Borsa di Milano: allevatori contro l’economia di carta

di Fil Commenta

Da quando quattro anni fa è scoppiata in America la bolla dei mutui subprime, i Paesi più industrializzati hanno dovuto affrontare sfide difficili. La crisi finanziaria prima, poi quella economica con la recessione, poi quella occupazionale; in ultimo da circa un anno, a più riprese, abbiamo assistito alla crisi dei debiti sovrani con la Grecia a fare sia da apripista, sia da capofila in tale ambito. Con il piano da 160 miliardi di euro per la Grecia, varato nei giorni scorsi dall’Ue e dall’FMI, il Fondo Monetario Internazionale, sembra si sia finalmente arrestata la speculazione; ma quanto durerà? La domanda è d’obbligo visto che l’economia di carta sta nella sostanza uccidendo l’economia reale. 

Ad affermarlo è la Coldiretti che martedì prossimo, 26 luglio del 2011, a partire dalle ore 10, a Milano, proprio davanti alla Borsa, sarà presente con tanti allevatori provenienti un po’ da tutta Italia per protestare. In particolare, a Piazza Affari gli allevatori porteranno i maiali, ai quali gli agricoltori non riescono più a garantire un pasto adeguato. Questo avviene proprio a seguito delle speculazioni finanziarie sulle materie prime che vanno ad intaccare l’economia vera, quella reale fatta di cose tangibili e non di derivati e surrogati finanziari.

A livelli record in questo momento non c’è infatti solo l’oro, ma anche le materie prime alimentari con la conseguenza che in Italia le stalle rischiano di chiudere con tutto quel che ne consegue sull’occupazione agricola e sul nostro made in Italy. Secondo quanto afferma la Coldiretti con una nota, di questo passo nel nostro Paese i prosciutti ed i salami italiani rischiano di scomparire dalle tavole a causa sia delle speculazioni, sia della concorrenza sleale dei prodotti importati dall’estero che sempre più spesso vengono spacciati come nostrani; e chiaramente con le truffe del falso made in Italy ci rimettono gli allevatori italiani, ma viene messa a rischio anche la sicurezza in campo alimentare dei consumatori.

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