Zucchero alle stelle a Bangkok, il future londinese in recupero

di Redazione Commenta

Lo zucchero sta diventando il desiderio più impellente di tutta Bangkok e il motivo è piuttosto semplice: in effetti, non bisogna dimenticare che la Thailandia rappresenta il secondo paese al mondo per quel che concerne l’esportazione del dolce prodotto, ma il 2010 rischia di essere il primo anno in cui questa tendenza non verrà confermata, con un più che probabile ricorso alle importazioni dall’estero. Cosa è successo di preciso? Le scorte si sono impoverite a causa, soprattutto, della grave siccità che ha funestato la nazione asiatica, un fenomeno che ha avuto delle ripercussioni fortissime, dato che gran parte degli agricoltori traggono sostentamento proprio dallo zucchero. La situazione non è affatto piacevole, ma rischia anche di peggiorare; il mercato locale si trova in netta difficoltà anche per motivi extra-climatici, tra cui il contrabbando dilagante, che è uno dei motivi principali per la gestione folle dei prezzi del comparto in questione.

 

Stando alle cifre ufficiali che vengono fornite dal governo thailandese, ai consumi interni di zucchero sono riservati ben due milioni di tonnellate, vale a dire ben un terzo dell’intera produzione locale, anche se c’è l’auspicio ben preciso di aumentare questa quota fino ai due milioni e mezzo, alla luce dell’esaurimento delle scorte nel periodo compreso tra gli scorsi mesi di dicembre e febbraio. Quali conseguenze bisogna aspettarsi per quel che riguarda i principali mercati a livello internazionale?

 

L’ancora di salvataggio sarà senza dubbio la nuova produzione di zucchero che proviene dal Brasile, come compensazione alle “lacune” di Bangkok, ma i ritardi nei trasporti e nelle zone di imbarco, le cui attività sono attualmente molto rallentate, rischiano di vanificare il tutto. Gli investitori interessati dovranno prestare la massima attenzione alla piazza londinese: tutti coloro che avevano provveduto a vendere allo scoperto, stanno ora tentando di riparare la situazione, mentre il future per le consegne del prodotto alimentare è stato in grado di guadagnare ben 5,3 punti percentuali, arrivando fino al suo livello massimo da marzo.

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