Fitch: probabile default per le obbligazioni greche

di Simone 1

L’accordo dei leader europei per il taglio del 50% relativo alle obbligazioni greche potrebbe comportare un default nel caso in cui gli investitori dovessero accettare questo stesso piano: la constatazione giunge direttamente da Fitch, una delle tre principali agenzie di rating. Il taglio in questione è di tipo nominale e si riferisce allo scambio di titoli, ma un provvedimento di questo tipo non può che essere equiparato a un fallimento, almeno se si fa riferimento ai criteri del Distressed Debt Exchange. Secondo l’agenzia francese, inoltre, nonostante l’intesa sia un passaggio necessario per consentire alle finanze pubbliche elleniche di divenire più sostenibili, Atene non può dimenticare che deve far fronte a sfide significative dal punto di vista economico, tra cui si può ricordare quella relativa al debito.

Tra l’altro, l’accordo necessita ancora di altri dettagli, tra cui, non ultimo, quello relativo all’aumento dell’European Financial Stability Facility (il cosiddetto “fondo salva stati”). In aggiunta, è molto probabile che anche Standard & Poor’s e Moody’s giudichino tutto questo come un qualcosa di vicino al default tecnico più che a una ristrutturazione vera e propria; anche se dovesse essere un provvedimento volontario, gli investitori si troverebbero ad avere a che fare con un prodotto dal valore più basso rispetto a quanto concordato. Che cosa c’è da dire, invece, in merito ai rendimenti di queste obbligazioni?

Nel dettaglio, i prodotti in scadenza tra dieci anni hanno fatto registrare il secondo declino consecutivo per quel che concerne il ritorno economico, cedendo nove punti base e attestandosi al 23,25%; il rendimento extra, lo spread per intenderci, è anch’esso sceso da 2.114 a 2.016 punti base. La stessa Fitch ha comunque accolto con favore l’intesa relativa alla ricapitalizzazione delle banche, uno degli obiettivi chiave per intensificare il rilancio dell’eurozona; certo, le condizioni rimangono fragili e bisogna sempre considera che la volatilità dei mercati finanziari non accenna a diminuire.

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