L’inverno alle porte fa aumentare i futures sul gas naturale

di Simone 2

I contratti futures collegati alle performance del gas naturale hanno subito un inevitabile rialzo nel corso delle contrattazioni di ieri: l’aggetto “inevitabile” è quello più azzeccato, dato che le temperature climatiche si stanno avvicinando a quelle dell’imminente inverno e dunque sta crescendo la necessità di gas per il riscaldamento. In particolare, bisogna sottolineare come le spedizioni di dicembre di questa commodity siano salite di ben 4,2 punti percentuali presso il New York Mercantile Exchange, il livello più in alto in assoluto dallo scorso 15 settembre. Il contratto relativo alle spedizioni di novembre, invece, è giunto a maturazione proprio due giorni fa. Le previsioni americane parlano chiaramente di gelo quasi polare per le città a stelle e strisce, soprattutto quelle della parte nord-orientale, con delle nevicate che andranno a interessare stati come il Maine e il Maryland.

Ma il clima ha già fatto sentire i propri rigori, quindi la crescita della domanda è cominciata da diverso tempo. Come è noto, il gas naturale rappresenta una componente essenziale per quel che concerne la generazione di elettricità: la principale conseguenza di questo “ruolo” è presto detta, vale a dire la domanda della commodity in questione tende a crescere e diminuire a seconda delle esigenze della popolazione e delle case in cui risiedono. Non bisogna stupirsi più di tanto di queste performance altalenanti, le stagioni dettano legge per quel che concerne questi specifici strumenti finanziari.

L’abbassamento delle temperature dovrebbe avvenire nelle prossime settimane, probabilmente già fra sei-dieci giorni si assisterà a questo evento, mentre a novembre sono attese rilevazioni nella norma: tra l’altro, bisogna anche aggiungere che nel suo ultimo report settimanale, la Us Energy Information Administration ha fatto intendere che vi sarà un aumento pari a 92 miliardi di piedi cubici per quel che concerne le scorte di gas, un valore molto più elevato della media degli ultimi cinque anni, visto che l’offerta totale è pari a 3.716 trilioni.

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