San Marino potrebbe lanciare Titano, la sua criptovaluta

di Valentina Cervelli Commenta

Una criptovaluta, Titano, per affrontare l’emergenza Covid19. E’ questo uno dei piani ai quali l’amministrazione di San Marino sta pensando per far fronte alla crisi finanziaria scaturita dallo stop alle attività resosi necessario anche nel piccolo stato europeo con sede nella Penisola.

Cosa è Titano

San Marino quindi, secondo alcune indiscrezioni, sarebbe in procinto di lanciare la sua criptomoneta tentando, tra le altre cose, di accelerare le operazioni che la riguardano.  San Marino è uno stato a sé stante collocato tra le Marche e l’Emilia Romagna e conta 34 mila abitanti e come molti altri paesi del globo si trova ad affrontare le conseguenze della crisi scatenata dall’emergenza Coronavirus. Nel suo bilancio attualmente vi è un debito di 360 milioni, ingente per la sua grandezza.

Il segretario dell’economia di San Marino, secondo ciò che ha riportato Milano Finanza, avrebbe pensato a due soluzioni specifiche per risolvere il problema della liquidità: l’emissione di titoli di stato per 500 milioni da collocare sul mercato internazionale o emettere il Titano, una valuta virtuale, da caricare sulla Smac card, una carta elettronica molto utilizzata sul territorio. Questa valuta digitale concorrerebbe al pagamento di stipendi e pensioni per una quota inferiore al 30% e verrebbe utilizzata per “generare liquidità” e quindi per aiutare imprese e famiglie che corrispondono a determinate caratteristiche. Questa cripto, molto simile a una stablecoin, potrà essere spesa solo a San Marino e sarà ritirata dal mercato nel caso in cui dovesse circolare troppo. Importante: un Titano sarà pari a un euro.

Titano è davvero una criptovaluta?

Il Titano potrà essere davvero considerato una criptovaluta? E’ una domanda che molti si pongono e alla quale non è stato ancora possibile dare una risposta chiara, visto che relativamente al progetto manca ancora qualsiasi riferimento alla tecnologia blockchain. Non solo: si tratterà di una moneta decisamente centralizzata visto dato che sarà direttamente lo Stato a decidere l’ammontare della supply della stessa e lo stesso potrà eseguire il ritiro della valuta nel caso in cui l’ammontare in giro fosse superiore al previsto.

A prescindere da quelle che saranno le caratteristiche che la riguarderanno, Titano potrebbe divenire la prima valuta digitale di stato emessa, superando anche lo Yuan digitale cinese. Questa cripto sembra essere una CBDC light rispetto a quelle in via di sviluppo nel mondo, una sorta di token pensato per essere usato con  una tessera, utilizzata per accumulare punti e avere sconti nei negozi convenzionati della Repubblica. Insomma una forma di liquidità pura e semplice.

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