La Colombia torna ai bond denominati in pesos

La Colombia ha deciso di offrire per la prima volta negli ultimi due anni dei titoli obbligazionari collegati alla propria valuta, il peso: in pratica, il governo di Bogotá ha intenzione di sfruttare al massimo la crescente domanda che si sta registrando in relazione agli assets finanziari dal maggior rendimento, dopo che la Federal Reserve ha annunciato le nuove misure per rilanciare l’economia, in primis la riduzione dei tassi statunitensi. L’esecutivo sudamericano sta dunque vendendo bond che giungeranno a maturazione nel 2023, meglio conosciuti con il nome di Global Tes.

Messico: peggior ribasso da febbraio per i Peso Bond

I titoli obbligazionari denominati in pesos messicani sono stati protagonisti della loro peggiore performance degli ultimi quattro mesi: la lenta crescita dell’economia americana e la profonda crisi del debito che sta attanagliando il continente europeo sono i due motivi che hanno spinto gli investitori a evitare anche gli assets a reddito fisso del paese latino americano. Nel dettaglio, il rendimento dei bond che sono previsti in scadenza nel 2024 sono cresciuti di ventiquattro punti base dopo due settimane consecutive di perdite, attestandosi al 7,31% attuale, così come non veniva registrato dallo scorso 11 febbraio.

Coca Cola Femsa pianifica una nuova emissione di Peso Bond

Coca Cola Femsa, maggior imbottigliatore di bevande dolci di tutta l’America Latina, è intenzionata a tornare nel comparto obbligazionario nel breve termine: l’operazione finanziaria in questione dovrebbe prevedere la vendita di Peso Bond, strumenti messicani che non venivano sfruttati dalla compagnia da almeno due anni. L’obiettivo principale rimane quello di anticipare le mosse della banca centrale del Messico, la quale è pronta ad aumentare i tassi di interesse dal livello più basso di sempre. Già la scorsa settimana, comunque, Kof (la sigla con cui è conosciuta la società) ha ceduto titoli obbligazionari a tasso fisso per un importo totale di cinque miliardi di pesos: la scadenza in questione è stata fissata al 2021, mentre il tasso variabile consentirà una maturazione anticipata, nel 2016.

Messico: Peso Bond in calo dopo i dati sull’inflazione

Le obbligazioni denominate in pesos messicani sono state protagoniste ieri di un calo piuttosto consistente, la conseguenza più evidente delle ultime aspettative della banca centrale del paese centroamericano, la quale ha parlato espressamente di tassi di interesse più alti: volendo essere più precisi, i rendimenti relativi ai bond in scadenza nel 2024 (il ritorno economico iniziale era pari al 10%) sono cresciuti nel corso di questo mese, dato che i prezzi sono in costante diminuzione da diverso tempo, una situazione che non si registrava da ben cinque anni. I titoli hanno dunque perso 5,4 punti percentuali nel 2011, una perdita fin troppo chiara se raffrontata con quella dei bond brasiliani che presentano la stessa struttura e le medesime caratteristiche (-1,1%).

Argentina, rally dei peso bond grazie all’inflazione congelata

I bond argentini e l’indice dei prezzi al consumo sono ormai sempre più strettamente collegati: i titoli della nazione sudamericana collegati all’andamento dell’inflazione stanno infatti guadagnando da sei mesi consecutivi, un dato che non deve sorprendere, visto che si tratta della principale conseguenza dell’annuncio del governo di Buenos Aires, intenzionato a mantenere il tasso inflativo a livelli fissi. Il rendimento in questione (il riferimento va ai cosiddetti “peso bond” che scadranno nel 2033) è calato di ventuno punti base nel corso dell’ultimo mese, dopo che l’esecutivo argentino aveva fatto sapere che l’inflazione annua sarebbe stata congelata all’11,1%.

Bond argentini al loro livello minimo degli ultimi tre anni

I rendimenti dei bond del governo argentino non stanno certo vivendo uno dei loro momenti migliori, visto soprattutto che è stato raggiunto il più basso livello in termini quantitativi degli ultimi tre anni: il riferimento finanziario va in questo caso ai titoli obbligazionari del governo di Buenos Aires e che sono stati emessi in dollari. Uno dei fattori determinanti per una performance così positiva è stato senza dubbio l’incremento del debito valutario locale collegato al tasso di inflazione; la differenza di rendimento, calcolata in circa 153 punti base, non veniva registrata da agosto 2007, un risultato in controtendenza a quanto stimato sette mesi fa, periodo in cui i cosiddetti “peso bond” avevano guadagnato ben 5,6 punti percentuali.