Il nome Man Investments fa immediatamente pensare alla gestione degli investimenti alternativi, campo in cui, non a caso, la sgr dell’omonimo gruppo britannico è leader a livello internazionale: la gamma di prodotti della compagnia londinese si è arricchita proprio in questi giorni di una interessante novità, visto che è stata ricevuta l’autorizzazione a distribuire sul nostro paese un nuovo fondo di fondi Ucits III (Undertaking for Collective Investments in Transferable Securities, si tratta di una serie di direttive dell’Unione Europea volte a disciplinare questo settore finanziario), il quale beneficerà della denominazione di Man Long/Short Europe. Come si evince facilmente dal nome, il prodotto potrà contare su una strategia long o short dal punto di vista azionario, in modo che gli investitori italiani possano accedere con una certa facilità ai gestori single-manager del Vecchio Continente.
Emergenti: Morgan Stanley valuta Brasile, Messico e Cile
Morgan Stanley, una delle banche d’affari più celebri d’America, ha stilato dei rating molto interessanti per quel che riguarda le principali economie emergenti: i dati che prevalgono sugli altri in maniera più netta sono quelli relativi all’America Latina, per la quale l’istituto newyorkese ha tagliato il proprio giudizio fino a un “sottovalutato” nell’ambito delle stime internazionali, mentre il portafoglio delle nazioni asiatiche è risultato sopravvalutato. C’è da approfondire queste due valutazioni così diverse. Anzitutto, l’America Latina, in base a quanto confermato da Jonathan Garner, il quale ricopre l’incarico di stratega per la sede di Hong Kong di Morgan Stanley, sta tendendo sempre più a delle performance inferiori alle aspettative nel corso delle fasi di correzione economica.
Eni sigla in Regno Unito accordo per giacimento Deborah
Nell’Europa nord occidentale in futuro sia la flessibilità del mercato del gas, sia la sicurezza degli approvvigionamenti, potranno aumentare grazie ad un accordo che il colosso energetico italiano Eni ha siglato ed ha annunciato nei giorni scorsi con l’ente demaniale britannico, il Crown Estate. L’accordo, nello specifico, consiste nell’uso, quale sito di stoccaggio, del cosiddetto giacimento Deborah per quello che, in accordo con quanto sottolineato venerdì scorso proprio dalla società del cane a sei zampe con una nota, rappresenta in oltre 25 anni il primo accordo concluso nel Regno unito con l’ente demaniale britannico per i giacimenti esausti offshore su vasta scala.
I futures sul cotone volano ai massimi grazie alla domanda cinese
È un vero e proprio boom quello messo a segno dal cotone nella settimana che si è appena conclusa: i contratti futures che osservano da vicino le performance di questa commodity hanno infatti subito un rialzo importante presso l’Intercontinental Exchange di New York, realizzando così un record agevolato in larga misura dalla domanda globale proveniente dalla Cina. Tra l’altro, molto influente in questo senso è stata anche la devastante grandinata che ha danneggiato le colture del Texas. Le esportazioni del cotone dovrebbero crescere del 4,2% a dicembre, addirittura il livello più alto da quando questa fibra ha cominciato a essere scambiata 140 anni fa; entrando maggiormente nel dettaglio statistico, c’è da dire che il contratto in questione è stato in grado di ottenere un profitto di 65 centesimi di dollaro quest’anno, contraddistinguendosi come miglior commodity dell’indice Thomson Reuters/Jefferies Crb (il riferimento finanziario che fornisce un’accurata rappresentazione degli investimenti nei beni e nelle materie prime).
Banco Popolare: aumento capitale fino a due miliardi di euro
Un aumento di capitale da due miliardi di euro sia per dare un nuovo impulso e sostegno alle piccole imprese ed alle famiglie, sia per il rimborso dei cosiddetti Tremonti bond. Sono questi i principali obiettivi dell’operazione di ricapitalizzazione annunciata in via ufficiale dal Banco Popolare a fronte di un aumento che risulta essere garantito da un consorzio che, in qualità di global coordinators, è costituito da BofA Merrill Lynch e da Mediobanca, mentre in qualità joint bookrunners per l’operazione il Banco Popolare si avvarrà della collaborazione di Deutsche Bank, ma anche della Goldman Sachs e di Credit Suisse. L’operazione di aumento del capitale sociale del Banco Popolare, fino a due miliardi di euro, è stata approvata dai Consigli di Sorveglianza e di Gestione, ragion per cui ora tutto passerà all’approvazione da parte dell’Assemblea degli azionisti del Gruppo bancario che dovrà riunirsi in sede straordinaria. In particolare, il capitale potrà essere aumentato in una o più volte, fino a due miliardi di euro, entro un termine massimo di 24 mesi dalla deliberazione dell’Assemblea.
