Autostrade, è rottura tra Governo e Benetton? Arriva ultimatum Conte

di Valentina Cervelli Commenta

La pazienza di Giuseppe Conte sta per finire e per tale motivo scatta l’ultimatum: o si trova una quadra sull’accordo o scatta la revoca della concessione. Non si può perdere più tempo su un tema così importante che si trascina ormai da troppo tempo.

Revoca della concessione se non verranno rispettate regole

Il premier lo ha sottolineato più volte anche con i ministri coinvolti nell’operazione e in particolare con quello dell’Economia Roberto Gualtieri e quello dei Trasporti Paola De Micheli: la priorità è quella di chiudere la partita con i Benetton, mettendo definitivamente fine alla questione autostrade.

Un raccomandazione, quella di chiudere in fretta, che è stata fatta anche a Fabrizio Palermo, l’amministratore delegato di Cassa depositi e prestiti, la quale sta trattando direttamente con Atlantia, la società attraverso la quale i Benetton controllano Autostrade. Il problema attuale? Nonostante gli sforzi e le trattative, per i Benetton ancora non ci sono le condizioni per arrivare alla firma del memorandum di intesa. Tante promesse e nessun risultato.

Qualcosa di inaccettabile che potrebbe portare il presidente del Consiglio Giuseppe Conte a “stancarsi” e a far scattare la revoca alla quale si sta tentando di non ricorrere con tutte le forze. La pressione si sta facendo alta: da parte di CDP che chiede il rispetto del “crono-programma” concordato a luglio e da parte del Ministero dei Trasporti su Autostrade. Oggi il cda di Atlantia  ha deliberato di avviare parallelamente allo Spin-off un processo competitivo, gestito da advisor finanziari indipendenti, per la vendita dell’intera quota dell’88,06% detenuta in Aspi.Un processo rivolto sia a Cdp che ad altri investitori istituzionali.

Un percorso del quale CDP deve fare parte

E’ importante ricordare che il programma di Atlantia prevede lo scorporo di Autostrade fino all′88%, la quotazione in Borsa della nuova società che nascerà dalla scissione e poi la vendita sul mercato. CDP non ne sarebbe tirata fuori ma rischierebbe di doversi comportare come un qualsiasi investitore: qualcosa che non coincide con la lettera di impegni di metà luglio firmata dai Benetton.

E che il Governo vuole portare avanti con Cassa Depositi e Prestiti che entra subito dentro Autostrade attraverso un aumento di capitale riservato. In questo modo non arriveranno soldi in mano ai Benetton: cosa che invece potrebbe accadere in caso opposto.

Sono tante le cose da sistemare e le incognite che al momento ancora non hanno risposta. E’ logico ipotizzare che la mossa di Giuseppe Conte potrebbe arrivare a stretto giro, se le decisioni dei Benetton non saranno quelle auspicate.

 

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