Luxottica: licenza produzione occhiali per Coach

Luxottica produrrà gli occhiali per Coach, società con quartier generale a New York che opera nel settore degli accessori di pelletteria, borse, scarpe, gioielli, occhiali, profumi e tanti altri accessori di qualità dallo stile contemporaneo Usa. A darne notizia è stata la stessa Luxottica nel precisare come l’accordo di licenza, a partire dall’anno 2012, permetterà alla società italiana di andare a produrre con i marchi Coach, Reed Krakoff e CoachPoppy, sia gli occhiali da sole, sia quelli da vista ai fini del design, della produzione e della distribuzione delle collezioni in tutto il mondo. A regime Luxottica stima che l’accordo di licenza permetterà di generare un volume d’affari, al di fuori dei negozi Coach, pari a ben $ 100 milioni all’anno; l’accordo ha una durata pluriennale, con inizio, come accennato, nel 2012, e sempre nello stesso anno sarà presentata la prima collezione. In particolare, oltre che nei negozi a marchio Coach in tutto il mondo, le collezioni saranno distribuite presso ottici indipendenti, aeroporti selezionati nonché presso le catene retail di Luxottica.

Il World Gold Council illustra i vantaggi delle allocazioni in oro

Il World Gold Council è l’associazione industriale che da 23 anni a questa parte riunisce idealmente le più importanti aziende minerarie attive nell’estrazione dell’oro: si tratta quindi di uno dei riferimenti principali in questo settore, oltre che di una voce eminente per quel che riguarda gli investimenti finanziari e i loro sviluppi. In questo senso, è stato davvero fondamentale l’ultimo studio condotto da questa stessa associazione nei giorni scorsi, visto che ha fatto emergere una tendenza di cui tenere conto. In effetti, il Wgc ha messo in luce come una allocazione degli assets dedicata appositamente al biondo metallo sia in questo momento una delle soluzioni più indicate.

National Bonds cresce grazie ai risparmi di donne e immigrati

National Bonds Corporation rappresenta una delle principali compagnie private degli Emirati Arabi Uniti attiva nel settore del risparmio (il 50% del suo capitale viene attualmente detenuto dal governo di Dubai): ebbene, questa stessa società può vantare una crescita relativa agli assets pari al 30%, un incremento fatto registrare negli ultimi due anni grazie ai nuovi target pensati appositamente per figure come donne e immigrati, tradizionalmente ignorati dagli istituti di credito islamici. L’attuale gestione comprende circa 5 miliardi di dirham (1,4 miliardi di dollari), ma si prevede soprattutto l’introduzione di nuovi piani di risparmio dedicati alla popolazione femminile e ai lavoratori stranieri (i quali ammontano a circa 6,5 milioni di unità).

Datalogic: CdA approva il Piano Industriale

Un fatturato compreso tra i 420 ed i 430 milioni di euro a fronte di un ebitda tra i 60 ed i 65 milioni di euro. Sono questi i target 2010 di Datalogic, società italiana quotata in Borsa a Piazza Affari e leader nel mercato dei lettori di codici a barre. Il Consiglio di Amministrazione della società, riunitosi in data odierna, ha infatti approvato il Piano Industriale 2010-2012 caratterizzato, inoltre, da un forte miglioramento al 2012 della posizione finanziaria netta, attesa tra i -25 ed i -35 milioni di euro a fronte di un ebitda margin tra il 14% ed il 15%, ed un Roe che è stimato, sempre al 2012, all’interno dell’intervallo del 18-20%. In accordo con quanto recita una nota ufficiale emessa da Datalogic, la società punta a conseguire i risultati sopra citati a fine Piano Industriale grazie ad una crescita nei mercati emergenti, un consolidamento in quelli maturi, ed una costante innovazione di prodotto attraverso dei programmi di investimento dell’ordine del 7-8% annuo rispetto al volume di fatturato.

Bond: attese per oggi le negoziazioni di Banco Popolare e Atlantia

La data odierna assume una certa rilevanza soprattutto per quel che riguarda le negoziazioni all’interno dell’EuroMot e quindi di alcuni interessanti titoli obbligazionari: cerchiamo dunque di selezionare i migliori prodotti e di analizzarne le caratteristiche principali. Anzitutto, c’è da rimarcare l’esordio del titolo Banco Popolare 09/2013 FX 3,125 Eur, il quale beneficia dell’emissione del noto gruppo bancario e che ha in previsione delle cedole fisse ogni anno pari appunto al 3,125%: la scadenza, la quale può essere anch’essa evinta dalla denominazione del prodotto, avverrà nel mese di settembre del 2013. Ma la piazza finanziaria non si limiterà esclusivamente a questo titolo.

