Wells Fargo torna a quotare titoli decennali in dollari

Wells Fargo vanta sicuramente un importante primato negli Stati Uniti, vale a dire quello di principale istituto per quel che concerne i prestiti immobiliari; eppure erano quasi quattro anni che la stessa compagnia di San Francisco non emetteva titoli con scadenza a dieci anni e che beneficiavano della denominazione in dollari. L’attesa è comunque finita e il lancio dei prodotti in questione è stato reso possibile dall’annuncio di un dividendo speciale relativo al primo trimestre del 2011, oltre ad alcuni riacquisti di azioni proprie. Di cosa si tratta esattamente? La banca statunitense ha provveduto a emettere titoli obbligazionari per un importo totale di 2,5 miliardi di dollari e con un rendimento pari al 4,6%; dunque, la scadenza sopraggiungerà nel mese di aprile del 2021, mentre il ritorno economico appena menzionato supera di 130 punti base quello degli stessi strumenti emessi dal Tesoro.


L’ultimo lancio di queste dimensioni e con le medesime caratteristiche risaliva agli ultimi mesi del 2007, quando i titoli beneficiarono di un rendimento pari al 5,62% e di un ammontare complessivo di tre miliardi di dollari. Giusto una settimana fa, poi, la stessa Wells Fargo aveva annunciato di voler pagare un dividendo di sette centesimi per ogni azione nel corso dei primi tre mesi di quest’anno, mentre il riacquisto dovrebbe ricomprendere circa duecento milioni di altre azioni. Tra l’altro, l’istituto rappresenta uno dei primi enti a cui i regolatori bancari hanno consentito di aumentare gli importi di tali pagamenti.

I nuovi strumenti potranno vantare dei rating molto interessanti, ovvero A1 secondo Moody’s (buona affidabilità dell’investimento) e AA- da parte di Standard & Poor’s (affidabilità ottima). Infine, bisogna sottolineare come i Credit Default Swap (Cds) di Wells Fargo, utilizzati dagli investitori per speculare contro le perdite o direttamente sul credito, sono calati di 16,4 punti base negli ultimi dodici mesi: la quotazione attuale è pari a 81,5 punti secondo i dati forniti da Cma.

Lascia un commento