Investimento nuovi aeroporti

di Redazione Commenta

Gli investimenti in nuovi aeroporti subiscono un improvviso blocco. A sostenerlo è il dal ministro per lo Sviluppo economico Corrado Passera e il vice ministro alle Infrastrutture, Mario Ciaccia, secondo cui nel nostro territorio non vi è più spazio per nuovi aeroporti e che pertanto quelli precedentemente annunciati a Viterbo o a Grazzanise, non si faranno. Di contro, è pur necessario investire negli aeroporti già esistenti, andando a potenziare quelli di interesse nazionali e, in particolar modo, Malpensa, Fiumicino e Venezia.

Negli altri 15 scali italiani dove oggi atterrano voli di linea, invece, saranno le Regioni a decidere se porli in rete o passare a una specializzazione. Non sono nemmeno escluse potenziali chiusure, soprattutto nei confronti degli scali di minori dimensioni, scarsamente sostenibili sotto il profilo economico (vedi anche Investire in Autogrill)

Dichiarazioni, quelle di cui sopra, che hanno accompagnato la presentazione del nuovo Piano nazionale sugli aeroporti, che ora dovrà attendere il via libera formale dalle Regioni, e i pareri previsti nel Drp che lo conterrà. Passaggi da compiersi non nel brevissimo termine e, pertanto, oggetto della prossima legislatura. “Che l’Italia sia un Paese dove ci sono troppi aeroporti, spesso piccole cattedrali nel deserto o strutture fantasma con pochi passeggeri, lo dicono i numeri” – ricordava un interessante approfondimento contenuto nell’edizione online de Il Sole 24 Ore – “oggi si contano 112 scali funzionanti, di cui 90 aperti al solo traffico civile, 11 militari aperti a voli civili e 11 solo ad uso militare. In tutto sono 46 gli aeroporti dove atterrano voli di linea: ai 43 civili se ne aggiungono i 3 militari di Grosseto, Pisa e Trapani Birgi. Il piano punta prima di tutto a ridurre il loro numero e a riorganizzarli: per questo vengono scelti 31 scali di «interesse nazionale» che costituiranno l’ossatura strategica su cui fondare lo sviluppo nei prossimi anni” (vedi anche Gemina +26% in borsa su ok investimenti a Fiumicino).

Proprio in tali scali, sottolineavano i ministri, si concentreranno interventi infrastrutturali prioritari, che andranno a potenziare i terminal e migliorare i collegamenti. Tra i 31 scali di rilevanza nazionale vi sono i 10 di rilevanza strategica europea (Bergamo, Bologna, Genova, Milano Linate, Malpensa, Napoli, Palermo, Roma Fiumicino, Torino e Venezia), i 13 dove ogni anno transitano oltre 1 milione di passeggeri (Alghero, Bari, Brindisi, Cagliari, Catania, Firenze, Lamezia Terme, Olbia, Pisa, Roma Ciampino, Trapani, Treviso, Verona), 4 scali con traffico sopra i 500mila passeggeri (Ancona, Pescara, Reggio Calabria, Trieste) e 2 utili alla continuità territoriale, come Lampedusa e Pantelleria, oltre a Rimini e Salerno.

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