Anglo Irish Bank, offerto uno scambio debito-obbligazioni

Anglo Irish Bank rappresenta una delle maggiori banche statali irlandesi, nonché il simbolo della difficile situazione finanziaria che sta vivendo la nazione nordeuropea; c’è comunque una novità di rilievo per gli investitori, visto che l’istituto di Dublino ha offerto uno scambio di 1,6 miliardi di euro del debito subordinato per delle nuove obbligazioni quotate venti centesimi l’una. Pertanto, i detentori di questi bond avranno a disposizione titoli con scadenza nel 2011 e garantiti dal governo. Secondo gli analisti, l’Irlanda sta chiaramente cercando di conseguire una forte partecipazione in questo caso, dato che l’unica altra alternativa possibile e percorribile è quella del processo penale.

Ctz e Bot semestrali: asta 26 ottobre 2010

Il Mef, Ministero dell’Economia e delle Finanze, ha reso noto d’aver disposto per martedì prossimo, 26 ottobre 2010, con data di regolamento fissata per il 29 ottobre 2010, un’asta di Bot – Buoni Ordinari del Tesoro, con scadenza semestrale, per un importo pari a 9 miliardi di euro. L’asta cade in concomitanza con la scadenza, per il 29 ottobre 2010, di Buoni Ordinari del Tesoro per un controvalore pari a 9,5 milioni di euro. I titoli di nuova emissione sono i Bot 29.04.2011, con scadenza a 182 giorni, che come al solito possono essere prenotati in asta dai risparmiatori per lotti pari a mille euro nominali o multipli di 1.000 euro. Il Ministero dell’Economia e delle Finanze con un comunicato ufficiale ha inoltre fornito un aggiornamento sui Buoni Ordinari del Tesoro in circolazione; ebbene, alla data dello scorso 15 ottobre 2010 c’erano in circolazione 144.417 milioni di euro di Buoni Ordinari del Tesoro così suddivisi: 84.472  milioni di euro con scadenza a 12 mesi, 56.445 milioni di euro di Bot semestrali e 3.500 milioni di euro di Buoni Ordinari del Tesoro con scadenza a tre mesi.

Axa Investment Managers: preoccupa la crescita portoghese

Axa Investment Managers, il comparto appositamente dedicato alla gestione degli investimenti dell’omonimo gruppo francese, è solita sbilanciarsi su alcune specifiche situazioni economiche, con delle prospettive per il futuro che riguardano sempre una gamma molto ampia di risparmiatori: l’ultima analisi della compagnia parigina si è soffermata sul Portogallo e sul suo momento non brillante. I bond del paese iberico potrebbero risentire di queste difficoltà: la nazione sta tentando di attuare una adeguata riforma fiscale, imponendo misure di austerity ai propri cittadini. Una delle conseguenze principali di questa cinghia così stretta è stato il pessimo rendimento dei titoli di Stato lusitani, i quali sono anche riusciti a perdere quindici punti base in una sola sessione.

Fotovoltaico: Uni Land compra terreno per copertura serre

Attraverso la società controllata al 100% Santeramo Energia S.r.l. tramite un’altra controllata, la società Solar Energy S.p.A., Uni Land ha acquistato a Canaro, in provincia di Rovigo, un terreno al fine di andare a realizzare su serre agricole delle coperture fotovoltaiche aventi una potenza complessiva cumulata pari a ben 3,2 MW. A darne notizia con un comunicato ufficiale è stata la stessa Uni Land che, lo ricordiamo, è una società quotata in Borsa a Piazza Affari ed operante nei settori del land banking, delle energie rinnovabili e, tra l’altro, anche nel settore dell’edilizia. A fronte del versamento di una quota di mezzi propri pari a 3,4 milioni di euro, l’investimento complessivo per la realizzazione degli impianti sul terreno del Comune di Canaro ammonta a complessivi 13,6 milioni di euro; il finanziamento dell’operazione avverrà attraverso un contratto di leasing che, avente una durata pari a diciotto anni, è stato già siglato con la società di Unicredit Group UniCredit Leasing.

