Greenvision ambiente: accordo per cessione Studio Alfa

A seguito della stipula di un accordo vincolante, la società Greenvision ambiente ha reso noto nella giornata di ieri d’aver ceduto la partecipazione maggioritaria, pari al 51%, di Studio Alfa srl. L’operazione, al suo perfezionamento, avverrà a fronte di un corrispettivo a favore della società quotata in Borsa per 3,98 milioni di euro. Nel dettaglio, la cessione della partecipazione nella società Studio Alfa srl da parte di Greenvision ambiente rientra nell’ambito del piano societario attraverso il quale l’azienda mira a focalizzare il proprio business sul mercato degli impianti di energia pulita prodotta da fonti rinnovabili. Studio Alfa srl, acquistata da Greenvision ambiente nell’anno 2005 ad un costo pari a 2,9 milioni di euro, e dopo la quotazione delle proprie azioni in Borsa, si occupa, con un’esperienza da ben trenta anni a questa parte, dell’analisi e del monitoraggio dei campi elettromagnetici, delle emissioni in atmosfera, degli inquinanti ambientali, ma anche del monitoraggio e dell’analisi degli ambienti di lavoro.

Rischi macroeconomici: le obbligazioni sono ancora una buona difesa

È probabile che qualche investitore si sia fatto questa domanda: le obbligazioni sono ancora in grado di offrire rendimenti interessanti, dopo i massimi di inizio anno? I picchi appena citati sono quelli relativi al Tesoro statunitense e potrebbe apparire scontato che i valori elevati siano ormai terminati. In realtà, alcune indagini finanziarie confermano il contrario: è vero che il mercato dei bond è tendenzialmente sopravvalutato, ma si tratta di un buon appiglio nei momenti di crisi economica. Questo dato emerge in modo piuttosto chiaro dalle ultime reflections di Swiss & Global Asset Management; la società elvetica, uno dei maggiori punti di riferimento al mondo per quel che riguarda la gestione patrimoniale, ha fatto sapere, in effetti, che la valutazione in eccesso risulta essere il fattore decisivo per beneficiare di fondamentali solidi.

Bond indiani: le previsioni parlano di una crescita oltre l’inflazione

L’India rappresenta uno dei paesi emergenti di maggiore fascino finanziario, essendo parte integrante del celebre gruppo Bric, il quale ricomprende anche Brasile, Russia e Cina: non deve quindi stupire più di tanto l’andamento delle obbligazioni della nazione asiatica, i cui rendimenti (si fa riferimento ai bond governativi a dieci anni) sono previsti in crescita ben al di sopra del tasso di inflazione, un evento che non si verificava dallo scorso gennaio e che è stato agevolato dall’operato della banca centrale, la quale ha ridotto i prezzi. I rendimenti collegati alle performance inflative, infatti, hanno concluso quest’ultima settimana con un calo dello 0,57%, un dato apparentemente negativo, ma che deve essere confrontato con i tre punti percentuali persi a maggio; in tal senso, significativo è stato l’andamento dell’indice dei prezzi di mercato, in grado di oscillare tra l’8,62 e il 10,6%.

Macquarie debutta sul Sedex: lanciati ventuno certificati Step Up

Il Sedex (il segmento di Borsa Italiana appositamente dedicato ai prodotti finanziari derivati) ha visto da pochi giorni il debutto ufficiale del gruppo australiano Macquarie, il cui nome era stato associato, nel corso del primo semestre del 2010, a una fondamentale operazione di acquisizione, vale a dire quella del dipartimento di Equity Trading and Derivatives di Sal. Oppenheim: si è trattato pertanto di un esordio importante, di una data storica che dimostra l’ampliamento progressivo del comparto in questione. Questo primo giorno di seduta è stato sancito e impreziosito dal lancio e dalla conseguente quotazione di ventuno prodotti, i quali hanno beneficiato del marchio Macquarie Structured Products. Di cosa si è trattato esattamente?