Titoli di Stato: Btp, emissioni MEF 27 e 28 ottobre 2010
Il MEF, Ministero dell’Economia e delle Finanze, ha disposto per mercoledì prossimo, 27 ottobre 2010, con data di regolamento fissata per il giorno 29, un’emissione di titoli di Stato costituita da BTP – Buoni del Tesoro Poliennali indicizzati all’Inflazione dell’Area Euro, in ottava tranche, con decorrenza 15 marzo 2010, scadenza 15 settembre 2021, tasso d’interesse reale annuo al 2,10%, con pagamento della cedola con cadenza semestrale, e codice ISIN IT0004604671. Sempre nella stessa giornata saranno collocati i BTP – Buoni del Tesoro Poliennali indicizzati all’Inflazione dell’Area Euro, in decima tranche, con decorrenza 15 settembre 2009, scadenza 15 settembre 2041, tasso d’interesse reale annuo al 2,55%, con pagamento della cedola con cadenza semestrale, e codice ISIN IT0004545890.
Finmeccanica: Ansaldo Energia, nuova commessa in Siria
In Siria Ansaldo Energia, società controllata da Finmeccanica, ha confermato il proprio ruolo nel Paese andando ad acquisire un contratto per servizi, parti di ricambio e macchine per un controvalore di pertinenza pari a 160 milioni di euro. Nel dettaglio, in accordo con quanto reso noto giovedì scorso da Finmeccanica con un comunicato ufficiale, Ansaldo Energia si è aggiudicata la commessa nell’ambito di un Consorzio con Metka, una società greca, nei confronti della Public Establishment of Electricity for Generation and Transmission (PEEGT), azienda pubblica elettrica siriana. In particolare, il contratto stipulato dal Consorzio con PEEGT prevede che per il sito di Deir Azzour venga fornito un impianto a ciclo combinato. Ad Ansaldo Energia spetta l’equipaggiamento della centrale con una turbina a vapore del modello RT30, e con due turbine a gas modello AE94.3 A4; per le tre turbine è altresì prevista la fornitura sia dei sistemi ausiliari, sia dei relativi generatori.
Hedge Fund, ecco le novità del passaporto europeo
Il ritardo nell’approvazione del cosiddetto passaporto europeo per i fondi dei paesi europei e terzi è dovuto, in particolare, alle questioni che hanno diviso due dei principali paesi dell’Ue, Francia e Germania: i disaccordi sembrano però essere stati finalmente appianati e dunque si può prospettare una nuova era per gli hedge fund del Vecchio Continente. Le nuove regole sono state approvate col voto unanime dei vari ministri delle Finanze, così come è stato annunciato solennemente dall’attuale presidente di turno dell’Unione Europea, il belga Didier Reynders. L’intento principale di questa riforma è quello di proteggere in maniera adeguata gli investitori e i consumatori, una sorta di architettura finanziaria innovativa.
Etf e Malesia: interessante il piano di espansione economica
Il continente asiatico può rappresentare, nel momento attuale, un approdo piuttosto sicuro e appetibile per qualsiasi tipo di investitore: una delle nazioni su cui fare maggiore affidamento è senza dubbio la Malesia (ci troviamo nella zona sudorientale, dove contano molto le vicinanze geografiche con Singapore e Thailandia), la quale sta approntando un ambizioso piano di espansione economica, una operazione che si è resa necessaria alla luce della rivelazione del nuovo budget del paese. Ed è proprio questo piano a far sorgere spontanea una domanda: sarà sufficiente una movimentazione finanziaria di questo tipo per condurre Kuala Lumpur e i suoi Exchange Traded Fund nel paradiso della prosperità economica?
Aletti colloca un Planar e un Autocallable Step Plus sul Sedex
Banca Aletti, l’istituto di credito del Gruppo Banco Popolare di Verona e Novara attivo prevalentemente nel campo degli investimenti, rinsalda la propria presenza presso il Sedex: il segmento di Borsa Italiana ha infatti visto debuttare tre giorni or sono due nuovi certificati finanziari che beneficiano di questa società emittente. Nello specifico si tratta di un certificato Planar e di un certificato Autocallable Step Plus, entrambi comunque focalizzati su titoli azionari e indici. Entrando maggiormente nel dettaglio finanziario, c’è da dire che il certificato Planar, il cui codice Isin è IT0004627912, osserverà da vicino le performance dell’indice Eurostoxx Oil&Gas; come si evince facilmente dal nome, si tratta di un indice europeo legato saldamente al petrolio e al gas e ai loro principali paesi fornitori, senza dimenticare che lo strike è stato fissato a 286,24 euro, mentre la scadenza sarà quinquennale (avverrà il 31 agosto del 2015), con un livello di protezione piuttosto interessante, vale a dire l’85%.
