Focus commodity: investire in materie prime nel 2010

di Redazione Commenta

L’economia dei portafogli ben diversificati si sta ormai sempre più caratterizzando per la forte presenza delle materie prime: in effetti, si può ben notare come l’andamento dei mercati finanziari e delle commodity sia correlato a quello delle economie emergenti, tra cui la Cina. Il petrolio può essere considerato, senza dubbio, la risorsa più determinante in questo senso, visto che la correlazione tra i movimenti dell’oro nero e quelli del dollaro diventa consistente e anche i mercati azionari tendono a guardare con maggiore attenzione ai dati sulle scorte petrolifere. Per quel che riguarda invece l’oro, il bene rifugio per eccellenza ha attirato numerosi investimenti nel 2009, toccando i propri massimi storici a 1.215 dollari l’oncia. Ma i veri e propri market mover devono essere ricercati nel gruppo delle commodity agricole, vale a dire quelle che riguardano più da vicino la gente, come il grano e il frumento.

 

In effetti, non bisogna dimenticare la speculazione di due anni fa sul prezzo di pane e pasta, un fattore che ha portato a un aumento generalizzato compreso tra il 16 e il 30%; si è parlato, invece, molto meno dello zucchero e di altre commodity simili (le cosiddette “breakfast commodity”), ovvero il succo d’arancia e il caffè, che sono salite a livelli record negli ultimi mesi del 2009 a causa dell’aumento della domanda dei paesi emergenti e per le contrastanti condizioni del meteo.

 

Dunque, le materie prime rappresentano la sperimentazione di nuove frontiere per gli investitori: inserire una commodity nel portafoglio vuol dire diversificare il rischio e aumentare l’esposizione in valuta, dato che si tratta molto spesso di contratti future. Pertanto, è utile analizzare brevemente le variazioni delle commodity nel 2009 per investire al meglio anche nel 2010: rame, petrolio e zucchero hanno raddoppiato il loro valore, mentre il nickel si è attestato al di sotto del 100% di crescita. Al di sopra del 50% si sono poi fermate commodity come il cotone, la benzina RBOB e l’alluminio.

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