Giappone, dopo quattro anni nuovo record per gli hedge fund

Il numero di hedge fund che sono stati investiti in territorio giapponese sta per raggiungere il suo livello più alto dal 2006: una spiegazione in tal senso è molto semplice, visto che le principali banche internazionali stanno considerando con sempre maggiore frequenza di chiudere i battenti per quel che riguarda le unità di trading patrimoniale. Entro la fine del 2010, infatti, si prospetta l’apertura di ben ventisette nuovi strumenti focalizzati sulla nazione nipponica, come emerge da un recente rapporto di Rogers Investment Advisors K.K., la compagnia che ha sede a Tokyo e che segue da vicino le performance di circa 170 fondi nazionali: tra di essi, c’è anche R-Squared Master Fund, gestito formalmente da Goldman Sachs, e Orix Commodities Fund, il quale sfrutta i programmi informatici per investire nei contratti futures che si basano appunto sulle commodities.

Italian Certificate Awards, ecco i riconoscimenti del 2010

Palazzo Mezzanotte, l’altro nome con cui è noto il Palazzo delle Borse di Milano, è stato la cornice ideale per la quarta edizione degli Italian Certificate Awards, la manifestazione che premia annualmente i migliori certificati di investimento del nostro paese: la serata a cui ci stiamo riferendo è quella di due giorni fa e ha messo in luce dei riconoscimenti davvero interessanti, delle vere e proprie indicazioni utili per i risparmiatori italiani. Le categorie in questione erano ben sette, vale a dire il certificato dell’anno, l’emittente dell’anno, il miglior prodotto a capitale garantito, il premio speciale “Certificate Journal”, il miglior certificato a capitale protetto, il miglior certificato a leva e il miglior strumento a capitale non protetto, un novero davvero esauriente, nonostante nel 2009 le categorie fossero addirittura nove.

Da Blair una proposta per nuovi servizi dedicati ai fondi sovrani

Era noto da qualche tempo l’interessamento dell’ex premier britannico Tony Blair al mondo degli investimenti finanziari: ora arriva una conferma importante in questo senso, visto che l’attuale inviato dell’Onu per la pace ha deciso di allargare i propri interessi, ampliando questa specifica attività di consulenza ai servizi di tipo finanziario. Di cosa si tratta per la precisione? Ci sono alcune imprese che sono collegate allo stesso Blair (più propriamente alla Tony Blair Associates) e che hanno ottenuto le autorizzazioni necessarie da parte della Fsa (si tratta della Financial Services Authority, l’ente che si occupa dei servizi finanziari in territorio britannico), così che ci si può attendere, a ragione, una operatività immediata.

Intesa Sanpaolo compra il 51% di Banca Monte Parma

A fronte di un prezzo pari a 159 milioni di euro, il Gruppo bancario Intesa Sanpaolo ha reso noto nella giornata di ieri, venerdì 15 ottobre 2010, d’aver siglato con la Fondazione Monte di Parma un accordo finalizzato all’acquisizione del controllo di Banca Monte Parma attraverso una quota pari al 51% del capitale sociale; contestualmente, per la stessa quota di possesso, Intesa Sanpaolo andrà a sottoscrivere in Banca Monte Parma un aumento di capitale, riservato in sottoscrizione ai soci, per un importo pari a 75 milioni di euro attraverso l’emissione di azioni ordinarie in base al valore del patrimonio netto contabile.

Rbs e inflazione, ceduti venti milioni di euro di structured notes

Il gruppo britannico Royal Bank of Scotland ha deciso di procedere alla cessione di oltre venti milioni di euro per quel che riguarda structured notes (si tratta di un tipo di azioni ibride che tendenzialmente cambiano la propria struttura a seconda delle condizioni) collegate al tasso di inflazione europea; si tratta di una operazione finanziaria piuttosto importante, ma che deve essere esaminata in tutti i suoi dettagli. Anzitutto, c’è da dire che questi titoli beneficeranno di una scadenza fissata a sei anni, mentre verrà pagato un coupon fisso pari a tre punti percentuali nel primo triennio, secondo quanto emerge dalla nota pubblicata dalla stessa Rbs. Immediatamente dopo questo periodo di tempo, lo strumento in questione passa poi a un coupon che invece paga l’indice armonizzato dei prezzi al consumo nel Vecchio Continente, con un versamento minimo che è stato fissato anch’esso al 3%.

