Albaraka Banking, la filiale turca venderà nuovi sukuk

Albaraka Banking Group, maggior prestatore islamico di tutto il Bahrain, e la sua filiale presente in Turchia, potrebbero emettere a breve dei sukuk per un importo totale di cinquecento milioni di dollari: l’operazione, infatti, è prevista entro il termine di quest’anno, come spiegato chiaramente dall’amministratore delegato del gruppo, Adnan Ahmed Yousif. L’unità presente nella nazione anatolica, la cui denominazione precisa è Albaraka Turk Katilim Bankasi As, dovrebbe gestire la vendita in questione nel corso del mese di novembre, con la prima tranche che sarà probabilmente pari a duecento milioni di dollari. Non è un caso che siano stati scelti i bond che rispettano la legge della Shariah, visto che non sono poche quelle istituzioni che in questo momento preferiscono diversificare il loro portafoglio con questa soluzione finanziaria.

Aletti Gestielle propone un nuovo fondo obbligazionario

Flessibilità e distribuzione dei proventi ogni sei mesi: sono queste le due caratteristiche finanziarie che saltano maggiormente agli occhi quando si esamina l’ultimo fondo obbligazionario lanciato da Aletti Gestielle. La società di gestione del risparmio, la quale è parte integrante del gruppo creditizio Banco Popolare, si è infatti cimentata in una proposta piuttosto interessante, con questo prodotto che è in grado di focalizzare la propria attenzione sui bond governativi che vengono emessi nel nostro paese, ma anche in Francia, in Belgio e in Spagna. Inoltre, elemento sicuramente importante in un periodo storico delicato come quello attuale, le nazioni più a rischio dal punto di vista economico, in primis Grecia, Portogallo e Irlanda, saranno escluse dagli investimenti legati allo strumento in questione.

Rating del giorno: tagli in Nuova Zelanda

Più volte abbiamo parlato dell’influenza che le agenzie di rating hanno conquistato sul mercato finanziario. La loro capacità di spostare consensi aumenta nonostante le contraddizioni sulla loro posizione non troppo trasparente riguardo gli azionisti di maggioranza.

Dopo il declassamento del debito americano (arrivato, lo ricordiamo, con netto ritardo rispetto agli eventi importanti) e dopo il declassamento del debito dell’Italia (arrivato invece in anticipo), le agenzie hanno minacciato di ridurre anche i voti dei debiti di Cina e Giappone nei prossimi mesi, quasi per incitare una loro reazione immediata.

Tra i rating del giorno spicca sicuramente il passaggio da AA+ ad AA sulla Nuova Zelanda: sia Standard & Poor’s che Fitch eseguono la stessa operazione ma il mercato non è movimentato per questo motivo. La perdita del “+” non è più importante di quello che sta succedendo in area Euro e negli Stati Uniti con, rispettivamente, Bce e Fed alle strette senza avere ancora in mano una soluzione solida da proporre.

Postapresente Cedola: da PosteVita l’assicurazione senza scadenza

La sezione assicurativa del gruppo Poste Italiane presenta sotto la sezione “investimenti” Postapresente Cedola che si tratta, come per altri prodotti correlati, di un’assicurazione sulla vita venduta come investimento.

Le caratteristiche per la sottoscrizione di Postapresente Cedola sono tra le più generiche dei prodotti di questo tipo e praticamente non escludono nessuno in particolare. Generiche sono anche le caratteristiche che vedono un rendimento annuale sotto forma di cedola sull’investimento iniziale che deve essere almeno di 5000 euro. Dopo un anno è possibile investire nuovo denaro nell’assicurazione con lo stesso minimo stabilito per l’apertura del contratto, oppure si può chiedere il riscatto (parziale di minimo 2500 euro a patto che il capitale residuo sia maggiore di 5000 euro) oppure totale.

Il rendimento minimo garantito è stato inferiore al rendimento della gestione separata Posta ValorePiù che (al lordo) ha sempre rispettato le aspettative nei precedenti tre anni di lavoro e l’inflazione è stata superata ampiamente.

Enel, acconto sul dividendo dopo la semestrale

Il calo che è stato conseguito da Enel per quel che riguarda il proprio utile netto al 30 giugno del 2011 (si tratta quindi di una semestrale) non ha impedito al consiglio di amministrazione di assicurare un acconto sul relativo dividendo: il prospetto contabile della società energetica ha ricevuto l’approvazione proprio nel corso della giornata odierna, con una situazione patrimoniale ed economica che non desta comunque preoccupazioni, visto che ha consentito questa novità interessante nei confronti degli azionisti dell’ente stesso. Nel dettaglio, il dividendo in questione ammonta a dieci centesimi di euro per ogni singolo titolo azionario, con il pagamento che verrà garantito a partire dal prossimo 24 novembre, attraverso lo stacco della cedola, evento che si verificherà invece tre giorni prima. Come già anticipato, l’utile netto di Enel è calato di quasi cinque punti percentuali (4,9 per la precisione) rispetto allo stesso periodo del 2010.