Aviva Investors, due fondi per gli investitori italiani

Aviva Investors rappresenta un’importante società a capitale variabile di base a Londra e che si occupa in prevalenza di gestione degli assets finanziari per conto dell’omonimo gruppo: le ultime emissioni della compagnia britannica interessano molto da vicino il nostro paese, visto che sono state ideate appositamente per gli investitori italiani e per venire incontro alle loro principali esigenze. Entrando nel dettaglio, c’è subito da dire che i due fondi in questione si chiamano Aviva Convertibles e Aviva Investors Valeurs Europe e faranno riferimento al diritto francese. Uno degli aspetti più interessanti e appetibili in questo senso è sicuramente il rating di cui godono tali strumenti: in effetti, Morningstar ha assegnato ben quattro stelle (si tratta di un giudizio considerato “superiore”, mentre la valutazione massima a cinque stelle configura un fondo come “eccellente”).

California: la candidata Fiorina chiede hedge fund più trasparenti

Le elezioni per il Senato americano stanno per entrare nel vivo e nello stato della California si è deciso di puntare anche e soprattutto sulle materie finanziarie: l’intervento di maggior rilievo in tal senso è stato quello di Carly Fiorina, la quale si appresta a divenire la prima senatrice repubblicana ad essere eletta per due mandati consecutivi in territorio californiano. Fiorina ha fatto sapere la sua opinione in merito agli hedge fund, che a suoi giudizio dovrebbero essere soggetti a maggiori controlli relativi alla trasparenza, anche perché le leggi e i regolamenti attualmente vigenti non avrebbero fatto molto in questa direzione. La deputata viene considerata una delle donne di più influente potere in ambito economico, visto che molti ricordano il suo incarico all’interno di Hewlett-Packard.

Banco Popolare cede il 95% di Banca Caripe

Nell’ambito delle iniziative aventi come finalità il rafforzamento patrimoniale, il Gruppo bancario Banco Popolare ha reso noto nella giornata di ieri d’aver definito con la Banca Tercas – Cassa di Risparmio della Provincia di Teramo, un accordo per la cessione della partecipazione, pari al 95%, detenuta nella Banca Caripe – Cassa di Risparmio di Pescara. L’accordo è stato raggiunto sulla base di un corrispettivo pari a 228 milioni di euro con pagamento previsto in quattro tranche. In merito a tale operazione il Banco Popolare con una nota ufficiale ha fatto sapere che l’operazione sulla capacità distributiva del Gruppo non avrà ripercussioni significative, e che gli effetti positivi sulla cessione, in particolare sui ratios patrimoniali, sono pari a 19 punti base sul Tier1 Ratio, 17 punti base sul Core Tier1 Ratio, e 22 punti base sul Total Capital Ratio.

TBS Group: fatturato cresce a due cifre nel primo semestre

Nel primo semestre di quest’anno il fatturato consolidato di TBS Group, società quotata all’AIM Italia, e attiva nel settore socio sanitario ed ospedaliero, ed in particolare nei servizi integrati in outsourcing di e-Government, e-Health ed ingegneria clinica, è cresciuto del 17,2% a 90,8 milioni di euro rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Questo è uno dei dati positivi emersi dalla relazione finanziaria al 30 giugno 2010 che è stata approvata dal Consiglio di Amministrazione di TBS Group; inoltre, nel periodo l’utile netto di Gruppo è balzato a 3,5 milioni di euro andando a segnare un incremento di 2,4 milioni di euro rispetto al periodo gennaio – giugno 2009. Invariato, a 8,7 milioni di euro, si è invece attestato il margine operativo lordo, ovverosia l’Ebitda, mentre il risultato operativo, ovverosia l’Ebit, è sceso rispetto al primo semestre dello scorso anno del 10,9% a 4,3 milioni di euro. In linea con quanto approvato nel giugno scorso dall’Assemblea Ordinaria degli Azionisti di TBS Group, al fine di avviare il programma di buyback la società ha affidato l’incarico per l’esecuzione ad Intermonte Sim S.p.A..