Fondo Pmi di Vitale: ancora incertezza sui criteri di selezione

Si attendeva con una certa curiosità il lancio del Fondo Italiano di Investimento, lo strumento finanziario reclamato a gran voce dal ministro dell’Economia, Giulio Tremonti: l’iniziativa in questione, la quale altro non è che una stretta collaborazione tra Tesoro, sistema bancario e Confindustria, è presieduta dall’economista d’impresa Marco Vitale, ma è stato proprio l’ultimo consiglio di amministrazione a deludere le attese. Si tratta, per la precisione, del fondo d’investimento che focalizza le proprie attenzioni sulle piccole e medie imprese e la giornata di ieri doveva essere decisiva per la nomina del responsabile del private equity. Un altro tassello che manca per comporre questo intricato puzzle, inoltre, è quello relativo alla selezione degli stessi prodotti e al loro livello massimo di allocazione.

Poltrona Frau: alleanza con Da Vinci per il mercato asiatico

Poltrona Frau Group, società italiana quotata in Borsa a Piazza Affari, ha siglato per il mercato asiatico un’importante alleanza con Da Vinci che permetterà un rafforzamento ed un’accelerazione del business nell’area. Questo perché Da Vinci è proprio in Asia il primo gruppo riconosciuto nell’ambito delle soluzioni d’arredo di alta gamma con oltre venti showroom sparsi in Malesia, Cina, Singapore, Indonesia ed Hong Kong. Di conseguenza, il Gruppo Poltrona Frau sottolinea la crescente importanza del mercato asiatico sui propri livelli di ricavi, ed ha confermato con un comunicato ufficiale l’incremento del 30% per quest’anno e di oltre il 20% in media per i prossimi anni. La rete commerciale in Asia prosegue nel suo processo di espansione con Mumbai e Sidney, Seul per Cassina, ma anche con il quinto show room a Taiwan. Entro l’anno il Gruppo aprirà anche a Melbourne, così come Poltrona Frau, Cappellini e Cassina saranno presenti a Pechino ed a Shangai negli showroom di Da Vinci.

Source propone un nuovo fondo: fari puntati sull’azionario europeo

Source, la società londinese attiva principalmente nell’emissione di Etf ed Etc, torna a far parlare di sé per un nuovo fondo che potrebbe interessare a molti investitori: nello specifico, il prodotto finanziario in questione, denominato Msci Emu Small Cap Etf, è stato ideato per quei soggetti che vogliono puntare le loro strategie di portafoglio sul continente europeo, in particolare, come suggerisce lo stesso nome, l’indice Msci Emu Small Cap Total Return. In pratica, questo specifico strumento si presenta come un fondo capace di garantire le migliori performance dell’indice, chiedendo in cambio una commissione di gestione pari allo 0,40% per ogni anno in cui si detiene il prodotto. L’Msci Emu è uno dei riferimenti più importanti per quel che concerne il Vecchio Continente, visto che si tratta in realtà di un paniere composto da ben 568 titoli diversi, i quali beneficiano di una capitalizzazione di mercato non altissima (fino a 3,5 miliardi di euro).

Bond argentini al loro livello minimo degli ultimi tre anni

I rendimenti dei bond del governo argentino non stanno certo vivendo uno dei loro momenti migliori, visto soprattutto che è stato raggiunto il più basso livello in termini quantitativi degli ultimi tre anni: il riferimento finanziario va in questo caso ai titoli obbligazionari del governo di Buenos Aires e che sono stati emessi in dollari. Uno dei fattori determinanti per una performance così positiva è stato senza dubbio l’incremento del debito valutario locale collegato al tasso di inflazione; la differenza di rendimento, calcolata in circa 153 punti base, non veniva registrata da agosto 2007, un risultato in controtendenza a quanto stimato sette mesi fa, periodo in cui i cosiddetti “peso bond” avevano guadagnato ben 5,6 punti percentuali.

Natixis autorizza la negoziazione di certificati Altiplano

C’è una novità piuttosto importante per gli investitori che amano in misura particolare i portafogli focalizzati sui certificati: l’annuncio in questione risale a pochi giorni fa e si riferisce a Borsa Italiana spa e alla sua ultima emissione, visto che sono stati ammessi alla quotazione in questo specifico segmento dei certificates di Natixis Structured Products Limited, con la garanzia fondamentale e irrevocabile dell’omonimo gruppo bancario transalpino. Tale negoziazione fa riferimento al prospetto di base che è denominato come “Eur 1.000.000.000 German Certificate Programme”, il quale beneficia di una importante approvazione, vale a dire quella della Cssf (acronimo che indica la Commission de Surveillance du Secteur Financier).