Petrolio, previsioni al ribasso per la domanda del 2012

Il petrolio sarà pure l’oro nero, ma sono in molti a sperare che le previsioni per il 2012 di questa commodity non siano dello stesso colore: battute a parte, cosa bisogna attenderci dal prossimo anno in questo senso? Ci si può affidare soprattutto a organizzazioni, banche e compagnie, le quali si sono cimentate di recente proprio in questo compito. Non si può non cominciare dall’Opec, l’organizzazione internazionale che raggruppa i paesi esportatori di petrolio: secondo i suoi calcoli, le previsioni relative alla domanda devono essere ritoccate al ribasso, così come è stato fatto appunto nei giorni scorsi, anche perché la situazione viene resa piuttosto critica dalla guerra civile in Libia che sembra non finire mai. Il rapporto mensile dell’Opec, inoltre, ha messo in luce come il prossimo anno sarà caratterizzato da 89,26 milioni di barili al giorno, mentre soltanto due mesi fa lo stesso dato era pari a 89,44 milioni.

Titoli di Stato: leggera discesa per il differenziale Btp-Bund

La giornata di contrattazioni volge al termine e Piazza Affari conclude una giornata anonima che non lascia il segno e fa’ da spartiacque tra un movimento (quello dei giorni precedenti) ed il prossimo (atteso al massimo entro Venerdì) lasciando sul grafico i livelli operativi che stringono il prezzo; la resistenza a 14900 punti ed il supporto a 14550 definiscono il range di interesse che verrà monitorato da domani in poi, sperando che il close di Wall Street non costringa ad un gap in apertura domani mattina.

Proprio il Dow Jones, a dispetto della situazione attuale che lo vede prossimo alla parità, è quello che nei giorni precedenti ha dato più segnali di forza; in Europa in effetti pesano molto le situazioni di Grecia e Italia (ma non solo) e proprio quest’ultima tiene il con il fiato sospeso un buon numero di investitori per l’andamento dello spread tra Btp e Bund; questi nella giornata di oggi si è assestato a 363 punti, in leggero calo rispetto a ieri e ormai distante dal doppio massimo ormai disegnato in zona 400. Un terzo tentativo di rialzo supererà probabilmente questa soglia ormai riconosciuta come il punto di rottura oltre il quale la fiducia subirà un ridimensionamento notevole e pericoloso.

Ing Direct propone i Pronti Contro Termine Arancio

Ing Direct è la banca online olandese che siamo ormai abituati ad associare al celebre Conto Arancio: ma le sue offerte non si limitano ovviamente soltanto a questo prodotto, quindi non deve stupire più di tanto se lo stesso gruppo di Amsterdam ha deciso di ampliare la propria gamma di strumenti, lanciando nel nostro paese degli interessanti pronto contro termine. Di cosa si tratta esattamente? La banca, la quale vanta proprio in Italia più di un milione di clienti, sta stringendo un legame molto stretto con la penisola; in effetti, sono previste a breve nuove filiali, ma soprattutto i già citati prodotti, i Pronti Contro Termine Arancio, i quali sono stati progettati e creati per venire incontro alla clientela privata e che possono essere sottoscritti con l’omonimo conto citato in precedenza.

Genertellife, i vantaggi della polizza Sicuramente

Genertellife, la scelta assicurativa per chi è propenso a navigare su internet, oltre che parte integrante del gruppo Generali, sta proponendo proprio in questi giorni Sicuramente, un investimento che punta alla protezione dei risparmi: quest’ultimo obiettivo si potrà ottenere, inoltre, senza alcun rischio di perdere il capitale versato al momento iniziale, senza dimenticare che la sottoscrizione in questione non prevede alcun tipo di costo. Quali sono le caratteristiche principali di tale strumento?

Titoli di Stato: Btp e CCTeu in asta il 29 Settembre

Nuova asta di medio lungo termine del Ministero dell’Economia e delle Finanze; la seconda asta di questa categoria per il mese di Settembre è stata annunciata dal Tesoro con i soliti 2 comunicati stampa, diffusi rispettivamente il 22 ed il 26 Settembre e di cui riportiamo tutti i dettagli di seguito.