Fiat: ricavi terzo trimestre 2010 in aumento

Nel terzo trimestre dell’anno in corso, rispetto allo stesso periodo del 2009, il Gruppo Fiat ha conseguito una crescita dei ricavi dell’11,9% a 13,5 miliardi di euro. A darne notizia in data odierna è stata proprio la multinazionale automobilistica torinese nel sottolineare, inoltre, come nel periodo sia stato raggiunto un utile della gestione ordinaria che è quasi raddoppiato a 586 milioni di euro; questo grazie al contributo che hanno dato tutti i segmenti di business in cui opera Fiat che hanno portato a chiudere il trimestre con un utile netto che si è attestato a 190 milioni di euro. Come diretta conseguenza dei buoni risultati raggiunti, il Gruppo Fiat con un comunicato ufficiale ha reso noto alla comunità finanziaria d’aver innalzato gli obiettivi per l’intero anno fiscale 2010; nel dettaglio, Fiat ora stima per il Bilancio 2010 un utile della gestione ordinaria pari ad un minimo di 2 miliardi di euro a fronte di un indebitamento netto industriale sotto il livello dei quattro miliardi di euro.

L’Euronext quota dieci nuovi Exchange Traded Funds

In matematica si usa dire che il dieci è un numero “felice”: in effetti, la Borsa francese ha vissuto una certa euforia proprio ieri, ma di tipo maggiormente finanziario, visto che è stato annunciato il debutto ufficiale di dieci nuovi Exchange Traded Funds. Si tratta, in pratica, di strumenti finanziari che beneficeranno dell’emissione e del prestigioso marchio di Lyxor, la sgr transalpina attiva soprattutto in questo segmento degli investimenti; inoltre, la prima negoziazione avverrà domani e c’è una certa attesa circa i rendimenti futuri di questi Etf. Analizziamo tali prodotti, in particolare quelli più appetibili ai risparmiatori. C’è anzitutto il Lyxor Msci W Etr (codice Isin: LU0533032420), quotato sull’Euronext e che andrà ad osservare da vicino l’andamento dell’indice sottostante, vale a dire l’Msci World Energia Index Return.

Etf, notevole il peso del Tarp sui comparti finanziari

Gli Etf finanziari devono aver avvertito in maniera netta lo scossone provocato dall’amministrazione Obama: in effetti, gli istituti di credito di dimensioni minori stanno subendo il peso influente da parte del programma Tarp (acronimo che identifica il Troubled Asset Relief Program, il programma statunitense volto ad aiutare gli istituti di credito in difficoltà), mentre le banche maggiori devono fronteggiare i continui fallimenti e una crescita economica piuttosto debole. Comunque, la sfida comune rimane quella dell’aumento di capitale, nonostante lo stesso Tarp stia tagliando con decisione i dividendi degli azionisti; c’è stato anche qualche caso di tentativo di uscita dal provvedimento in questione, ma il tutto risulta fin troppo difficile.

Oro: la prima scadenza del contratto future cede il 2,6%

Il New York Mercantile Exchange è stato protagonista ieri di una interessante seduta che ha visto l’oro cedere punti percentuali come ormai non accadeva da questa estate: in effetti, il biondo metallo, o sarebbe meglio riferirsi al suo contratto future, ha perso il 2,6% in una sola sessione, chiudendo così a quota 1.335,10 dollari l’oncia. Lo stesso discorso deve essere fatto per l’argento, che ormai ci siamo abituati ad osservare a braccetto dello stesso oro in diverse occasioni, con una discesa fino a 23,764 dollari per ogni oncia. Ci sono comunque dei motivi che si nascondono dietro queste performance negative dei futures più “preziosi”: anzitutto, i tassi di interesse della Cina sono aumentati in maniera inaspettata, mentre il dollaro è stato capace di beneficiare degli ottimi risultati fatti registrare dalle hard commodities.

New York City HHC, bond penalizzati dal dibattito sulla sanità

La New York City Health and Hospitals Corporation, compagnia che fornisce ben 1,3 milioni di dollari nei cinque “borough” della città, ha ricevuto ordini per 188 milioni relativi al debito da investitori individuali: questi ultimi, in effetti, stanno domandando a gran voce dei rendimenti maggiori a causa della riforma che sta coinvolgendo il sistema sanitario americano. I bond che scadranno nel mese di dicembre del 2018 sono stati quotati con un rendimento pari al 2,84%, con un incremento molto vicino al punto percentuale. In questo caso, comunque, c’è da dire che la tematica che bisogna affrontare con maggiore urgenza è l’incertezza che circonda i costi sanitari: secondo alcuni analisti, infatti, anche una struttura che dovesse beneficiare di una doppia A relativa al rating potrebbe pagare i tassi di interesse più alti.

