è stato soprattutto il nuovo piano economico della Fed a far reagire le commodities, con i seicento miliardi di liquidità che dovrebbero agevolare gli acquisti.

Italcementi: migliora l’indebitamento nei primi nove mesi

Grazie ad una attenta gestione dell’attività finanziaria, il Gruppo Italcementi al termine dei primi nove mesi del 2010 ha conseguito una riduzione dell’indebitamento che si è attestato a 2.357 milioni di euro, in calo di oltre 101 milioni di euro rispetto al valore dell’indebitamento alla fine del primo semestre 2010. A darne notizia con un comunicato ufficiale è stato proprio il Gruppo Italcementi dopo che il consiglio di amministrazione della società quotata in Borsa a Piazza Affari ha esaminato ed approvato i dati dei primi nove mesi del 2010, caratterizzati da un calo dei ricavi consolidati, da 3.847,5 milioni di euro a 3.665,9 milioni di euro, per effetto delle politiche restrittive sui bilanci pubblici adottate dai Paesi delle economie industrializzate. Questo di conseguenza non ha permesso al Gruppo Italcementi di poter consolidare i segnali di ripresa che la società aveva rilevato alla fine del primo semestre 2010. In particolare, il Gruppo Italcementi ha dovuto far fronte nel periodo ad una pressione significativa e di natura concorrenziale dei prezzi in alcuni mercati; ma ciò nonostante, grazie ad incisive azioni di efficienza industriale, il Gruppo Italcementi è comunque riuscito a contenere i costi operativi.

IWBank: clienti operativi e raccolta in aumento

Nei primi nove mesi del corrente anno IWBank S.p.A. ha conseguito sia un aumento dei clienti operativi, sia un incremento della raccolta complessiva della clientela. Sono questi alcuni dei dati salienti e positivi emersi dai risultati consolidati e individuali al 30 settembre 2010 che sono stati esaminati ed approvati nella giornata di ieri, venerdì 5 novembre 2010, dal consiglio di amministrazione della Banca presieduto dall’Avv.Prof. Mario Cera. Nel dettaglio, la raccolta complessiva della clientela è cresciuta del 13,3% a 4.460 milioni di euro a fronte di un aumento del 5,2% a 106.495 dei clienti operativi. Luce verde anche per i crediti a clientela con un incremento del 16,6% a 183,5 milioni di euro, a fronte di un Tier 1 al 12,3%, ed un Total capital ratio al 12,7%. IWBank, in accordo con una nota ufficiale emessa dall’Istituto, nei nove mesi ha portato avanti sia la razionalizzazione delle proprie attività, sia il proprio rafforzamento commerciale.

Gli Etn arrivano anche in Italia: la prima quotazione è di Barclays

Gli investitori italiani dovranno acquisire dimestichezza con una nuova sigla finanziaria che potrebbe riguardarli molto da vicino: si tratta degli Etn, acronimo che identifica gli Exchange Traded Note, strumenti che debuttano per la prima volta nel mercato del nostro paese. Cerchiamo di comprendere bene come funzionano tali prodotti. Anzitutto, l’Etn altro non è che un titolo azionario non subordinato che punta a combinare gli aspetti dei bond e quelli degli Etf (le caratteristiche sono molto simili a questi ultimi): Barclays Bank, banca londinese a forte carattere internazionale, è l’istituto pioniere in questo senso, visto che è stata la prima emittente dei prodotti in questione, dunque non deve stupire più di tanto se anche in Italia il lancio verrà curato dalla spa britannica.

Deutsche Bank, Express e Discount certificates per il Sedex

Passion to perform” recita espressamente il motto di Deutsche Bank e le nuove iniziative finanziarie dell’istituto di Francoforte confermano questa volontà di porre in essere le migliori performance a livello finanziario: la banca tedesca ha infatti dato il via da due giorni alle negoziazioni di due nuovi certificati di investimento, i quali beneficeranno appunto di questo marchio e della quotazione presso il Sedex, il mercato telematico dove si scambiano prodotti derivati appunto. Di cosa si tratta esattamente? La scelta di Deutsche Bank è andata nella direzione di due tipologie di certificato, l’Express e il Discount, con la proposta di due distinti prodotti. Ma procediamo con ordine.

