Si attendeva con una certa curiosità il lancio del Fondo Italiano di Investimento, lo strumento finanziario reclamato a gran voce dal ministro dell’Economia, Giulio Tremonti: l’iniziativa in questione, la quale altro non è che una stretta collaborazione tra Tesoro, sistema bancario e Confindustria, è presieduta dall’economista d’impresa Marco Vitale, ma è stato proprio l’ultimo consiglio di amministrazione a deludere le attese. Si tratta, per la precisione, del fondo d’investimento che focalizza le proprie attenzioni sulle piccole e medie imprese e la giornata di ieri doveva essere decisiva per la nomina del responsabile del private equity. Un altro tassello che manca per comporre questo intricato puzzle, inoltre, è quello relativo alla selezione degli stessi prodotti e al loro livello massimo di allocazione.
Poltrona Frau: alleanza con Da Vinci per il mercato asiatico
Poltrona Frau Group, società italiana quotata in Borsa a Piazza Affari, ha siglato per il mercato asiatico un’importante alleanza con Da Vinci che permetterà un rafforzamento ed un’accelerazione del business nell’area. Questo perché Da Vinci è proprio in Asia il primo gruppo riconosciuto nell’ambito delle soluzioni d’arredo di alta gamma con oltre venti showroom sparsi in Malesia, Cina, Singapore, Indonesia ed Hong Kong. Di conseguenza, il Gruppo Poltrona Frau sottolinea la crescente importanza del mercato asiatico sui propri livelli di ricavi, ed ha confermato con un comunicato ufficiale l’incremento del 30% per quest’anno e di oltre il 20% in media per i prossimi anni. La rete commerciale in Asia prosegue nel suo processo di espansione con Mumbai e Sidney, Seul per Cassina, ma anche con il quinto show room a Taiwan. Entro l’anno il Gruppo aprirà anche a Melbourne, così come Poltrona Frau, Cappellini e Cassina saranno presenti a Pechino ed a Shangai negli showroom di Da Vinci.
Enel Green Power: IPO, fissata la forchetta di prezzo
Da un minimo non vincolante di 1,80 euro per azione ad un massimo vincolante di 2,10 euro per azione, corrispondente al prezzo massimo del collocamento. E’ questo l’intervallo indicativo di prezzo per l’IPO di Enel Green Power al fine di permettere, nell’ambito dell’Offerta Globale di Vendita delle azioni, con conseguente quotazione e negoziazione delle stesse sul mercato azionario italiano e spagnolo, la raccolta delle manifestazioni di interesse da parte degli investitori istituzionali. In base ai valori del prezzo minimo e del prezzo massimo, la forchetta, in termini di controvalore complessivo, spazia da un minimo di 9 miliardi di euro ad un massimo di 10,5 miliardi di euro. A questo punto, per quel che riguarda il prezzo finale di collocamento sul mercato delle azioni Enel Green Power, comunque non superiore al prezzo massimo di collocamento pari a 2,10 euro, si terrà conto, tra l’altro, delle condizioni dei mercati finanziari.
Uni Land acquista partecipazione in Immobiliare Gualtieri
Uni Land, società quotata in Borsa a Piazza Affari, ha reso noto d’aver acquisito una quota di maggioranza, pari al 55%, in Immobiliare Gualtieri S.r.l., una società di Italprogetti Costruzioni S.p.A., a sua volta controllata dalla Fimmco S.p.A., per un corrispettivo pari a 2,17 milioni di euro. In merito all’operazione è stato firmato l’atto notarile per una partecipazione di una società, la Immobiliare Gualtieri S.r.l. appunto, che risulta essere proprietaria a Gualtieri, in Provincia di Reggio Emilia, di un centro commerciale che, con una superficie lorda pari all’incirca a 11 mila metri quadrati, risulta essere in fase di costruzione. Il centro commerciale è composto da ben 36 negozi, unitamente ad una sala cinematografica, di cui la quasi totalità risulta essere già stata commercializzata a dei primari operatori retail.
Enel Green Power: Ipo, via libera al Prospetto Informativo
Procede a grandi passi l’operazione che porterà la controllata “verde” di Enel, Enel Green Power, allo sbarco in Borsa a Piazza Affari. Nella giornata di ieri, mercoledì 13 ottobre 2010, Enel Green Power S.p.A. ha infatti reso noto d’aver ricevuto dalla Commissione Nazionale per le Società e la Borsa (Consob) l’autorizzazione sia alla pubblicazione del Prospetto Informativo inerente l’Offerta Pubblica di Vendita delle azioni ordinarie Enel Green Power, sia alla quotazione delle azioni sul mercato. L’autorizzazione da parte della Consob segue quindi quella che, l’11 ottobre 2010, Enel Green Power ha a sua volta acquisito da Borsa Italiana S.p.A. per l’ammissione a quotazione delle azioni della società sull’MTA, il Mercato Telematico Azionario. Per Enel Green Power, inoltre, è prevista altresì un’Offerta Pubblica di Vendita anche in Spagna.
