Kangaroo Bond ai minimi dopo oltre sedici mesi

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Le vendite obbligazionarie realizzate da investitori esteri in Australia stanno per raggiungere il loro livello più basso dopo oltre un anno: si tratta della principale conseguenza delle turbolenze che si avvertono attualmente sui mercati finanziari, ragione per la quale si è praticamente tornati alla situazione del 2009. In particolare, c’è da dire che Kreditanstalt, la banca tedesca attiva soprattutto nelle attività di sviluppo, e la Landwirtschaftliche Rentenbank rappresentano gli unici due istituti che si sono resti protagonisti di queste emissioni nel corso dell’attuale mese, lanciando un’offerta pari a 550 milioni di dollari australiani. La cifra in questione è davvero molto bassa, in particolare se messa a confronto con quanto rilevato in media nei primi otto mesi di questo 2011 (circa 3,5 miliardi di dollari australiani). Si evita quindi di mettere in vendita il relativo debito, anche perché la speculazione sul possibile default della Grecia fa davvero paura e la volatilità non dà segni di cedimento.

Ma ci sono mercati che sono messi anche peggio, come ad esempio quello canadese, costretto a chiudere i battenti a giugno per gli stessi motivi. Non è dato sapere quando terminerà questa “quiete” degli investitori, i quali sono molto ragionevoli e cauti e non si può dare loro torto; tra l’altro, circa il 50% di chi investe sull’Australia con questi Kangaroo Bond proviene dal continente europeo.

Lo swap a cinque anni denominato nella valuta oceaniana, il contratto che solitamente ci dà la misura del costo dell’interesse interbancario, si è attestato a quota otto punti base, dopo che appena una settimana fa aveva ceduto parecchio terreno: maggiore è questa stima e più alto è lo sconto di cui possono beneficiare gli investitori esteri che cedono obbligazioni in Australia. Una delle ultime quotazioni di rilievo risale invece allo scorso 4 agosto, quando la Westpace Banking Corporation ha messo a disposizione ben cento miliardi di yen in titoli.

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