A&P, per i bond convertibili calo ai livelli dello scorso luglio
Lo stato americano del New Jersey è noto anche per una catena di supermercati dal nome altisonante, The Great Atlantic & Pacific Tea, meglio conosciuta con la sigla A&P: si tratta, nello specifico, di una compagnia attiva in diversi stati federali (tra cui possiamo citare il Connecticut, il Delaware e la Virginia) e suddivisa in più comparti (surgelati, discount, gourmet, liquori e molto altro). È stata proprio la società di Montvale a caratterizzare in negativo le ultime contrattazioni dei titoli obbligazionari, visto che i bond convertibili che beneficiano di questo marchio sono scesi al loro livello più basso da quasi tre mesi a questa parte. C’è un motivo preciso per un declino di questo tipo e risiede nel fatto che la stessa A&P sta tentando di ottenere un prestito per venire incontro a quei soggetti che hanno finora evitato la bancarotta.
Exprivia: nuovo piano industriale, gli obiettivi
Exprivia, società quotata in Borsa a Piazza Affari, ed attiva nella consulenza e nello sviluppo di soluzioni IT, punta al 2013 al raddoppio dei ricavi, attesi per tale anno a 200 milioni di euro. E’ questo uno dei target del nuovo Piano Industriale 2010 – 2013 approvato dal Consiglio di Amministrazione della società ed illustrato alla comunità finanziaria. In particolare, a fronte del raddoppio dei ricavi Exprivia mira altresì ad un incremento della marginalità accompagnato dalla riduzione del debito; il tutto con l’obiettivo di andare a rafforzare la propria posizione di mercato nel settore della consulenza e dei servizi IT. Nello specifico, al 2013 la società stima di conseguire il 10% del proprio fatturato all’estero a fronte di una crescita per linee esterne in grado di generare annualmente un fatturato pari all’incirca a 60 milioni di euro. Al netto del finanziamento necessario per la crescita per linee esterne, Exprivia punta ad abbattere l’indebitamento del 25% mantenendo l’Ebitda margin sul livello del 15% del fatturato consolidato.
Brembo annuncia affitto ramo azienda fornitore
Brembo S.p.A., società italiana quotata in Borsa a Piazza Affari, e leader mondiale nel comparto degli impianti frenanti a disco per i veicoli, ha reso noto nella giornata di ieri d’aver siglato un contratto di affitto di un ramo d’azienda di un proprio fornitore fino alla data del 31 dicembre del 2011. Trattasi, nello specifico, di un ramo d’azienda che, costituito da due società, appartiene ad un importante fornitore di parti meccaniche prodotte attraverso lavorazioni tecnologiche. Nel dettaglio, l’operazione annunciata da Brembo è stata messa in atto al fine di garantire la continuità alla fornitura proprio al Gruppo Brembo tenendo conto dell’attuale stato di difficoltà finanziaria in cui versano le società Iral e Immc nell’ambito di una collaborazione che dura da anni. In questo modo Brembo mira sia a garantire continuità alla forniture, sia a salvaguardare il patrimonio tecnologico ed il know–how che la stessa Brembo in questi anni ha trasferito alle due società. L’affitto del ramo di azienda è avvenuto attraverso La.Cam Srl, una newco di recente costituzione ed interamente controllata da Brembo S.p.A..
Vita Società Editoriale: debutto sull’AIM Italia
Ha fatto il proprio debutto in Borsa in data odierna, venerdì 22 ottobre 2010, sull’AIM Italia, Vita Società Editoriale S.p.A., content company specializzata nel settore del non profit. A darne notizia è stata la stessa società con un comunicato ufficiale nel far presente, tra l’altro, come in concomitanza con il primo giorno di negoziazione delle azioni ordinarie sia in mano al mercato il 43,64% delle quote. Il 14,72% è posseduto dalla Fondazione Vita; il 13,80% da P.I.A. – Partecipazioni Interessenze Azionarie S.p.A; l’8,32% da ICCREA Holding S.p.A.; il 6,48% dal Consorzio Gino Mattarelli; il 4,65% da MaIS S.p.A.; il 4,37% dall’Istituto Atesino di Sviluppo S.p.A.; ed infine il 4,02% dagli Eredi Sig. Carlo Caracciolo di Melito.