Deutsche Bank: debutto ufficiale nel mercato degli Etc
Deutsche Bank rappresenta da sempre uno dei principali riferimenti per molti tipi di investimento finanziario, ma fino a questo momento mancava ancora un segmento da “esplorare”, gli Exchange Traded Commodities: questa lacuna è stata prontamente colmata dal gruppo bancario di Francoforte, il quale si appresta a debuttare in maniera ufficiale sul mercato con ben sei Etf fisici che faranno riferimento ai principali metalli preziosi. L’istituto teutonico si tuffa dunque con entusiasmo nell’avventura degli Etc: come primo passo, è stato deciso di collegare i prodotti a metalli come l’oro (gli Exchange Traded Commodities in questione saranno due, con la possibilità di scegliere tra la copertura o meno sul rischio di cambio tra euro e dollaro), l’argento (altri due strumenti, con la medesima copertura degli Etc aurei), platino e palladio (in questo, si beneficerà invece della sopracitata copertura dai rischi).
Source propone un nuovo fondo: fari puntati sull’azionario europeo
Source, la società londinese attiva principalmente nell’emissione di Etf ed Etc, torna a far parlare di sé per un nuovo fondo che potrebbe interessare a molti investitori: nello specifico, il prodotto finanziario in questione, denominato Msci Emu Small Cap Etf, è stato ideato per quei soggetti che vogliono puntare le loro strategie di portafoglio sul continente europeo, in particolare, come suggerisce lo stesso nome, l’indice Msci Emu Small Cap Total Return. In pratica, questo specifico strumento si presenta come un fondo capace di garantire le migliori performance dell’indice, chiedendo in cambio una commissione di gestione pari allo 0,40% per ogni anno in cui si detiene il prodotto. L’Msci Emu è uno dei riferimenti più importanti per quel che concerne il Vecchio Continente, visto che si tratta in realtà di un paniere composto da ben 568 titoli diversi, i quali beneficiano di una capitalizzazione di mercato non altissima (fino a 3,5 miliardi di euro).
Bond argentini al loro livello minimo degli ultimi tre anni
I rendimenti dei bond del governo argentino non stanno certo vivendo uno dei loro momenti migliori, visto soprattutto che è stato raggiunto il più basso livello in termini quantitativi degli ultimi tre anni: il riferimento finanziario va in questo caso ai titoli obbligazionari del governo di Buenos Aires e che sono stati emessi in dollari. Uno dei fattori determinanti per una performance così positiva è stato senza dubbio l’incremento del debito valutario locale collegato al tasso di inflazione; la differenza di rendimento, calcolata in circa 153 punti base, non veniva registrata da agosto 2007, un risultato in controtendenza a quanto stimato sette mesi fa, periodo in cui i cosiddetti “peso bond” avevano guadagnato ben 5,6 punti percentuali.
Natixis autorizza la negoziazione di certificati Altiplano
C’è una novità piuttosto importante per gli investitori che amano in misura particolare i portafogli focalizzati sui certificati: l’annuncio in questione risale a pochi giorni fa e si riferisce a Borsa Italiana spa e alla sua ultima emissione, visto che sono stati ammessi alla quotazione in questo specifico segmento dei certificates di Natixis Structured Products Limited, con la garanzia fondamentale e irrevocabile dell’omonimo gruppo bancario transalpino. Tale negoziazione fa riferimento al prospetto di base che è denominato come “Eur 1.000.000.000 German Certificate Programme”, il quale beneficia di una importante approvazione, vale a dire quella della Cssf (acronimo che indica la Commission de Surveillance du Secteur Financier).
NoemaLife vince gara nuovo ospedale di Bergamo
In raggruppamento temporaneo di impresa con Ernst & Young, NoemaLife, società quotata in Borsa sull’MTA, il Mercato Telematico Azionario gestito da Borsa Italiana S.p.A., s’è aggiudicata presso il Beato Giovanni XXIII, il nuovo ospedale di Bergamo, la gara per realizzare il sistema informativo ospedaliero. A darne notizia in data odierna con una nota ufficiale è stata proprio NoemaLife nel far presente che è stato formalizzato il contratto finalizzato all’aggiudicazione della gara d’appalto, e che la commessa ha un controvalore pari a 2,64 milioni di euro. Il nuovo Ospedale Beato Giovanni XXIII, che è dell’azienda Ospedaliera “Ospedali Riuniti di Bergamo”, in accordo con quanto fa presente NoemaLife è stato pensato e costruito al fine di poter garantire in spazi temporali concentrati sia prestazioni sempre più numerose, sia prestazioni anche complesse a livello tecnico.
