Esuberi Telecom

di robertor Commenta

La scorsa notte è stata raggiunta l’atteso accordo tra l’azienda e le parti sindacali per permettere il perseguimento del target degli oltre 3 mila esuberi stimati. L’accordo prevede in particolare il ricorso ai contratti di solidarietà per 2.500 dipendenti del gruppo Telecom Italia, mentre 500 persone saranno pensionate. Altre 350 persone lasceranno l’area dell’information technology mediante ammortizzatori sociali.

Come ricordava il quotidiano La Repubblica nel suo approfondimento odierno, “dopo una trattativa durata per tutta la notte, è stato firmato nella mattina di mercoledì l’accordo con i sindacati per salvaguardare i livelli occupazionali in Telecom attraverso il miglioramento della produzione e scongiurando i licenziamenti. Dei 3 mila esuberi individuati in Telecom Italia, 2 mila e 500 saranno gestiti con contratti di solidarietà mentre 500 lavoratori lasceranno la società per andare in pensione, avendo maturato i requisiti necessari. Altri 350 lavoratori di Telecom Information Technology saranno gestiti con analoghi ammortizzatori sociali” (qui un nostro focus sul prezzo del bond ibrido Telecom).

Stando al contenuto dell’accordo, nei prossimi anni si dovrebbe perseguire una forte internalizzazione del lavoro, rendendo più stabile la tutela dei livelli di occupazione. Un accordo che, proseguiva il quotidiano, è servito per evitare la trasformazione del customer care, cioè i servizi al cliente, in società ad hoc come in un primo momento voluto da Telecom. L’azienda si è inoltre impegnata – concludeva lo speciale – a non vendere nè societarizzare la divisione fino al 2014.

Intanto, in queste ultime ore, sta salendo la tensione in vista dell’assemblea dei soci del prossimo 17 aprile. In particolare, Marco Fossati, socio al 4,9 per cento, avrebbe richiesto al presidente del consiglio di amministrazione Franco Bernabè di poter sottoporre ai soci una mozione di sfiducia nei confronti dell’attuale management: una mossa che rischia di inasprire ulteriormente la situazione – già molto delicata – che lega l’assemblea al management, e che potrebbe subire delle evoluzioni interessanti nel corso delle prossime due settimane.

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