Gli analisti esteri esaminano i rischi delle obbligazioni italiane

Come viene osservato l’universo degli investimenti finanziari del nostro paese all’estero? L’incertezza politica che circonda l’esecutivo guidato da Silvio Berlusconi non è certo un fattore positivo in questo senso, gran parte degli analisti si dicono scettici circa performance positive dei principali titoli: anzitutto, c’è da rimarcare che la domanda di maggiori rendimenti da parte degli investitori (si tratta del possesso del debito decennale italiano) è salita fino al suo livello record dell’ultimo mese, attestandosi a quota 155,7 punti base. Nel frattempo, il costo dell’indebitamento dei paesi più a rischio dell’Ue ha subito un importante rialzo, provocato, in particolare, dai nuovi regolamenti continentali in fatto di ristrutturazione del deficit di bilancio. Secondo David Schnautz, stratega presso la filiale londinese di Commerzbank, i risparmiatori non dovrebbero ignorare la portata del rischio politico insito nelle obbligazioni

Pirelli & C.: investimenti a 1,9 miliardi euro in cinque anni

Dal 2011 al 2015 Pirelli & C. punta ad investimenti per 1,9 miliardi di euro a fronte di una focalizzazione della produzione sul segmento premium che presenta tassi di crescita superiori alla media di mercato. Il tutto a fronte di una contestuale focalizzazione anche su quelle aree che presentano un rapido sviluppo economico, ma anche sui mercati maturi allargando la produzione del segmento premium ai prodotti “verdi” e sostenibili. Sono queste alcune delle informazioni interessanti fornite da Pirelli & C. in concomitanza con la presentazione del Piano Industriale dal 2011 al 2013, quindi triennale, ma con visione fino al 2015. La società punta altresì ad un forte sviluppo nell’area Asia-Pacific, ed a servire il mercato dell’area “Nafta” attraverso un nuovo stabilimento, in Messico, per il quale è previsto un investimento iniziale pari a 210 milioni di dollari. Per i tre anni dal 2011 al 2013, Pirelli & C. stima di crescere con una media annua di espansione dei ricavi dell’8% a fronte di un Ebit che al 2013 è previsto attestarsi all’interno della fascia del 10,5%-11,5%.

Gewiss guarda ai nuovi mercati esteri

Il Gruppo Gewiss mira da un lato alla ricerca di opportunità di business in nuovi mercati esteri, e dall’altro ad investimenti in ricerca e sviluppo con forte concentrazione su nuovi prodotti a tecnologia avanzata; il tutto accompagnato da una spinta commerciale in grado di permettere alla società di mantenere, per quel che riguarda il core business, le proprie quote di mercato. Sono queste le informazioni salienti, per quel che riguarda l’evoluzione prevedibile della gestione, comunicate con una nota ufficiale dal Gruppo Gewiss in concomitanza con l’esame e l’approvazione, da parte del Consiglio di Amministrazione della società, dei dati dei primi nove mesi del 2010, caratterizzati in particolare da un aumento del fatturato dell’11% rispetto allo stesso periodo del 2009, mentre nel terzo trimestre di quest’anno, sempre rispetto allo stesso trimestre del 2009, l’aumento dei ricavi è stato del 7%.

Datalogic: primi nove mesi 2010 molto positivi

Sono molto positivi i dati dei primi nove mesi di Datalogic, società quotata in Borsa a Piazza Affari ed attiva nei settori dei lettori di codici a barre, sistemi di visione ed a a tecnologia RFID, e nel comparto del mobile computer per la raccolta dati. Il Consiglio di Amministrazione di Datalogic ha infatti esaminato ed approvato i dati al 30 settembre 2010, da cui è emersa una crescita del fatturato del 29,4% a 291,2 milioni di Euro rispetto ai 225,1 milioni di euro raggiunti nello stesso periodo dello scorso anno; in volata si è attestato l’Ebitda, ovverosia il margine operativo lordo, con una crescita del 257% rispetto ai 10,9 milioni di euro del periodo gennaio-settembre del 2009. Come diretta conseguenza, Datalogic archivia i primi nove mesi del corrente anno con un utile netto di 14,5 milioni di euro, in netta inversione rispetto a perdite per 13,9 milioni di euro riportate lo scorso anno.