Fotovoltaico: Kinexia, contratto per impianto su serre
Saranno ultimati presumibilmente entro l’anno i lavori per la costruzione, in Provincia di Carbonia – Iglesias, di un impianto fotovoltaico su serre avente una potenza complessiva cumulata pari a ben 4 MW. A darne notizia è stato il Gruppo Kinexia, società quotata in Borsa a Piazza Affari, che si è aggiudicata il relativo contratto, avente un controvalore chiavi in mano pari a 13,2 milioni di euro, anche attraverso Sa Gea S.r.l, la propria controllata sarda, e Kinexia Volteo Energie S.p.A., la propria sub-holding. Il contratto stipulato, oltre alla costruzione del complesso serricolo ad uso agricolo unitamente all’impianto fotovoltaico integrato sulle coperture, prevede anche le attività di “O&M”, ovverosia di manutenzione e di gestione dell’impianto che, in particolare, garantirà grazie alla produzione di energia pulita la mancata emissione in atmosfera di ben 2.900 tonnellate all’anno di anidride carbonica (CO2) che corrispondono ad oltre 1.000 tonnellate annue di petrolio o di combustibili fossili che si eviteranno di bruciare.
Ryanair e SAT ancora insieme fino al 2016
E’ stata estesa fino al 2016 la partnership tra la compagnia aerea Ryanair e la SAT, Società Aeroporto Toscano S.p.A.. Le due società, infatti, hanno siglato un nuovo accordo con il quale Ryanair va a confermare Pisa quale base fino al 2016 dopo che il vettore irlandese sullo scalo pisano è presente dal 2005 con ben 2,4 milioni di passeggeri trasportati solo lo scorso anno. Al riguardo la SAT con una nota ufficiale fa presente come nella scorsa estate proprio la Ryanair dallo scalo pisano abbia sviluppato un network di quasi 50 rotte verso ben 19 Paesi del mondo; inoltre, ha avuto un grande successo il collegamento diretto per Rodi che ha permesso un’apertura molto importante per quel che riguarda l’offerta di voli cosiddetti “low cost” verso la Grecia.
Fotovoltaico: Uni Land, accordo quadro con Coenergy
Solar Energy, società che appartiene al gruppo Uni Land, ha siglato con una società appartenente al gruppo Conergy, la società Conergy Italia, un accordo quadro finalizzato alla realizzazione di ben 9 parchi fotovoltaici aventi ciascuno una potenza pari ad 1 MW. A darne notizia è stata proprio Uni Land con un comunicato ufficiale precisando che gli impianti fotovoltaici, con la formula chiavi in mano, e con l’esclusione solo delle opere edili, saranno realizzati nelle Regioni del Veneto, Puglia e Regione Emilia-Romagna. Entro l’anno, nella Regione Puglia, si stima vengano consegnati i primi tre dei nove impianti in virtù del fatto che le opere edili iniziali, ovverosia la recinzione, la viabilità, la preparazione del terreno e le strade risultano essere già in fase di esecuzione e di realizzazione da parte di Uni Land. I restanti sei impianti fotovoltaici, nelle Regioni Veneto ed Emilia-Romagna, si stima invece possano essere consegnati sempre con la formula chiavi in mano entro il 31 dicembre del prossimo anno.
Edg: in Germania si valutano i certificati con appositi rating
Appare quasi scontato ricordare che un investimento nei certificati finanziari rappresenta forse una delle strategie di portafoglio più rischiose per i soggetti interessati a questo comparto: quest’ultimo periodico storico ed economico sta infatti confermando come l’esposizione in questione sia piuttosto pericolosa, sia a causa di rischi comuni ad altri prodotti, come i titoli azionari e obbligazionari, sia per la particolare struttura che presentano i certificati. Il mondo delle attività derivative, però, potrà ora beneficiare di un nuovo metodo di classificazione in grado di rendere più sicuro e affidabile l’investimento. La novità, per il momento, è stata introdotta soltanto in territorio tedesco, dove Edg (European Derivatives Group) sta mettendo a disposizione uno strumento di calcolo qualitativo e quantitativo degli strumenti finanziari, il cui funzionamento è molto simile a quello dei rating delle varie agenzie.