L’emissione di Certificati di Credito del Tesoro indicizzati al tasso Euribor a sei mesi (CCTeu) con decorrenza il 15 Giugno 2010 e scadenza 15 Dicembre 2015 è identificata con l’ISIN IT0004620305 e nello specifico il tasso di interesse semestrale lordo è il dasso Euribor maggiorato dello 0.80%. L’ammontare dell’emissione è compreso tra 500 milioni e 1000 milioni di euro. La cedola semestrale in corso con scadenza 15 dicembre 2011 è all’1.291%.

Nell’asta del 29 Settembre ci saranno i Buoni del tesoro Poliennali con decorrenza 1° luglio 2011 e scadenza 1° luglio 2014 e tasso di interesse annuo lordo al 4.25%. L’ISIN per riconoscerli è IT0004750409 e l’ammontare nominale dell’emissione va’ da un minimo di 2500 milioni ad un massimo di 3500 milioni di euro.

I BTP con scadenza 1° marzo 2022 e decorrenza 1° settembre 2011 hanno invece un tasso di interesse annuo lordo del 5% ed ISIN IT0004759673 e l’emissione sarà compresa da un minimo di 1500 milioni ad un massimo di 2500 milioni di euro di valore nominale.

Futures: gomma in rialzo al Tokyo Commodity Exchange

La gomma è stata la grande protagonista in positivo delle ultime contrattazioni del Tokyo Commodity Exchange: il rialzo fatto registrare dai relativi contratti futures era infatti atteso da ben sei mesi ed è stato sicuramente favorito dalle nuove aspettative che si nutrono nei confronti dell’Unione Europea e dei vari debiti sovrani. Nel dettaglio, le spedizioni del prossimo mese di febbraio hanno subito un rialzo di quasi sette punti percentuali, il maggiore dal 18 marzo scorso, prima di chiudere la seduta a quota 318,4 yen il chilogrammo (il che equivale anche a 4,170 dollari la tonnellata). Il contratto che invece osserva da vicino le spedizioni di marzo è salito fino a 325 yen, a conferma di ottime performance da tutti i punti di vista.

Ossiam, un comitato scientifico per migliorare l’offerta

Ossiam, una delle società più attive nell’emissione di Exchange Trade Fund, dimostra ancora una volta di avere a cuore gli investimenti, predisponendo un apposito Comitato Scientifico: quattro professori di università, le cui specialità si riferiscono ovviamente alle scienze economiche e alla matematica finanziaria, comporranno questo organo così particolare, il quale svolgerà il ruolo di “assistente” al team di ricerca della stessa compagnia francese, filiale di Natixis. In pratica, gli strumenti finanziari del futuro verranno creati e progettati anche grazie al contributo di queste menti, in modo da comprendere più a fondo quali sono le principali dinamiche macroeconomiche del mercato e a quali investitori bisogna andare incontro.

Credit Suisse lancia un nuovo Etn legato a Usa, Europa e Giappone

Credit Suisse, celebre istituto di credito elvetico, ha appena lanciato un Exchange Traded Note nuovo di zecca: per la precisione, sono passati appena sei giorni dalla quotazione ufficiale, con questo prodotto finanziario che si presenta in maniera molto interessante e con un collegamento strategico alle performance di determinati indici. L’intento dell’emittente svizzera è soprattutto quello di fornire un’adeguata esposizione agli investimenti neutrali di mercato, in particolar modo per quel che concerne i titoli azionari del Nord America, del continente europeo e del Giappone. Il Credit Suisse Market Neutral Global Equity Etn, questa la denominazione ufficiale dello strumento in questione, andrà a prendere come riferimento principale l’indice Hs Market Neutral Index Powered (il quale utilizza solitamente una strategia particolare riferibile agli hedge fund).

Mais, brutto tonfo per i futures a Chicago

Il Chicago Board of Trade ha assistito impotente al declino dei contatti futures legati alle performance del mais: il ribasso in questione è stato pari a oltre cinque punti percentuali, tanto che questi prodotti finanziari hanno eguagliato il peggior livello delle ultime dieci settimane. C’è comunque da dire che non si è trattato dell’unico calo presso la piazza americana, visto che i futures relativi ai bovini e ai suini sono stati anch’essi influenzati in maniera negativa dai timori per la recessione globale. Le preoccupazioni per la crisi economica europea e le difficoltà americane, infatti, hanno convinto più di un investitore a vendere gli strumenti collegati all’andamento delle principali commodities. Nello specifico, le ultime contrattazioni sono state caratterizzate da una perdita pari a 35 centesimi di dollaro per quel che riguarda le spedizioni di dicembre del mais, con una quotazione pari a 6,50 dollari il bushel, il livello più basso dallo scorso 11 luglio.