Trading cereali: nasce società europea degli agricoltori

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Al fine di salvare la produzione made in Italy del pane e della pasta, nasce “Filiera Agricola Italiana”, una società di trading in cereali che si occuperà di gestire la contrattualistica nell’ambito della coltivazione e della commercializzazione di oltre 20 milioni di quintali annui tra grano tenero per il pane, soia, girasole e grano duro per la produzione della pasta; trattasi in tutto e per tutto di una società di trading degli agricoltori di prodotti non ogm e di origine italiana grazie alla presenza in “Filiera Agricola Italiana” di quattro società cooperative, una società di servizi della Legacoop e di Consorzi Agrari d’Italia, due organizzazioni dei produttori agricoli e ben diciotto consorzi agrari. L’iniziativa, in accordo con quanto ha dichiarato il Presidente della Coldiretti Marini, nasce con l’intento di tutelare la produzione di pasta e di pane made in Italy visto che sul mercato italiano una confezione di prodotto su tre si trova a scaffale, pronta per la vendita al dettaglio, spacciata come italiana ma che invece, senza alcuna indicazione in etichetta, è un prodotto realizzato con il grano proveniente dall’estero.

Si vogliono tra l’altro così combattere le speculazioni di mercato caratterizzate negli ultimi tre anni da una forte volatilità delle quotazioni del grano, con oscillazioni tra minimo e massimo pari a ben il 200%, che hanno causato effetti negativi sui consumatori e sulle imprese con la conseguenza che di questo passo si metterebbero a rischio per il futuro anche le scorte alimentari strategiche per effetto dell’abbandono delle terre fertili da parte degli agricoltori che, anche per effetto proprio della concorrenza sleale dall’estero, rischiano di abbandonare i campi e, quindi, a chiudere in quanto non riescono più a recuperare neanche i costi di produzione.

Che ci siano delle speculazioni di mercato basti pensare al prezzo del pane, venduto in Italia a 2,65 euro al chilo quando invece un chilo di grano viene pagato all’agricoltore 0,16 centesimi di euro, lo stesso prezzo di venti anni fa!

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