Banca MPS valorizza il patrimonio immobiliare

Il Gruppo bancario Monte dei Paschi di Siena ha ottenuto dalla Consob, la Commissione Nazionale per le Società e la Borsa, il via libera ad un’operazione che permetterà sia di riorganizzare, sia di valorizzare il patrimonio immobiliare di MPS. A darne notizia in data odierna è stato proprio il Gruppo bancario nel precisare che è stato ottenuto dalla Commissione Nazionale per le Società e la Borsa il via libera alla pubblicazione del Prospetto Informativo inerente un’Offerta al pubblico di titoli asset-backed per un controvalore complessivo pari ad oltre 1,5 miliardi di euro. L’emissione di questi titoli, all’esito del collocamento, avverrà in data 22 dicembre da parte della società per la cartolarizzazione dei crediti Casaforte S.r.l. che è stata costituita ai sensi della Legge numero 130 del 1999. L’operazione riguarderà poco più del 60% del patrimonio immobiliare e strumentale di MPS a fronte dell’emissione di titoli in due classi subordinate e destinate agli investitori professionali e qualificati.

Lipper sancisce il successo trimestrale degli hedge fund

Lipper Inc., sussidiaria newyorkese di Thomson Reuters, è nota anche e soprattutto per le sue ricerche analitiche molto dettagliate sul mondo degli hedge fund: rientra proprio in questo campo l’ultima indagine finanziaria, visto che l’Hedge Fund Composite Index della stessa compagnia americana ha rilevato come il comparto dei fondi speculativi sia stato in grado di realizzare una delle migliori performance degli ultimi sedici mesi. Il segmento in questione, infatti, ha totalizzato degli ottimi guadagni nel corso del mese di settembre, quindi si tratta di dati piuttosto recenti; i rendimenti medi ammontano a 4,05 punti percentuali, mentre la redditività del terzo trimestre del 2010 si è attestata attorno al 6,89%, il che significa che in un sol colpo sono stati spazzati via tutti i timori relativi ai tre mesi precedenti, quando gli hedge fund si erano fatti notare per i pesanti ribassi.

Irlanda, occhi puntati sui futures sui Bund a dieci anni

John Kenneth Galbraith, economista di fama internazionale nonché personaggio molto influente nella politica statunitense degli anni Sessanta, era solito dire che gli irlandesi non possono essere annoverati tra gli economisti di successo: la situazione finanziaria che vive la nazione nordeuropea potrebbe dar forse ragione a Galbraith, ma qualcosa sembra smuoversi nelle verdi colline del paese. Mentre la Banca Centrale Europea sta intensificando le politiche di exit strategy dalla crisi, fattore che ha influenzato gran parte dei mercati dell’eurozona, i contratti future sulle obbligazioni a lunga scadenza di molti paesi non collimano affatto con i dati reali del sistema economico.

Bond ipotecari alle stelle dopo le ultime mosse della Fed

Federal Reserve e ipoteche immobiliari hanno mostrato una stretta correlazione: almeno è questo quanto emerge dall’ultimo ritratto dell’economia americana, con gli sforzi della banca centrale statunitense che ha contenuto i tassi di interesse, ma soprattutto ha provocato una brusca accelerazione dei rendimenti delle obbligazioni ipotecarie, mettendo in luce come gli investitori nutrano una nuova fiducia nei confronti dell’istituto guidato da Ben Bernanke. Il guadagno in questione ammonta a 92 punti base (+0,92%), addirittura superiore ai medesimi titoli che fanno però riferimento al debito governativo, secondo quanto rilevato da Barclays Capital. Si tratta, tra l’altro, della seconda miglior performance in questo senso da aprile 2008.