Gas Plus perfeziona acquisto Padana Energia

A fronte di un prezzo a fermo pari a 179,1 milioni di euro, l’operatore Gas Plus, quarto produttore di gas naturale nel nostro Paese, ha perfezionato nella giornata di ieri un’operazione annunciata nelle scorse settimane. Trattasi, nello specifico, dell’acquisto da Eni del 100% delle quote di Padana Energia SpA, interamente posseduta dalla società del cane a sei zampe, facendo seguito ad un accordo che era stato stipulato nell’agosto scorso. Il prezzo a fermo concordato comprende gli aggiustamenti relativi sia alle poste del circolante, sia a quelle per interessi, con i flussi di cassa relativi all’anno 2010 che spetteranno al soggetto acquirente. A fronte del prezzo a fermo, in funzione delle produzioni dei prossimi cinque anni, c’è anche un prezzo integrativo fino ad un massimo di 25 milioni di euro cui eventualmente andrà ad aggiungersi un’integrazione di prezzo legata a ritrovamenti collegati al potenziale esplorativo che è già stato studiato.

Unicredit: fusione sette società controllate

E’ stato firmato nella giornata di ieri, martedì 19 ottobre 2010, a Torino, l’atto di fusione che dà piena efficacia alla fusione in Unicredit SpA di ben sette società controllate dal Gruppo bancario nell’ambito del cosiddetto progetto denominato “Insieme per i Clienti”. Il progetto, in accordo con quanto già reso noto nei mesi scorsi da Unicredit alla comunità finanziaria, permetterà da un lato di poter semplificare la struttura societaria, e dall’altro di andare ad incrementare ulteriormente il grado di soddisfazione dei clienti attraverso una maggiore vicinanza ai territori. “Insieme per i Clienti” non è altro che un modello divisionale che nel nostro Paese vede la suddivisione della clientela in quattro fasce. In “Famiglie” rientrano i clienti che hanno patrimoni fino a 500 mila euro; “Private” per i clienti con patrimoni sopra i 500 mila euro; “PMI” è per le imprese che annualmente hanno un fatturato inferiore ai 50 milioni di euro, mentre “Corporate” è il segmento di clientela business con patrimoni oltre i 50 milioni di euro.

BlackRock: i Bsf Funds si focalizzeranno sugli Etf di iShares

BlackRock ha deciso di farsi in quattro per i propri investitori: o meglio, saranno quattro, uno diverso dall’altro, i portafogli finanziari che la sgr statunitense ha deciso di mettere a disposizione per quel che riguarda la gamma Bsf Fund of iShares. Le proposte in questione differiscono tra di loro in relazione ai rischi e ai rendimenti, ma sono tutte da ricollegare agli Etf della compagnia americana: in particolare, si potrà beneficiare di un portafoglio “conservative”, di uno “moderate”, di un altro focalizzato sulla crescita (denominato per l’appunto “growth) e l’ultimo “dynamic“, a seconda delle singole esigenze. Tra l’altro, gli assets sono stati allocati in modo tale da garantire una esposizione molto ampia alle aree geografiche più diverse e ai redditi di vario tipo, come quello fisso e immobiliare, solo per citare due esempi.

Non solo dollaro: ecco gli Etf per puntare sulle altre valute

Il principale riferimento valutario degli investimenti finanziari, inutile negarlo, è il dollaro: ma il trading decrescente e una ulteriore immissione di denaro cash nei mercati da parte della Federal Reserve, stanno provocando un sensibile deprezzamento della moneta verde nei confronti di un paniere di altre divise. Gli Exchange Traded Fund rappresentano sicuramente la modalità più semplice e accessibile per gli investitori per accedere a questo tipo di mercato; cerchiamo di comprenderne le dinamiche. Il discorso deve partire necessariamente dagli Stati Uniti, con la Fed che è pronta ad acquisire una massiccia dose di bond del Tesoro entro la fine di novembre, un modo per stimolare le attività economiche.

Cir: Sorgenia, ricavi in ascesa nei primi nove mesi

Nei primi nove mesi del 2010 la società Sorgenia, Gruppo CIR, ha conseguito una crescita dei ricavi del 12,3% a 1,95 miliardi di euro a fronte di un Ebitda in progresso dell’11,6% a 107,7 milioni di euro, ed un utile netto in ascesa a 57,6 milioni di euro. In accordo con un comunicato ufficiale emesso da Sorgenia, la società nei nove mesi è tornata a far registrare un margine operativo lordo in crescita grazie al robusto balzo dell’ultimo trimestre. Nel frattempo, Sorgenia ha portato avanti il proprio piano industriale attraverso il completamento della costruzione, a Lodi, di una centrale, mentre per quel che riguarda il fotovoltaico in Sardegna è stato avviato un impianto fotovoltaico; nell’eolico, inoltre, Sorgenia ha fatto presente come in Francia due parchi, aventi una potenza complessiva cumulata pari ad oltre 40 MW, risultino essere in fase di completamento.