Investimenti e valute: la volatilità ai minimi dal 2008

di Simone 1

La misura della volatilità delle valute è scesa al suo livello più basso dall’agosto del 2008: si tratta di un segnale importante in ambito finanziario e che testimonia come l’economia globale sia in fase di miglioramento, tanto che gli investitori nutrono ora maggiore fiducia nei confronti dell’acquisto di assets, in particolare quelli che sono in fase di apprezzamento. Nel dettaglio, bisogna sottolineare come la volatilità delle opzioni a tre mesi relative alle divise ufficiali del cosiddetto “gruppo delle sette valute”, almeno secondo quanto è stato registrato dall’indice JPMorgan G7 Volatility, sia sceso al 9,79%, una percentuale che non si ricordava appunto da oltre tre anni a questa parte. Tra l’altro, questa quotazione era giunta anche molto vicina ai dieci punti percentuali (il 9,92% per la precisione).

Questo vuol dire che investire nelle principali monete a livello internazionale (non si possono dimenticare, tra le altre, l’euro, il dollaro, lo yen e il franco svizzero) è più appetibile e attraente a causa dei tassi di interesse, visto che il rischio degli scambi in questo mercato può consentire di ottenere un maggior numero di profitti. Come hanno affermato diversi analisti ed economisti, il miglioramento che vi è stato in termini di flussi globali vuol semplicemente significare che un minor premio di rischio viene soddisfatto. Il 2012, quindi, dovrebbe essere caratterizzato da condizioni finanziarie piuttosto diverse rispetto agli ultimi anni, ragione per la quale gli investimenti ne risentiranno in maniera decisiva.

I più alti rendimenti conseguiti dalle valute in questi due primi mesi dell’anno sono aumentati ancora, a causa delle migliori stime per quel che concerne la domanda da parte degli investitori, in particolare quella di dollari e yen. In conclusione, si può ricordare come il peso messicano si è apprezzato di 9,2 punti percentuali nei confronti della moneta verde, mentre il real brasiliano si è rafforzato di oltre l’8% nei confronti della stessa valuta americana.

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