Bond argentini al loro livello minimo degli ultimi tre anni

I rendimenti dei bond del governo argentino non stanno certo vivendo uno dei loro momenti migliori, visto soprattutto che è stato raggiunto il più basso livello in termini quantitativi degli ultimi tre anni: il riferimento finanziario va in questo caso ai titoli obbligazionari del governo di Buenos Aires e che sono stati emessi in dollari. Uno dei fattori determinanti per una performance così positiva è stato senza dubbio l’incremento del debito valutario locale collegato al tasso di inflazione; la differenza di rendimento, calcolata in circa 153 punti base, non veniva registrata da agosto 2007, un risultato in controtendenza a quanto stimato sette mesi fa, periodo in cui i cosiddetti “peso bond” avevano guadagnato ben 5,6 punti percentuali.


Secondo strateghi ed economisti specializzati nell’area latino-americana, le aspettative per un deprezzamento del peso, la valuta nazionale argentina (ricordiamo che attualmente un peso equivale a circa venti centesimi di euro) sono calate ai minimi a causa, principalmente, delle maggiori riserve e degli alti prezzi relativi al mercato dei semi di soia. Con un contesto simile, viene ampiamente spiegato il perché gli investitori stiano domandando sempre più strumenti finanziari che possano beneficiare della denominazione in pesos. Tra l’altro, la divisa sudamericana dovrebbe indebolirsi di oltre cinque punti percentuali quest’anno, mentre dei cali più “rallentati” dovrebbero favorire dei buoni guadagni per quel che concerne le obbligazioni locali.

Cristina Fernandez de Kirchner, attuale presidente dell’Argentina, potrebbe cercare di limitare le perdite interne ponendo un freno all’inflazione prima delle prossime elezioni presidenziali dell’ottobre 2011: tale operazione viene vista come l’unica in grado di sostenere la domanda di titoli azionari, secondo quanto rilevato anche da Deutsche Bank. Il rating del debito non dovrebbe comunque essere innalzato, almeno nel breve termine; le preoccupazioni relative all’accuratezza e al dettaglio delle statistiche economiche governative, tra cui si devono includere l’inflazione e il prodotto interno lordo, sono l’ostacolo più grande proprio in termini di assegnazione del giudizio da parte delle agenzie.

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