Recordati: utile netto in ascesa nei primi nove mesi

Nei primi nove mesi del corrente anno il Gruppo farmaceutico Recordati ha conseguito una crescita dell’utile netto del 2,1% a 87 milioni di euro a fronte di un utile operativo a +1,6% a 123,9 milioni di euro. Questi sono infatti alcuni dei dati salienti esaminati ed approvati dal Consiglio di Amministrazione della società; nel periodo i ricavi netti consolidati, con un -1,4% rispetto al periodo gennaio – settembre 2009, si sono attestati a 548,6 milioni di euro a fronte di vendite farmaceutiche scese ma solo dell’1,1% a 529,6 milioni di euro. Per quel che riguarda l’evoluzione prevedibile della gestione, Recordati con una nota ufficiale ha fatto presente che anche nel corrente mese di ottobre l’attività del Gruppo è proseguita in linea con le attese, ragion per cui per l’intero 2010 si stima un utile netto pari all’incirca a 105 milioni di euro a fronte di ricavi annuali a 725 milioni di euro circa, ed un utile operativo atteso sul livello dei 155 milioni di euro.

Emergenti: Morgan Stanley valuta Brasile, Messico e Cile

Morgan Stanley, una delle banche d’affari più celebri d’America, ha stilato dei rating molto interessanti per quel che riguarda le principali economie emergenti: i dati che prevalgono sugli altri in maniera più netta sono quelli relativi all’America Latina, per la quale l’istituto newyorkese ha tagliato il proprio giudizio fino a un “sottovalutato” nell’ambito delle stime internazionali, mentre il portafoglio delle nazioni asiatiche è risultato sopravvalutato. C’è da approfondire queste due valutazioni così diverse. Anzitutto, l’America Latina, in base a quanto confermato da Jonathan Garner, il quale ricopre l’incarico di stratega per la sede di Hong Kong di Morgan Stanley, sta tendendo sempre più a delle performance inferiori alle aspettative nel corso delle fasi di correzione economica.

Banco Popolare: aumento capitale fino a due miliardi di euro

Un aumento di capitale da due miliardi di euro sia per dare un nuovo impulso e sostegno alle piccole imprese ed alle famiglie, sia per il rimborso dei cosiddetti Tremonti bond. Sono questi i principali obiettivi dell’operazione di ricapitalizzazione annunciata in via ufficiale dal Banco Popolare a fronte di un aumento che risulta essere garantito da un consorzio che, in qualità di global coordinators, è costituito da BofA Merrill Lynch e da Mediobanca, mentre in qualità joint bookrunners per l’operazione il Banco Popolare si avvarrà della collaborazione di Deutsche Bank, ma anche della Goldman Sachs e di Credit Suisse. L’operazione di aumento del capitale sociale del Banco Popolare, fino a due miliardi di euro, è stata approvata dai Consigli di Sorveglianza e di Gestione, ragion per cui ora tutto passerà all’approvazione da parte dell’Assemblea degli azionisti del Gruppo bancario che dovrà riunirsi in sede straordinaria. In particolare, il capitale potrà essere aumentato in una o più volte, fino a due miliardi di euro, entro un termine massimo di 24 mesi dalla deliberazione dell’Assemblea.

Exprivia: nuovo piano industriale, gli obiettivi

Exprivia, società quotata in Borsa a Piazza Affari, ed attiva nella consulenza e nello sviluppo di soluzioni IT, punta al 2013 al raddoppio dei ricavi, attesi per tale anno a 200 milioni di euro. E’ questo uno dei target del nuovo Piano Industriale 2010 – 2013 approvato dal Consiglio di Amministrazione della società ed illustrato alla comunità finanziaria. In particolare, a fronte del raddoppio dei ricavi Exprivia mira altresì ad un incremento della marginalità accompagnato dalla riduzione del debito; il tutto con l’obiettivo di andare a rafforzare la propria posizione di mercato nel settore della consulenza e dei servizi IT. Nello specifico, al 2013 la società stima di conseguire il 10% del proprio fatturato all’estero a fronte di una crescita per linee esterne in grado di generare annualmente un fatturato pari all’incirca a 60 milioni di euro. Al netto del finanziamento necessario per la crescita per linee esterne, Exprivia punta ad abbattere l’indebitamento del 25% mantenendo l’Ebitda margin sul livello del 15% del fatturato consolidato.

Vita Società Editoriale: debutto sull’AIM Italia

Ha fatto il proprio debutto in Borsa in data odierna, venerdì 22 ottobre 2010, sull’AIM Italia, Vita Società Editoriale S.p.A., content company specializzata nel settore del non profit. A darne notizia è stata la stessa società con un comunicato ufficiale nel far presente, tra l’altro, come in concomitanza con il primo giorno di negoziazione delle azioni ordinarie sia in mano al mercato il 43,64% delle quote. Il 14,72% è posseduto dalla Fondazione Vita; il 13,80% da P.I.A. – Partecipazioni Interessenze Azionarie S.p.A; l’8,32% da ICCREA Holding S.p.A.; il 6,48% dal Consorzio Gino Mattarelli; il 4,65% da MaIS S.p.A.; il 4,37% dall’Istituto Atesino di Sviluppo S.p.A.; ed infine il 4,02% dagli Eredi Sig. Carlo Caracciolo di Melito.

