Commodity non più correlate con azionario nel 2013

di Redazione Commenta

Le materie prime sono un asset che negli ultimi 5 anni è andato a braccetto con l’andamento dei mercati azionari, tranne che per qualche breve fase di decorrelazione. Infatti, le commodity – dopo il boom di inizio Duemila – sono state sempre più inquadrate come un asset rischioso, da acquistare nei momenti di maggiore euforia sui mercati internazionali oppure nelle fasi di crescita economica. Questo connubio azionario-commodity è durato dal 2008 al 2012, anche se ciò non vuol dire che possa tornare in futuro.

Infatti, il rapporto tra l’indice a 30 giorni Thomson Reuters-Jefferies Crb (riferito a un basket di materie prime) e l’indice azionario S&P500 è sceso a 0,24 dallo 0,7 di settembre scorso. Ciò vuol dire che il recente rally dell’azionario non è stato seguito allo stesso modo da quello delle commodity come avveniva in passato. A favore dell’equity, soprattutto quello europeo, ha giocato un fattore molto importante, ovvero le basse valutazioni raggiunte da molte azioni dopo la crisi dei debiti sovrani, che negli ultimi due anni hanno reso molto attraenti diversi mercati azionari.

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Il mercato delle commodities è diventato più prudente sulla lettura dei dati fondamentali. Una situazione che è facile riscontrare soprattutto nel rame, la materia prima che maggiormente è correlata all’andamento del ciclo economico. Nel caso dei metalli industriali (escluso l’alluminio), l’attuale valore dei prezzi viene considerato soddisfacente per i produttori per cui gli analisti finanziari sono molto più cauti nelle valutazioni a lungo termine. Standard Bank ha di recente confermato la sua previsione sul rame nel 2013 a 7.950$ per tonnellata, anche se la stima sul 2014 è stata alzata a 8.150$ da 8.000$.

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Tuttavia negli ultimi giorni sono stati riscontrati forti acquisti da parte di fondi global macro e CTA’s, ovvero speculatori di breve periodo, che hanno mostrato interesse per il rame dopo i buoni dati sul Pmi americano e cinese. Ora c’è grande attesa per la reazione dei cinesi dopo la fine del Capodanno lunare, che terminerà dopo 14 giorni a partire dal 10 febbraio.

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