Diaspora Bond, le difficoltà del mercato del Kenya

di Redazione Commenta

L’incertezza attuale sulla direzione effettiva dei tassi di interesse si sta facendo sentire in maniera pesante soprattutto nel mercato keniano dei cosiddetti Diaspora Bond, i titoli obbligazionari emessi da un paese per finanziare appunto la diaspora all’estero: le sottoscrizioni in questione soffrono infatti di livelli troppo bassi proprio dal momento in cui il Tesoro della nazione africana ha cominciato a vendere questi strumenti. In particolare, il governo di Nairobi ha appena terminato di quotare una obbligazione collegata al settore delle infrastrutture, un titolo della durata di dodici anni e per un ammontare complessivo di venti miliardi di scellini (circa 148 milioni di euro), anche se bisogna precisare che la gestione effettiva ha riguardato solamente il 66% di questa somma.

Il rendimento del prodotto in questione, inoltre, è uno dei più alti di sempre: soltanto nel 2009 si tentò una emissione simile, con bond in grado di garantire un ritorno economico pari al 12 e al 12,5%. La vendita, però, come già accennato, è andata piuttosto male, con la maggior parte dei sottoscrittori che ha preferito rinunciare all’acquisto obbligazionario e di attendere tempi migliori per i tassi stessi. L’atteggiamento deve essere comunque approfondito, dato che soltanto nove mesi fa i titoli del Tesoro a novantuno giorni e con un rendimento superiore (13,19%) beneficiarono di un esito ben diverso. La strategia scelta da questi investitori ha un nome ben preciso, ovvero “wait and see”, un attendismo che viene visto come l’unica maniera per evitare i rischi di perdite e di volatilità.

Tra l’altro, l’ultimo Diaspora Bond emesso da Kenya contiene una caratteristica particolare, la quale consente allo stato africano di vendere il titolo per un periodo piuttosto esteso anche dopo l’asta, in modo da venire incontro quanto possibile alle esigenze finanziarie. Il meccanismo appena descritto (si tratta del “tap sales”) è stato inserito anche per incoraggiare gli investitori, specialmente coloro che hanno intenzione di acquistare, ma soltanto in un secondo momento.

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