Fiat: ricavi terzo trimestre 2010 in aumento

Nel terzo trimestre dell’anno in corso, rispetto allo stesso periodo del 2009, il Gruppo Fiat ha conseguito una crescita dei ricavi dell’11,9% a 13,5 miliardi di euro. A darne notizia in data odierna è stata proprio la multinazionale automobilistica torinese nel sottolineare, inoltre, come nel periodo sia stato raggiunto un utile della gestione ordinaria che è quasi raddoppiato a 586 milioni di euro; questo grazie al contributo che hanno dato tutti i segmenti di business in cui opera Fiat che hanno portato a chiudere il trimestre con un utile netto che si è attestato a 190 milioni di euro. Come diretta conseguenza dei buoni risultati raggiunti, il Gruppo Fiat con un comunicato ufficiale ha reso noto alla comunità finanziaria d’aver innalzato gli obiettivi per l’intero anno fiscale 2010; nel dettaglio, Fiat ora stima per il Bilancio 2010 un utile della gestione ordinaria pari ad un minimo di 2 miliardi di euro a fronte di un indebitamento netto industriale sotto il livello dei quattro miliardi di euro.

Unicredit: fusione sette società controllate

E’ stato firmato nella giornata di ieri, martedì 19 ottobre 2010, a Torino, l’atto di fusione che dà piena efficacia alla fusione in Unicredit SpA di ben sette società controllate dal Gruppo bancario nell’ambito del cosiddetto progetto denominato “Insieme per i Clienti”. Il progetto, in accordo con quanto già reso noto nei mesi scorsi da Unicredit alla comunità finanziaria, permetterà da un lato di poter semplificare la struttura societaria, e dall’altro di andare ad incrementare ulteriormente il grado di soddisfazione dei clienti attraverso una maggiore vicinanza ai territori. “Insieme per i Clienti” non è altro che un modello divisionale che nel nostro Paese vede la suddivisione della clientela in quattro fasce. In “Famiglie” rientrano i clienti che hanno patrimoni fino a 500 mila euro; “Private” per i clienti con patrimoni sopra i 500 mila euro; “PMI” è per le imprese che annualmente hanno un fatturato inferiore ai 50 milioni di euro, mentre “Corporate” è il segmento di clientela business con patrimoni oltre i 50 milioni di euro.

Terna: acconto dividendo 2010 approvato dal CdA

Sarà messo in pagamento il mese prossimo, per la precisione nella giornata di giovedì 25 novembre 2010, con stacco cedola tre giorni prima, il 22 novembre 2010, l’acconto sul dividendo 2010 della società Terna che si occupa nel nostro Paese del dispacciamento dell’energia elettrica. A darne notizia è stata la stessa Terna con un comunicato ufficiale dopo che il Consiglio di Amministrazione della Società, riunitosi in data odierna, lunedì 18 ottobre 2010, ha approvato la cedola che, a valere come acconto sulla distribuzione degli utili del Bilancio d’esercizio 2010, è pari ad 8 centesimi di euro per azione. L’acconto quindi aumenta del 14,3% rispetto alla stessa cedola pagata in acconto a valere sul Bilancio d’esercizio dello scorso anno, ed è stato approvato dal Consiglio di Amministrazione in base a quanto è stato proposto da Flavio Cattaneo, l’Amministratore Delegato di Terna. La deliberazione da parte del CdA, inoltre, è avvenuta sia a seguito del parere formulato da KPMG, la società di revisione, sia dei risultati conseguiti nei primi mesi del corrente anno unitamente all’evoluzione prevedibile della gestione per l’intero 2010.

Pirelli & C. rivede al rialzo i target 2010

In vista della messa a punto del nuovo Piano triennale, a valere sugli anni dal 2011 al 2013, giovedì scorso, 14 ottobre 2010, si è riunito il Consiglio di Amministrazione di Pirelli & C. SpA, nel corso del quale sono stati esaminati i dati preliminari dei primi nove mesi del 2010, ovverosia quelli fino al 30 settembre scorso. Ebbene, in accordo con una nota ufficiale emessa da Pirelli & C. SpA, i dati esaminati sono positivi al punto che la società ha ufficialmente rivisto al rialzo i target sia di Gruppo, sia quelli di Pirelli Tyre. Nel dettaglio, ora il Gruppo Pirelli & C. stima ricavi sopra il livello dei 4,9 miliardi di euro a fronte di un Ebit sopra il 7,5% rispetto al valore del 7% precedentemente stimato, mentre l’indebitamento finanziario è atteso sotto i 700 milioni di euro a fronte di un Ebit pari a 380 milioni di euro circa. Per Pirelli Tyre l’Ebit 2010 è atteso a 420 milioni di euro circa rispetto ai 360 milioni di euro stimati in precedenza, mentre i ricavi sono attesi oltre i 4,7 miliardi di euro.