Buoni Fruttiferi: le nuove serie ottobre 2010

Un nuovo mese è appena iniziato e puntuali arrivano le sei nuove serie di Buoni Fruttiferi. In accordo con quanto reso noto dalla Cassa Depositi e Prestiti, infatti, a partire da oggi, venerdì 1 ottobre 2010, e per tutto il mese, saranno sottoscrivibili, presso gli Uffici di Poste Italiane, i Buoni fruttiferi aventi le seguenti sigle: “B72”, “P37”, “D10”, “X05”, “J05” e e “M52”, mentre non sono più sottoscrivibili da oggi i Buoni fruttiferi della serie “B71”,  “P36”, “D09”, “X04”, “J04” ed “M51”. Tra le nuove serie segnaliamo la serie “D10”, il Buono fruttifero ideale per chi, avvalendosi della garanzia dello Stato, vuole mettere al sicuro i risparmi a fronte di una durata dell’investimento di breve termine. Alla serie “D10”, infatti,  corrisponde il “Buono BFPDiciottomesi“, il Buono fruttifero che paga un tasso crescente semestre dopo semestre; in particolare questa nuova serie, sottoscrivibile per tutto il mese di ottobre, paga un interesse lordo dello 0,70% il primo semestre, l’1,05% il secondo semestre, e l’1,40% nel terzo ed ultimo semestre.

Bond greci, primo guadagno dall’inizio della crisi del debito

L’ultimo trimestre del 2010 è stato caratterizzato, a livello europeo, dall’andamento più che positivo da parte delle obbligazioni del governo greco: i bond ellenici, infatti, sono stati i migliori performer in questo senso, visto che sono riusciti a guadagnare per la prima volta da quando il debito sovrano ha dovuto affrontare la propria crisi. C’è da sottolineare, tra l’altro, che gli investitori hanno puntato su rendimenti molto alti, di gran lunga superiori a quelli che sono necessari per compensare la possibilità di un default. Ricavi così importanti non venivano registrati addirittura dal terzo trimestre del 2009: in questo caso, il ritorno economico è stato pari al 3,9%, prendendo come riferimento temporale i tre mesi che si sono conclusi giusto due giorni fa.

Jp Morgan ha lanciato un nuovo certificato dedicato all’Asia

Non c’è al mondo paese uguale, che vi offra tali delizie così che uno si crede in paradiso: così Marco Polo descriveva la Cina del XIII secolo e a queste stesse “lusinghe” dell’ex Impero Celeste deve aver ceduto anche Jp Morgan, la celebre società finanziaria di New York, la quale ha deciso di puntare con grande convinzione sulla nazione asiatica. In effetti, il Sedex ha accolto da pochissimi giorni un nuovo sprint certificate emesso dalla compagnia americana; entrando nel dettaglio, il prodotto in questione, lanciato lo scorso 24 settembre, farà riferimento alle performance dell’indice Hang Seng China, mentre la gestione verrà affidata a Jp Morgan Structured Products. Di quali caratteristiche e peculiarità beneficia questo certificato di investimento?

CSP International compra il 100% del Gruppo Well

CSP International, società quotata in Borsa a Piazza Affari, ha sottoscritto un accordo finalizzato all’acquisizione del 100% delle quote del Gruppo Well a fronte di un controvalore dell’operazione pari a 16 milioni di euro. A darne notizia è stata la stessa CSP International nel sottolineare come al perfezionamento dell’operazione, previsto entro il mese di ottobre, il Gruppo diventerà a livello europeo uno dei principali player. CSP International, lo ricordiamo, è un produttore di calze, collant, costumi da bagno, intimo, ma anche bodywear e maglieria a marchio Lepel, Oroblù, Liberti, Sanpellegrino e Le Bourget; inoltre, la società sul mercato italiano distribuisce anche le  calze sportive a marchio Puma. Il closing dell’operazione con Ixen Partners, che ha accettato la proposta di acquisizione, è stato fissato per il 27 ottobre prossimo dopo che le consultazioni con le rappresentanze sindacali si sono concluse con un parere positivo unanime.

ING consiglia gli investimenti migliori in caso di deflazione

Le ultime indagini macroeconomiche condotte da ING Investment Management, il comparto relativo agli investimenti finanziari della nota compagnia olandese, hanno messo in luce una tendenza non troppo incoraggiante in relazione all’inflazione e alla deflazione: la società in questione, più precisamente uno dei suoi analisti, Valentijn van Nieuwenhuijzen, è del parere che la domanda troppo bassa possa condurre a una deflazione piuttosto accentuata nelle nazioni sviluppate, a causa dell’attuale gap di produzione. Le previsioni in tal senso parlano di una situazione che dovrebbe protrarsi almeno fino al 2012. La preoccupazione, dunque, si riferisce alla crescita non eccezionale di queste specifiche economie, anche perché l’espansione recente del credito ha causato una erronea allocazione delle risorse.