Société Générale consiglia di vendere le azioni Unicredit

di Redazione Commenta

Giornata molto positiva in borsa per le azioni Unicredit, che tornano sopra la soglia dei 4 euro dopo oltre due mesi. Il titolo della banca di Piazza Cordusio approfitta del buon sentiment presente sui mercati finanziari e della discesa dello spread sotto 280 con nuovo governo Letta. Il titolo Unicredit segna un rialzo del 2,25% a 4,006 euro. I prezzi hanno toccato un top intraday a 4,036 euro. Le azioni Unicredit in borsa non risentono della bocciatura di Société Générale, che ha tagliato sia il rating che il prezzo obiettivo.

La banca d’affari transalpina ha deciso di abbassare la propria raccomandazione sul titolo a “sell”, ovvero vendere le azioni, dalla precedente valutazione “hold” (tenere le azioni in portafoglio). Il target price è stato abbassato a 3,6 euro, ovvero il 12% circa in meno rispetto ai valori correnti espressi a Piazza Affari. La precedente valutazione sul titolo era di 3,8 euro. Secondo SocGen, la banca milanese non sarà in grado di colmare il gap di competitività con i competitor (Intesa Sanpaolo in primis) prima del 2015.

Inoltre, sebbene la qualità del credito sia in lieve miglioramento, i prestiti verso i settori delle costruzioni e dell’immobiliare sono al 18% del tangible equity contro una media dell’11% del settore. SocGen fa notare che la banca di Piazza Cordusio ha una limitata esposizione al potenziale di ripresa economica nel Nord Italia e allo stesso tempo anche verso le Pmi, che presto potrebbero beneficiare dello sblocco dei pagamenti della pubblica amministrazione. Société Générale sottolinea che la banca sta facendo sempre più ricorso ai prestiti da altre banche, ma i depositi non stanno crescendo allo stesso ritmo.

A inizio mese Berenberg consiglia di vendere Unicredit e Intesa Sanpaolo, dopo il taglio del rating di Fitch a “BBB+”. Ora è SocGen a consigliare la vendita delle azioni Unicredit, che resta esposta sui mercati pericolanti di Slovenia, Ungheria e Ucraina. Inoltre, secondo SocGen la banca milanese sarà costretta a spostare di un anno il break-even point, quindi al 2015. Tagliate poi le stime di eps 2013-2015 in media del 14%.

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