Obbligazione Apple

di Redazione Commenta

Apple, il colosso informatico di Cupertino, è in procinto di predisporre i piani per supportare il lancio della sua prima emissione obbligazionaria. Vediamo allora quali sono i motivi che stanno conducendo la società che fu di Steve Jobs a emettere un primo bond, e quali saranno i prossimi passi di una iniziativa che sembra già riscuotere particolare interesse da parte degli analisti locali e internazionali, senza tuttavia dimenticare qualche sano scetticismo di fondo.

A confermare l’ipotesi del lancio del primo bond americano di Apple è un documento ufficiale del gruppo della Mela, depositato presso la Sec (l’equivalente della Consob americana). Il documento (di registrazione) riporta le considerazioni del top management societario, secondo cui “possiamo tanto in tanto proporre delle obbligazioni in una o più offerte”.

Una dichiarazione che non precisa, pertanto, né tempi di emissione, ne volumi o termini di prezzo. Tuttavia, tale apertura – che rimanda ad ulteriori dettagli in future comunicazioni – costituisce una importante apertura nei confronti del capitale di debito, lasciando intendere che il lancio dell’emissione obbligazionaria servirà a restituire, almeno in parte, la liquidità da restituire agli azionisti, come precedentemente promesso (qui un nostro precedente approfondimento se convenga o meno investire in Samsung e Apple).

A conferma di ciò un precedente annuncio di Apple, risalente alla scorsa settimana, nel quale si annunciava che la società aveva deciso di portare da 45 a 100 miliardi di dollari l’ammontare totale da restituire ai soci entro il 2015.

A questo punto, unendo i punti di collegamento tra le varie dichiarazioni, sembra ovvio che la strategia finanziaria di Apple passerà attraverso l’emissione di bond nel breve – medio termine, con il quale ripagare la fiducia degli attuali azionisti nel prossimo triennio. Non è tuttavia noto se le emissioni (e quanta parte delle stesse) possano essere utilizzate per supportare nuovi piani di crescita: una ipotesi che, pur minoritaria, gli analisti non sembrano voler escludere.

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