Investire in Platino 2012

di Redazione Commenta

Come ulteriore dimostrazione che il mercato finanziario è ben distante dall’economia reale (ma solo per certi strumenti, come abbiamo già visto) c’è il grafico del Platino dal 1970 ad oggi. Innanzitutto diciamo che si tratta di un metallo con proprietà estremamente interessanti (il terzo più duttile dopo oro e argento) ed il campo di impiego è veramente ampio visto l’ottimo rapporto qualità/reperibilità del metallo.

Dai gioiellieri fino arrivare ai dispositivi anti-inquinamento delle automobili passando anche per le applicazioni in elettronica; questo ed altro dipende dalla disponibilità e dal prezzo del Platino che negli ultimi anni ha “sofferto” del movimento rialzista che ha interessato gran parte dei mercati.

In realtà l’aumento di prezzo dal 2000 circa è stato assolutamente sensato visto che l’economia dopo il crollo delle Torri Gemelle del 2001 ha avuto un momento di fortissima espansione dal 2003 fino alla crisi dei sub-prime. Il prezzo del Platino però come vediamo dal grafico di lunghissimo periodo ha un andamento decisamente diverso rispetto alle altre commodities trattate; il range di interesse non è mai definibile con precisione e le “mini-bolle” speculative non sono regolari come l’andamento ciclico.

Il top raggiunto nel Marzo 2008 corrisponde a circa 240.67 che rappresenta ora la resistenza più forte del grafico insieme a 183.2, che è il primo “step” da superare entro i prossimi mesi per confermare l’up-trend.

Sotto a quota 140 però la situazione cambierà radicalmente ed assisteremo ad un ridimensionamento del prezzo che potrà far tornare il grafico sotto a quota 100 per iniziare una via discendente di medio-lungo periodo con obiettivo a quota 70. Questo per quanto riguarda il lunghissimo periodo, mentre nel 2012 prevediamo un breve stazionamento nel range compreso tra 140 e 180 che darà occasioni di trading in ottica speculativa di volta in volta al raggiungimento degli estremi.

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