Atlantia mette freno a trattative con Cassa Depositi e Prestiti

di Valentina Cervelli Commenta

Atlantia ha fermato le trattative esclusive con Cassa Depositi e Prestiti in merito ad Autostrade, optando per la presa in considerazione di una vendita aperta anche ad altri possibili acquirenti. Un passo che forse qualcuno, osservando il comportamento della holding dei Benetton si aspettava.

 

Atlantia e Cdp, cosa accade ora?

I rapporti tra Governo e Atlantia in merito ad Autostrade sono stati molto difficili dal crollo del ponte Morandi di Genova occorso due anni fa, ma sembrava che a metà dello scorso mese entrambe le parti si fossero decise a trovare un accordo, mettendo fine a un tira e molla che stava quasi diventando ridicolo. Ora il rischio, più che concreto, è che ci si trovi con un nulla di fatto tra le mani.

Per il consiglio di amministrazione di Atlantia la trattativa con Cassa Depositi e Prestiti per il passaggio di Autostrade per l’Italia sotto il controllo di Cdp si sarebbe fatta troppo complessa e quindi si è deciso partire con un “meccanismo di valorizzazione alternativo” dell’asset in questione, aprendo ad altri investitori.  All’interno della comunicazione è stato sottolineato:

[..] allo stato si rilevano concrete difficoltà nel proseguimento positivo delle trattative, non solo per concordare la definizione di meccanismi volti alla determinazione di un valore di mercato di Aspi, ma anche per effetto di richieste avanzate da parte di Cdp su ulteriori impegni al di fuori di quanto rappresentato nella lettera del 14 luglio 2020.

Una lettera che era stata scritta sulla base di quanto concordato insieme a Palazzo Chigi per trovare una reale soluzione al problema della revoca della concessione.

Una mossa non proprio inaspettata

Atlantia sottolinea che le soluzioni alternative sono studiate e intraprese “con spirito di buona fede” per dare modo di arrivare comunque a una separazione tra la società e Autostrade, seguendo comunque la traccia messa a punto con il Governo, ma senza dare allo stesso, o meglio a Cassa Depositi e Prestiti quella via preferenziale data finora.

Una decisione, quella di Atlantia, che porta automaticamente a chiedersi se il problema non stia nella difficoltà di trovare un accordo tra le parti sul valore di Aspi per ciò che concerne la quotazione in Borsa.  Si sottolinea nella nota che accompagna i risultati semestrali della holding dei Benetton:

Pur considerando le nuove proposte formulate nel mese di luglio 2020 da Autostrade per l’Italia e Atlantia e la disponibilità manifestata anche da parte del governo di voler giungere ad accordo, permangono significative incertezze principalmente riconducibili ai contenuti, alle modalità e ai tempi di attuazione per addivenire alla conclusione degli accordi.

Sembra di rivedere quella gran brutta pagina finanziaria che Atlantia segnò con il suo coinvolgimento in Alitalia.

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