Berenberg consiglia di vendere Unicredit e Intesa Sanpaolo

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Pesante bocciatura per i big bancari di Piazza Affari, ma il comparto non sembra risentirne grazie alla forte riduzione dello spread Btp-Bund che quota a 306 punti base. Berenberg ha deciso di bocciare sia Intesa Sanpaolo che Unicredit, riducendo sia il target price che la raccomandazione. Per quanto riguarda Intesa Sanpaolo, che è il migliore finora alla borsa di Milano con un rialzo dell’1,83% a 1,171 euro, il rating è stato tagliato a “sell” (vendere le azioni) con target price abbassato a 1 euro da 1,1 euro.

Bocciata anche Unicredit: la raccomandazione passa a “sell” (vendere) da “hold” (tenere), mentre il prezzo obiettivo viene drasticamente ridimensionato a 2,5 euro da 4,5 euro. Stamattina a Piazza Affari il titolo guadagna lo 0,42% a 3,316 euro. Il broker ha bocciato i due titoli per vari motivi: le perdite sui crediti sono state superiori alle aspettative; la recessione in Italia continua ad essere peggiore del previsto; lo stallo politico italiano aumenta l’incertezza; le pressioni sui margini di interesse diminuiscono la capacità di generare profitti.

Berenberg teme anche che i capitali possano nuovamente allontanarsi dalla periferia europea per far rotta verso porti sicuri dell’Europa “core” (ad esempio Germania, Francia, Finlandia, Olanda, Austria e Belgio), soprattutto a seguito del bail-in delle banche di Cipro. Il broker ha tagliato le stime di utile per azione di Intesa Sanpaolo per il biennio 2013-2014 dell’8%, in quanto la nuova valutazione tiene conto dell’aumento delle perdite su crediti, il probabile peggioramento della qualità dei crediti e un margine di interesse più piatto. Nel caso di Unicredit le stime di eps sono state addirittura dimezzate.

Di recente Fitch taglia rating Unicredit e Intesa Sanpaolo a BBB+. In generale, Berenberg ha una view negativa sul settore bancario italiano. Il broker ritiene che a questi prezzi i titoli bancari del Belpaese non siano molto convenienti visto che scambiano mediamente a un multiplo di 11,8 volte l’eps 2013, con un premio del 21% rispetto ai competitor continentali. Inoltre, Berenberg è convinto che le stime sugli utili del consenso sono troppo ottimistiche. Intanto, nel breve periodo sembra poter esserci un possibile rimbalzo, considerando lo spread verso 300 grazie a maxi-iniezioni di liquidità del Giappone.

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