Come investire in francobolli rari

di ND82 Commenta

Tra gli investimenti alternativi figura quello in francobolli rari, che come i metalli preziosi vengono considerati alla stregua di un bene rifugio nei periodi di maggiore turbolenza finanziaria. La filatelia è chiaramente un settore di nicchia: l’investimento per i piccoli risparmiatori è possibile, ma è necessario farsi consigliare da un esperto oppure puntare sugli indici di settore. E’ importante sottolineare, però, che non bisogna confondere le Rare stamp con le Collectible stamp: i primi tendono a rivalutarsi nel tempo, i secondi no.

Negli ultimi 10 anni l’investimento in stampe rare ha generato un ritorno medio annuo del 10-15%, ma ha anche raggiunto picchi del 45% l’anno. Secondo gli esperti la filatelia è un modo interessante per diversificare al meglio il proprio portafoglio di investimenti, rendendolo meno vulnerabile agli shock dei mercati grazie alla decorrelazione con le asset class tradizionali. La filatelia rara coinvolge circa 60 milioni di collezionisti in tutto il mondo e la spesa annuale si agggira mediamente intorno ai 20 miliardi di dollari.

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Tra i francobolli rari più sicuri ci sono quelli delle colonie dell’Impero britannico e il Penny Black, ovvero il primo francobollo al mondo utilizzato in un sistema postale pubblico: questa rarità può registrare elevate quotazioni in asta e negli ultimi dieci anni ha messo a segno una crescita del 243%. Investire direttamente in francobolli rari può essere difficile. L’alternativa arriva dall’investimento in un paniere di Rare stamp con l’indice GB250. Questo indice viene calcolato dalla società inglese Stanley Gibbons. E’ stato lanciato agli inizi del 2012 ed è costruito su 250 francobolli rari inglesi.

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Nell’indice troviamo francobolli con un valore superiore alle 10mila sterline. Negli ultimi dieci anni la crescita dell’indice è del 266%, ovvero meglio di noti indici azionari mondiali (Dow Jones, Ftse100). Tra i francobolli inseriti nel paniere sono state riscontrate performance decisamente elevate, come ad esempio il 60% di SGnumero7 (1d red-brown pl11) che a fine 2012 quotava 11mila sterline, ma un anno prima valeva 6.500 sterline. Un altro indice sui francobolli rari è GB30 Rarities Index: lanciato a dicembre 1998, ha reso più del 68% negli ultimi cinque anni.

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