L’Indonesia pianifica per giugno e dicembre i suoi nuovi sukuk

Il Ministero delle Finanze dell’Indonesia ha espresso la propria intenzione di emettere circa un trilione di rupie (106,38 milioni di dollari) nel corso della prossima asta di sukuk: quest’ultima, infatti, è prevista per il 12 giugno, quindi tra meno di una settimana, una opportunità che si preannuncia appetibile e interessante. Le intenzioni del dicastero indonesiano sono quelle di pianificare nel dettaglio dei titoli obbligazionari a sei mesi e ovviamente rispettosi delle leggi della Shariah; in aggiunta, non dovrebbero mancare nemmeno dei sukuk pensati appositamente per finanziare alcuni progetti infrastrutturali, con le scadenze più diverse (2018, 2022, 2027 e 2037 per la precisione).

INDONESIA: 2,5 MILIARDI DALLA VENDITA DI BOND IN DOLLARI
Con la fine del mese di giugno si concluderà anche il secondo trimestre del 2012 ed è in questo periodo temporale che la nazione asiatica vuole conseguire un importante traguardo, vale a dire una vendita complessiva di 4,65 trilioni di rupie, sia per quel che concerne i bond convenzionali che per gli stessi sukuk. Ma il governo di Giakarta non guarda soltanto al breve termine. In effetti, non è un mistero che il prossimo mese di dicembre sarà l’ultima scadenza che ci si è prefissati per mettere a disposizione dei titoli denominati in dollari. Le indiscrezioni sono nate dalla bocca di Dahlan Siamat, direttore del finanziamento islamico presso l’ufficio per la gestione del debito, il quale dovrà però ricevere una preventiva approvazione da parte del ministero.

INDONESIA, BUON ANDAMENTO PER I SUKUK A SETTE ANNI

Lo stesso Siamat non ha però voluto precisare quali saranno le dimensioni di tale offerta, limitandosi a specificare che vi saranno dei negoziati a questo proposito. L’ultima vera emissione di sukuk da parte dell’Indonesia risale allo scorso 14 novembre, quando furono venduti titoli per un miliardo di dollari e con una scadenza a sette anni (il rendimento previsto è stato inizialmente pari al 4%). Il paese va dunque monitorato per le opportunità che potrebbe riservare.

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