Olidata: il CdA convoca Assemblea straordinaria

Il Consiglio di Amministrazione di Olidata ha convocato per il prossimo 26 novembre 2010, in prima convocazione, ed eventualmente il 29 novembre 2010 in seconda convocazione, l’Assemblea straordinaria dei Soci. A darne notizia con un comunicato ufficiale è stata la stessa società dopo che il CdA stesso ha rilevato come l’adeguamento del valore di magazzino legato all’aggiudicazione di una  gara in Uruguay vada a generare perdite tali da ridurre il capitale sociale al di sotto del minimo previsto dalla Legge. Nel dettaglio, per il tramite del proprio partner commerciale Cileno, Olidata s’è aggiudicata in via indiretta una gara in Uruguay avente in oggetto 40.000 unità di Jumpc ad un prezzo inferiore a quello con cui le rimanenze risultano essere contabilizzate.

Intesa Sanpaolo compra il 51% di Banca Monte Parma

A fronte di un prezzo pari a 159 milioni di euro, il Gruppo bancario Intesa Sanpaolo ha reso noto nella giornata di ieri, venerdì 15 ottobre 2010, d’aver siglato con la Fondazione Monte di Parma un accordo finalizzato all’acquisizione del controllo di Banca Monte Parma attraverso una quota pari al 51% del capitale sociale; contestualmente, per la stessa quota di possesso, Intesa Sanpaolo andrà a sottoscrivere in Banca Monte Parma un aumento di capitale, riservato in sottoscrizione ai soci, per un importo pari a 75 milioni di euro attraverso l’emissione di azioni ordinarie in base al valore del patrimonio netto contabile.

Rbs e inflazione, ceduti venti milioni di euro di structured notes

Il gruppo britannico Royal Bank of Scotland ha deciso di procedere alla cessione di oltre venti milioni di euro per quel che riguarda structured notes (si tratta di un tipo di azioni ibride che tendenzialmente cambiano la propria struttura a seconda delle condizioni) collegate al tasso di inflazione europea; si tratta di una operazione finanziaria piuttosto importante, ma che deve essere esaminata in tutti i suoi dettagli. Anzitutto, c’è da dire che questi titoli beneficeranno di una scadenza fissata a sei anni, mentre verrà pagato un coupon fisso pari a tre punti percentuali nel primo triennio, secondo quanto emerge dalla nota pubblicata dalla stessa Rbs. Immediatamente dopo questo periodo di tempo, lo strumento in questione passa poi a un coupon che invece paga l’indice armonizzato dei prezzi al consumo nel Vecchio Continente, con un versamento minimo che è stato fissato anch’esso al 3%.

Enel Green Power: IPO, fissata la forchetta di prezzo

Da un minimo non vincolante di 1,80 euro per azione ad un massimo vincolante di 2,10 euro per azione, corrispondente al prezzo massimo del collocamento. E’ questo l’intervallo indicativo di prezzo per l’IPO di Enel Green Power al fine di permettere, nell’ambito dell’Offerta Globale di Vendita delle azioni, con conseguente quotazione e negoziazione delle stesse sul mercato azionario italiano e spagnolo, la raccolta delle manifestazioni di interesse da parte degli investitori istituzionali. In base ai valori del prezzo minimo e del prezzo massimo, la forchetta, in termini di controvalore complessivo, spazia da un minimo di 9 miliardi di euro ad un massimo di 10,5 miliardi di euro. A questo punto, per quel che riguarda il prezzo finale di collocamento sul mercato delle azioni Enel Green Power, comunque non superiore al prezzo massimo di collocamento pari a 2,10 euro, si terrà conto, tra l’altro, delle condizioni dei mercati finanziari.

Enel Green Power: Ipo, via libera al Prospetto Informativo

Procede a grandi passi l’operazione che porterà la controllata “verde” di Enel, Enel Green Power, allo sbarco in Borsa a Piazza Affari. Nella giornata di ieri, mercoledì 13 ottobre 2010, Enel Green Power S.p.A. ha infatti reso noto d’aver ricevuto dalla Commissione Nazionale per le Società e la Borsa (Consob) l’autorizzazione sia alla pubblicazione del Prospetto Informativo inerente l’Offerta Pubblica di Vendita delle azioni ordinarie Enel Green Power, sia alla quotazione delle azioni sul mercato. L’autorizzazione da parte della Consob segue quindi quella che, l’11 ottobre 2010, Enel Green Power ha a sua volta acquisito da Borsa Italiana S.p.A. per l’ammissione a quotazione delle azioni della società sull’MTA, il Mercato Telematico Azionario. Per Enel Green Power, inoltre, è prevista altresì un’Offerta Pubblica di Vendita anche in Spagna.