Telecom Italia, cosa aspettarsi con Labriola

di Valentina Cervelli Commenta

Sono giornate complesse e molto importanti quelle che sta vivendo Telecom Italia: il titolo sta avendo alcune difficoltà in borsa questi giorni arrivando a perdere circa il 4% nella sola giornata di ieri: Pietro Labriola dovrebbe aver presentato le linee guida del piano industriale triennale al cda. Cosa aspettarsi?

Piano di Telecom per investimenti futuri

In attesa di un comunicato ufficiale sono le indiscrezioni stampa a farla da padrona: per il momento quello su cui tutti sono d’accordo è che nella giornata di ieri Pietro Labriola, attuale direttore generale e principale candidato a ricoprire il ruolo di amministratore delegato, dovrebbe aver presentato come anticipato al consiglio di amministrazione di Telecom, le linee guida del piano industriale che debutterà ufficialmente il mese prossimo.

Secondo quanto riportato da Il Messaggero, vi sarebbero 18 mesi di tempo per dare via allo spin off e alla fusione con Open Fiber in modo di dare la possibilità a Fibercop di partecipare in modo autonomo alle gare previste per il PNRR. Per quel che riguarda il debito si parlerebbe di un allocazione del 60% sulla rete, corrispondenti a 10 miliardi su 18 miliardi complessivi e l’ebitda di NetCo verrebbe quindi quantificata intorno ai 2 mld. In tal senso è interessante ascoltare quella che è l’opinione di Equita sull’intera faccenda, la quale sostiene che i rischi di un piano “stand alone” come quello che Telecom avrebbe in mente è collegato al “rischio di execution della fusione con OF, alla leva comunque significativa su entrambi gli asset in una fase di elevati investimenti e di credit rating già sotto pressione, al trend del business retail” che sarebbe sofferente per il potenziale impatto dell’entrata di Iliad nel mercato della rete fissa.

Obiettivi specifici da raggiungere

 

Tornando al piano industriale di Telecom, secondo Radiocor vi sarebbero al suo interno specifici obiettivi come il rilancio commerciale, l’ammodernamento ed efficientamento dei servizi di Tim e, importante, la scissione del gruppo in NetCo e ServiceCo. La reazione alla relazione presentata da Pietro Labriola sarebbe stata sia positiva che costruttiva.

Secondo l’agenzia il piano sarebbe stato apprezzato e definito solido, anche da Giovanni Gorno Tempini, presidente di Cassa Depositi e Prestiti che in Tim è secondo azionista dopo Vivendi. Mentre si attende la nomina di Labriola ad amministratore delegato il prossimo 21 gennaio, deve essere sottolineato che il fondo statunitense KKR è ancora in attesa per quel che concerne la sua richiesta di due diligence dopo la manifestazione d’interesse legata all’acquisizione del 100% del gruppo. Cosa accadrà potrà raccontarlo solo il tempo con il passare dei giorni.

 

 

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