Dubai, cinque miliardi di dollari dalla vendita obbligazionaria

Dubai ha già deciso come contenere il proprio deficit di bilancio: il principale emirato arabo del Golfo Persico ha infatti stilato un programma che prevede la vendita di bond per un importo totale di cinque miliardi di dollari, senza però dimenticare la possibilità dei fondi comuni di investimento. La spiegazione per una tale scelta è semplice, in effetti i rendimenti in questione sono scesi fino al loro livello più basso da almeno due anni a questa parte, un evento quantomeno inatteso. Come si intuisce facilmente, questi strumenti finanziari beneficeranno di una denominazione in moneta statunitense, così come emerge chiaramente anche dal prospetto che è stato distribuito dal Regulatory News Service.


Attualmente, i ritorni economici dei sukuk in scadenza nel 2014 si sono attestati al 4,57%, una quota che era stata registrata solamente ad ottobre del 2009; prosegue così la discesa di questo mese di giugno, costellato da ribassi continui. Secondo gli analisti degli Emirati Arabi Uniti, c’è comunque una domanda piuttosto solida per tali bond; in effetti, la fiducia degli investitori è sensibilmente migliorata, una circostanza che è dimostrata in maniera molto chiara dai Credit Default Swap relativi al credito di Dubai. Tra l’altro, quest’ultima è ritornata al mercato obbligazionario per la prima volta dopo ben otto mesi, dopo che Emirates, la compagnia aerea di proprietà statale, è riuscita a conseguire circa un miliardo di dollari dalla vendita dei propri bond lo scorso 1° giugno.

C’è comunque da sottolineare che né Emirates, né lo stesso governo di Dubai vengono sottoposti ai giudizi delle agenzie di rating. Il deficit di bilancio ammonta a circa quattro miliardi di dirham (un miliardo di dollari) quest’anno, un totale piuttosto basso, soprattutto se confrontato con quello del 2007, ma sempre da tenere d’occhio. Infine, bisogna rimarcare che l’obbligazione sarà di tipo “benchmark-sized, vale a dire che il prodotto dovrà essere confrontato con la propria liquidità.

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