La bolla che minaccia la finanza islamica

di Redazione Commenta

Ormai si è perfettamente capito che le vendite di sukuk, i celebri bond islamici, hanno fatto registrare dei rialzi piuttosto consistenti nella regione mediorientale (vedi Nel 2013 vi sarà l’ennesimo record per i sukuk): questa notevole espansione, però, rischia di far esplodere una pericolosa bolla per quel che riguarda i debiti dei mercati emergenti, come ha sottolineato la banca privata britannica Coutts. L’istituto in questione, il quale fa parte del gruppo Royal Bank of Scotland, sta caldamente raccomandando di puntare anche su altri titoli e azioni, magari gli strumenti che vengono considerati meno vulnerabili.

Ecco perché si sta assistendo a una sorta di correzione dal punto di vista degli investimenti. Le vendite di titoli obbligazionari rispettosi della Legge della Shariah sono giunte nel 2012 a un vero e proprio record, visto che molte compagnie sono attirate dai bassi tassi di interesse. Il Golfo Arabo è uno dei principali centri di attrazione in questo senso. Tra l’altro, proprio nelle ultime settimane molte società finanziarie, tra cui Fitch Ratings e Goldman Sachs, hanno avviato un dibattito sui pericoli di tale bolla per i mercati del reddito fisso. Gli interessi sui bond governativi sono stati appiattiti dai recenti programmi di acquisizione della Federal Reserve e delle altre banche centrali, creando in questa maniera una vera e propria “caccia” al rendimento.

I flussi nei mercati citati in precedenza sono aumentati di ben ventotto punti percentuali nel corso dell’ultimo trimestre dello scorso anno (il periodo compreso tra ottobre e dicembre), grazie soprattutto ai deflussi relativi al debito dei mercati emergenti, stando almeno ai dati che sono stati forniti da BlackRock. Un ambiente con tassi di interesse così minimi può creare problemi anche a una piazza come Dubai. In queste situazioni, infatti, si tende a fornire denaro agli investitori in maniera del tutto libera ed è proprio in questi momenti che essi cominciano ad adottare decisioni sbagliate.

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